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L’addio al m° Italo Mattavelli di Ornago

Caro maestro e amico
da quando ti ho conosciuto, al termine delle esequie del m° Gianfranco Spinelli nella chiesa di S. Maria Segreta di Milano – era l’11 gennaio del 1983 – ho sempre cercato, tramite il m° Enzo Corti, tuo grande amico, di avere occasione di vivere quel clima musicale intenso, affascinante e sempre conviviale, che tu insieme ai maestri Angelo Corradini (compositore di rango), Alfredo Cortiana (docente di storia della musica), Enzo Corti e Massimiliano Carraro, docenti come te presso la Scuola civica di musica di Milano, avete sempre coltivato con spontaneità e puntigliosa competenza musicologica. Ricordo sempre il fascino di quelle serate di cultura musicale. Una scuola impagabile.
Mi piaceva soprattutto, caro Italo, nelle tue considerazioni, la disinvolta schiettezza di giudizio su opere e interpreti della musica che, grazie al tono perentorio con cui le esprimevi, mi apparivano sempre lucide e decisive.
Ti è sempre piaciuto rendere familiare e sociale tutta la musica, classica e leggera, purchè autentica e armoniosa. Soprattutto nella tua amata Brianza hai seminato e inculcato la passione per la musica d’autore in ogni strato della popolazione.
In questi ultimi tempi ti stavi adoperando per ricordare uno dei tuoi più cari amici: don Felice Radice, che fu per diversi anni viceparroco di Carnate negli anni ’80 del secolo scorso e poi parroco a Monza. Volevi dedicargli un concerto con in programma la Messa da Requiem a tre voci d’uomo di Lorenzo Perosi.
Siamo purtroppo noi oggi che dobbiamo ricordarti dedicandoti un motetto di Perosi, Beati qui lugent a due voci eseguito qualche anno fa nella cattedrale di Iglesias per ricordare il maestro di cappella del Duomo di Milano mons. Luciano Migliavacca.*
Lo facciamo con la stessa spontaneità con cui Perosi volle onorare la morte di uno dei suoi giovanissimi cantori della basilica di San Marco a Venezia e con il più profondo sentimento di riconoscenza che è doveroso nei confronti di chi ininterrottamente, per tutta la vita, ha amato la musica sacra come te e mons. Migliavacca. Ti assicuriamo il nostro devoto ricordo. Ciao Italo!

Italo Mattavelli

L. Perosi, Beati qui lugent, mottetto a due voci ineguali e organo.
Gruppo vocale “Pietro Allori” di Iglesias e Coristi dell’Angelo di Milano diretti da Angelo Rosso. Organista: Emanuele Carlo Vianelli
*Una memoria dolce e commovente:
“Beati quelli che piangono, perché saranno consolati”. (Matteo 5,4)
È l’ora della compieta, le 21 del primo venerdì di Quaresima.
Fedeli pensosi ascoltano il canto del coro e i suoni dell’organo che intrecciati si propagano tra le possenti volte stellari della cattedrale di Iglesias.
È in esecuzione il mottetto Beati qui lugent, che don Lorenzo Perosi scrisse in ricordo di un suo puero cantore, Ferruccio Menegazzi, prematuramente scomparso a Venezia nel 1897.
Un canto intonato al termine della prima delle accademie Brahms 2018, per ricordare l’elegante e raffinata figura di mons. Luciano Migliavacca – fu per tanti anni maestro di cappella del Duomo di Milano – che ammirava in modo particolare due composizioni di don Allori: Respice in me a 4 voci dispari a cappella e Pange lingua gloriosi per organo e coro.
Un sentimento di dolce gratitudine è sembrato essersi improvvisamente diffuso nella bella navata della cattedrale, pensando all’ineffabile magistero musicale e spirituale di don Lorenzo Perosi e dei due maestri di cappella, sacerdoti e musicisti nostri contemporanei che le musiche sacre del sacerdote di Tortona hanno fatto eseguire ai cori da loro diretti.

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