Attività, Concerti, Pietro Allori, Spazio Brahms

Componenti principali nella poetica brahmsiana

appunti e note – Spazio Brahms 2012

Giovedì 23 febbraio 2012 nell’ospitale Sala Rosa dell’Hotel Villa Las Tronas, le due Rapsodie per pianoforte op.79 hanno aperto le esecuzioni musicali previste dal programma della seconda edizione dello “Spazio Brahms” ad Alghero. Il maestro Marcello Melis, ha dovuto cimentarsi con la ferrea disciplina di struttura che il maestro di Amburgo ha conferito a queste due composizioni sia per contenere, dentro una forma musicale classica gli incandescenti e capricciosi suoni dei due brani, sia per soddisfare l’esigenza tutta brahmsiana di coniugare il virtuosismo tecnico con l’espressione musicale più spontanea del suo sentire personale. Le “avventurose” armonie della seconda Rapsodia hanno appena finito di esprimere il clima leggendario tipico delle ballate nordiche tanto care a Brahms, quando il maestro Melis, quasi come eco di quelle sontuose sonorità, attacca immediatamente l’Andante in fa diesis minore AP 952 di don Allori. Nella Sala, quasi per incanto, si diffonde un’atmosfera più sognante, più intima. I tenui e sfumatissimi colori di quel semplice Andante è come se chiedessero di essere timidamente coinvolti nell’abbagliante cromatismo delle Rapsodie brahmsiane. È come un momento di silenzio, una pausa delicata che favorisce quel clima di più profonda colloquialità con la musica che, insieme all’accrescimento della cultura musicale, è il fine degli incontri musicali dello “Spazio Brahms”.

Venerdì 24 febbraio, nella Cattedrale Santa Maria, ha avuto luogo la Prima accademia dello Spazio Brahms 2012. Del programma faceva parte il brano Geistliches Lied (Canto spirituale) dove l’organo amalgama la sua voce a quella del coro in una atmosfera arcaica tipica da “antica Germania”. Le quattro voci, con l’accompagnamento dell’organo indipendente dal canto, nel clima di austerità che caratterizza la bella cattedrale di Alghero, hanno diffuso la dolcezza di questo canto pervaso da un idealizzato sentimento di tenera fiducia, rafforzato da un “Amen” maestoso e commovente. Ma come già avvenne durante il momento musicale della sera precedente, nell’aula della cattedrale, è parso avvertire il diffondersi di un sentimento  d’ascolto della musica ancora più profondo quando il maestro Alessio Corti ha iniziato l’esecuzione del Preludio e fuga in la minore sul corale O Traurigkeit o Herzeleid. Durante il Preludio la melodia si stende calma e grave seguendo lo stile tutto barocco del cantus firmus affidato al soprano. La Fuga elabora la prima linea del corale, ora diminuendola, ora invertendola, per poi ripresentarla integralmente al basso come melodia allargata. L’esemplare interpretazione del maestro Corti,  è dovuta  alla consumata dimestichezza che egli ha con il corale luterano, essendo organista titolare della Chiesa Cristiana Protestante di Milano, e alla sua  conduzione del tempo, fatta derivare dallo scavo meticoloso del contrappunto severo con cui Brahms sviluppa  i brani che si ispirano ai temi religiosi.  Inoltre  ha rivisitato, in  accordo con le intenzioni espresse in alcune lettere dallo stesso Brahms, le antiche tecniche del preludio a corale e anche della fuga a corale  utili ad esprimere le componenti psicologiche e spirituali,  come una inquieta solitudine e il desolante isolamento dell’uomo del suo tempo. Un momento artistico intensissimo espresso da una scelta sapiente dei registri dell’organo della cattedrale di Alghero, e il cui amalgama forse non è distante da quei suoni che, stando alle parole degli amici, Brahms sapeva trarre dagli organi delle piccole chiese che, se aperte, egli non mancava di visitare per ascoltare l’organista che suonava o nelle quali, quando possibile, lui stesso suonava, durante le sue lunghe e solitarie passeggiate nei mesi di vacanza.

I momenti descritti fanno parte delle reali dimensioni dello “Spazio Brahms”: ambito artistico in cui le esecuzioni musicali vogliono essere occasione di attenzione a quelle sonorità, che come in Brahms, costituiscono valori autentici per l’uomo e che fanno parte di quell’elevata concezione morale della vita che il maestro di Amburgo ha testimoniato con la sua musica.

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