Attività, Concerti, Pietro Allori, Spazio Brahms

Spazio Brahms

La seconda edizione di Spazio Brahms, un’iniziativa dell’Archivio Musicale dell’Angelo di Milano promosso in collaborazione con la Schola cantorum “Pietro Allori” di Alghero, sarà presentata giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 20.30 presso la Sala Rosa dell’Hotel Villa Las Tronas. Seguiranno poi, come nella prima edizione, due serate musicali in forma di “accademie”, ovvero convegni musicali che si svolgevano nel 1800 in ambito privato con la partecipazione e alla presenza di valenti musicisti, momenti adatti a una vita di relazione musicale elevata. Lo Spazio Brahms è un luogo di idee musicali che attingono all’ultima stagione compositiva del maestro di Amburgo e a tutto il repertorio di quei musicisti del passato e contemporanei le cui sonorità si legano alla dimensione delle armonie brahmsiane. La ricerca di sonorità vibranti non si limita in Brahms al conseguimento di effetti musicali di forte impatto emotivo: al contrario essa sostanzia e fonda una forma estetica chiara e rigorosa che, se ai contemporanei del compositore poté sembrare conservatrice e tradizionalista, nel tempo ha dimostrato di essere di straordinaria modernità e attualità. Una concezione della musica, dunque, che racchiude la sapienza del passato, la spontaneità della tradizione popolare, la ricerca espressiva personale non ripiegata su sé bensì rivolta all’uomo, all’individuo. E questo è la musica di Brahms: potente fantasia, squisita sensibilità naturale, alto sentimento lirico, armonia per l’uomo di ogni tempo, arte perfetta per questi tempi così avari di armonia.

Nostalgia di uno stile di vita musicale

Max Kalbeck (1850 – 1921), critico musicale austriaco, autore di una grandiosa biografia di Brahms in 4 volumi e curatore forbito dell’Epistolario del maestro di Amburgo, descrive uno dei momenti quotidiani della vita musicale di Brahms durante le vacanze trascorse nell’agosto del 1882 a Bad Aussee, cittadina termale nei dintorni di Salisburgo. Nella villa di Ladislaus Wagner, buon dilettante di musica, è in preparazione l’esecuzione di una novità di Johannes Brahms: il Quintetto in fa maggiore op. 88 per 2 violini, 2 viole e violoncello. È un appuntamento tra amici al quale si sono presentati con i loro strumenti il violinista Ludwig Straus, il dottor Aloys Mayer, noto avvocato viennese che suona egregiamente la viola, e il consigliere finanziario Rudolf Lutz, che è uno stimato suonatore di violoncello. Ladislaus Wagner sarà il secondo violino, ma i quattro amici sono preoccupati perché all’appuntamento non si è ancora presentato colui che avrebbe dovuto suonare la parte della seconda viola. Al suo posto si è presentato il capitano Moritz von Keiserfeld di Graz, un ottimo violinista che si dice pronto a sostenere la parte della viola e leggere a prima vista la parte. Arriva anche Brahms mentre i cinque si mettono a suonare. Ad ascoltare vi è Max Kalbeck che partecipa alla scena e così la descrive: «Mentre i cinque suonavano, Brahms andava su e giù per la stanza e brontolava cose ora divertenti ora serie con il sigaro tra i denti. In quei passi del secondo movimento in cui ogni volta, prima dell’entrata del tempo veloce, devono suonare come lunghi sospiri, egli spiegò agli strumentisti: “Questo deve suonare pieno di nostalgia; quelli tra voi che sono sposati interpreteranno meglio questi sospiri”. E al dottor Mayer disse: “Da quando ti sei dedicato alla viola, volevo darti la possibilità di metterti in luce”. Quella prova di lettura e quella generale aumentarono talmente la soddisfazione di Brahms che egli acconsentì all’entrata del pubblico per la matinée organizzata per il 25 agosto.»
Val la pena sottolineare che un mondo nel quale un capitano, un consigliere finanziario, un avvocato e un mecenate musicofilo suonano così bene un quintetto di Brahms, tanto da soddisfare lo stesso autore, è un mondo di cui i veri musicisti e gli autentici amatori della grande musica devono provare profonda nostalgia. Sì, nostalgia per quelle “sottigliezze esclusivamente brahmsiane” – concisione, naturalezza, semplicità -, virtù sempre ricercate dal compositore e capaci di conferire alle sue opere universalità di linguaggio e valore artistico senza tempo.

Angelo Rosso

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