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Il profumo del glicine di Casa Allori che ricorda il genetliaco del sacerdote musicista di Gonnesa

Il profumo dei fiori del glicine, con i suoi rami dalle volute capricciose, nel mese di maggio si diffonde nel cortile di Casa Allori dolcissimo e inebriante come un’amabile melodia che accarezza l’anima serena.

È un profumo che riesce a rinverdire tutta la sensibilità dell’animo umano suscitando ispirazioni sublimi che rafforzano i sentimenti di vera amicizia e che rappresenta fedelmente la filiale devozione di Casa Allori verso la Vergine Maria soprattutto nel “mistico” mese di maggio.

Il glicine di Casa Allori è anche simbolo di disponibilità all’incontro cordiale nelle relazioni umane con le persone che si sono affacciate e si affacciano ancora oggi in quel cortile avvolto dal profumo che emanano i suoi grappoli lilla: un colore assai sfumato che ci ricorda il senso della misura e della delicatezza nella vita di relazione.

Il glicine è anche simbolo della longevità della vita e dell’immortalità del buon nome raggiunto con le virtù praticate nel vivere quotidiano.

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Per ricordare il 97° genetliaco di don Pietro Allori (15 maggio 1925 – 31 marzo 1985) l’Archivio musicale dell’ Angelo di Milano pubblica uno Studio inedito sulla musica chitarristica di don Pietro Allori di Egidio Saracino*, scomparso il 18 novembre del 2020. Questa pubblicazione vuol essere un omaggio all’illustre studioso dell’opera musicale di don Allori, sacerdote musicista di Iglesias, del quale definiva le composizioni chitarristiche “armonie del silenzio, canto solitario di un’anima”.

Casa Allori, pianoforte verticale Steinway (1939)

Pietro Allori: Armonie notturne AP 1244

Pietro Allori: Arpeggio autunnale per chitarra AP 1220

Chitarrista: Don Pietro Allori
(entrambi i brani sono stati registrati nel 1973 su GELOSO G 257 Magnetofono a valvole – Registratore a bobine su nastro magnetico)

Arpeggio autunnale AP 1220, è un brano chitarristico che don Pietro Allori ha composto a Iglesias, nel suo studio musicale di Via Satta, il 26 febbraio del 1972, unitamente ad Arpeggio estivo AP 1221, Arpeggio invernale AP 1222, Arpeggio primaverile AP 1223.

Tra le rare esecuzioni registrate da don Allori nel 1973, Vele azzurre (vedi anche l’articolo In casa Allori), Armonie notturne e Arpeggio autunnale fanno parte di quei pochissimi brani da lui interpretati alla chitarra. La facile melodia di Arpeggio autunnale è accompagnata da agilissimi tocchi delle corde (arpeggi) che don Pietro – nonostante l’uso delle corde di metallo – rende intensamente armoniosi grazie al suo stile nel pizzicare le corde della chitarra, sempre attento a porre in evidenza ora il legato, ora il piano, ora il forte: tutti elementi che favoriscono la variazione dei rapporti armonici che provocano veri e propri chiaroscuri del suono e che testimoniano l’adesione profonda del sacerdote-musicista a questo strumento.

Studio di Casa Allori

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