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A proposito dell’antifona “Veni, Sancte Spiritus” di Leoš Janáček

LA FEDE E IL CONTRAPPUNTO
di Gian Nicola Vessia
a margine delle serate nel Duomo di Milano

La partecipazione del Coro dell’Università Cattolica agli incontri della “Cattedra dei non credenti” 1990, su invito del Cardinal Martini

(dall’Archivio: Presenza, bimestrale dell’Università Cattolica, novembre 1990)

«[…] mi sono stupito nel ritrovarmi colpito e quasi commosso in quelle serate che il Cardinal Martini e i suoi relatori hanno chiamato Rendiamo ragione della nostra speranza; è stato un maggio che ricorderò per molto tempo: un discanto tra fede e musica, tra parole e accordi d’organo, tra densità di concetti teologali e grumi sonori di un coro.

Intelligentemente, alcuni asterischi musicali di grande raffinatezza per scelta di brani e dignità esecutiva, bilanciavano la conversazione. A un organista in straordinaria forma, quale era in questa occasione Luigi Benedetti, Maestro titolare del grande organo del Duomo, rispondeva il Coro della Università Cattolica con momenti in cui il silenzio meditativo si trasformava in sospensione emotiva all’attacco del Mottetto destinato a una specifica riflessione. Mentre riconoscevo il crudo e sconvolgente arcaismo di [Jehan] Alain nelle sue Litanies organistiche, mentre riapprezzavo la decadente sicurezza di [Max] Reger nel proclamare gli ultimi Preludi-corali organistici del mondo luterano, mi stupivo dei nuovi lidi che andava a toccare Angelo Rosso, il quale “rinnegava” in questa occasione i monumenti della polifonia rinascimentale.

Il Coro, senza perdere le caratteristiche di suono e di intelligente leggerezza espressiva, affrontava quel vago repertorio neo-purista che è rappresentato da certa produzione mottettistica necessariamente riferita alla più grande tradizione musicale: anche l’ascoltatore più attento si sarà interrogato, stupito, dell’aver trascurato per tanti anni alcune pagine corali di [Leos] Janacek restituite dal direttore del Coro dell’Università Cattolica in una formula di cristallina trasparenza, quasi per mettere a nudo la già incredibile scelta di semplicità strutturale e armonica dei mottetti presentati. È l’antica sfida della semplicità e della sincerità musicale capace di ricusare l’intellettualismo e l’artificio armonico-contrappuntistico. È la solita sfida del riportare alla luce la musica nata con sincerità per la chiesa e da eseguirsi in chiesa: così il Bruckner presentato [mottetto Locus iste a 4 voci miste] si rivela nella sua compostezza di musica nata per la parrocchia austriaca del tempo, per il coro che aveva l’impegno domenicale, per la fede da ricantare nella liturgia, nella sicura certezza di un ruolo da parte di chi in quel momento componeva. Magie musicali, insomma, contrappuntate dalle testimonianze del pastore ecumenico Glenn Garfield Williams, che, quasi cogliendo l’invito del Coro, si soffermava a citare un passaggio del Libro di Giobbe, splendidamente musicato da [Georg Friedrich] Haendel, che dal profondo del suo dolore grida: “Io lo so, io lo so: Colui che mi difende è vivo. Egli un giorno mi riabiliterà”. Glenn Garfield Williams, pastore battista del Galles, eletto nel 1962 segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) rimase particolarmente colpito dal mottetto Veni Sancte Spiritus scritto per 4 voci maschili da Janacek, ma che il Coro dell’Università Cattolica eseguì a 4 voci femminili conferendo al brano una particolare leggerezza espressiva amplificata dalla generosità acustica del Duomo di Milano che ne esaltò la tensione evocativa al punto da portare il pastore Williams a dichiarare pubblicamente che questo canto aveva davvero, in quel momento, fatto scendere lo Spirito Santo su tutti i presenti.
Emozioni di parole e musica difficilmente cancellabili quando gli interpreti, organisti e direttori di coro, sono capaci come in questo caso di mettere con umiltà la propria conoscenza musicale ai piedi di una ricerca di fede che si pone con animo ricco di entusiasmo davanti al mistero della vita e della natura dell’essere umano.»

Leóš Janáček, Veni Sancte Spiritus (mottetto a 4 voci pari, registrazione dal vivo, Coro dell’Università Cattolica diretto da Angelo Rosso)

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