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Giuseppe Verdi

La Messa da Requiem di Verdi per il Manzoni: un bisogno del cuore rendere onore a un grande scrittore

«Giuseppe Verdi scrive la Messa funebre nel 1873, in occasione della morte di Alessandro Manzoni da lui conosciuto il 30 giugno 1868, a Milano, in casa dello stesso Manzoni.

“Cosa potrei dirvi di Manzoni? – scriveva alla contessa Maffei – Come spiegarvi la sensazione dolcissima, indefinibile, nuova, prodotta in me, alla presenza di quel Santo, come voi lo chiamate? Io mi gli sarei posto in ginocchio dinanzi, se si potessero adorare gli uomini… Quando lo vedete, baciategli le mani per me e ditegli tutta la mia venerazione”. E Manzoni, che non minor ammirazione aveva per l’autore di Rigoletto, il 19 marzo 1869, ricorrendo l’onomastico del Maestro, così gli faceva i suoi auguri:

“A Verdi, Alessandro Manzoni, eco insignificante della pubblica ammirazione pel grande maestro e fortunato conoscitore personale delle nobili ed amabili qualità dell’uomo”.

Questo biglietto pervenne a Verdi mentre era Genova ed egli lo mostrava con vivo compiacimento agli amici accorsi a festeggiare il suo onomastico. Così riferisce la Vita di Giuseppe Verdi di Bragagnolo e Bettazzi. Finito il pranzo, l’autografo manzoniano non si trovò più, con gran dispetto del maestro, che non potè trattenersi dal dire ai convitati: se alcuno ha inteso fare un giochetto di prestigio, è pregato di smettere lo scherzo.

In quel momento la signora Giuseppina Strepponi, sposa di Giuseppe Verdi fin dal 1859, scoprì l’autografo, che era stato distrattamente deposto sulla mensola d’una specchiera, e presentandolo al maestro, disse: “Siete pregato di credere, che tra i vostri ospiti non vi sono ladri” E Verdi, in cui non s’era calmata l’agitazione, per paura d’aver perduto quel biglietto che gli stava tanto a cuore rispose prontamente: “ma io vi confesso che per un autografo del Manzoni mi farei anche ….ladro.

La Messa che Verdi scrisse per la morte di Alessandro Manzoni volle offrirla al Sindaco di Milano e alla giunta che gli manifestarono i loro solenni ringraziamenti a nome della cittadinanza per l’atto squisitamente gentile. La risposta di Verdi fu: “Non mi si devono ringraziamenti né da Lei, né dalla Giunta per l’offerta di scrivere una Messa funebre per l’anniversario di Manzoni! … È un impulso, o dirò meglio, un bisogno del cuore, che mi spinge ad onorare, per quanto posso, questo Grande, che ho tanto stimato come scrittore e venerato come un uomo modello di virtù e di patriottismo….Quando il lavoro musicale sarà ben inoltrato, non mancherò di significarle quali elementi saranno necessari, onde l’esecuzione sia degna del paese e dell’uomo di cui tutti deploriamo la perdita”.

Come è noto la Messa fu poi eseguita a Milano, nella Chiesa di S. Marco, il 22 maggio 1874, e l’impressione destata in quanti l’ascoltarono fu profonda e quando, non molti giorni dopo fu ripetuta alla Scala, l’ammirazione si manifestò nei più entusiastici applausi al Maestro.»

(GIUSEPPE VERDI, articolo di E.A. Marescotti pubblicato in La cultura moderna, rivista quindicinale illustrata di Natura ed Arte – anno XXII, num. 6 – 16 febbraio 1913 – Vallardi editore)

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Giuseppe Verdi, Messa da requiem
Gundula Janowitz, soprano – Christa Ludwig, mezzosoprano – Orchestra del Festival di Salisburgo diretta da Herbert von Karajan (1970)

 

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Giuseppe Verdi, Messa da requiem
Leontyne Price, soprano – Fiorenza Cossotto, mezzosoprano – LucianoPavarotti, tenore – Nikolai Ghiaurov, basso – Coro e Orchestra del Teatro alla Scala – direttore Herbert von Karajan (1967)

 

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