Archivum Musicae, Attività, Coristi dell'Angelo

Chiesa e musica: un convegno all’insegna della partecipazione responsabile

Sono stati quattro giorni intensi e ricchi di stimoli, non solo per chi li ha organizzati e condotti ma per quanti vi hanno partecipato: convegnisti, cantori, docenti, interpreti musicali.

La “partecipazione responsabile” ci sembra che sia stato il concetto simbolo di queste giornate a San Pietro di Sorres, così come ha sottolineato nella sua omelia l’Arcivescovo di Cagliari mons. Arrigo Miglio: nell’occuparci di quel “particolare cammino di preghiera che è il canto”, nostra sia “la responsabilità di essere fedeli all’oggi, facendo tesoro […] del patrimonio spirituale che il Signore ha suscitato nella sua Chiesa.” Un vero trait d’union che ha percorso i momenti di studio vocale e le lezioni teoriche, le interpretazioni corali e strumentali dei concerti meditazione della sera e quelle che hanno arricchito le celebrazioni liturgiche di questi quattro giorni.

 Ma procediamo per ordine.

Le giornate di Sorres si sono aperte con le commemorazioni di S.E. mons. Giovanni Volta e padre Fernando Vittorino Joannes la sera di giovedì 16 agosto. A ricordare le loro figure e il loro pensiero sulla musica liturgica le loro stesse parole, scritte in diverse occasioni in cui il Coro dell’Università Cattolica proponeva in Sant’Ambrogio momenti di meditazione in musica. Ed è stata proprio la musica a condensare in modo più commovente ed esemplare il senso della memoria in questa serata, grazie ai versetti O vos omnes qui transitis e De profundis clamavi dei responsori Caligaverunt oculi mei di Tomás Luis de Victoria e Memento mei di Pietro Allori. Memoria che ha raggiunto il culmine della sintesi espressiva durante l’interpretazione di alcune variazioni per chitarra della serie Jerusalem di don Allori, la cui cifra rinascimentale – scelta dall’interprete per far risaltare il gioco delle voci polifoniche – ha conferito ai brani un carattere simbolicamente espressivo del senso profondo della commemorazione dedicata a questi due amati maestri dei corsi di Musica e liturgia tenutisi a San Pietro di Sorres negli anni ’90.

E in tema di scelte interpretative ed espressive non possiamo non rinnovare i ringraziamenti a tutti gli interpreti che hanno dato il loro contributo ai vari momenti musicali del convegno, dalle liturgie alle serate di Quies contemplationis: Jana Bitti, che ci ha offerto un’intensa Partita in la minore per flauto solo BWV 1003 di Johann Sebastian Bach; Alessio Manca, sapiente interprete del Largo dalla Sonata III in do maggiore per violino solo BWV 1006 dello stesso Bach; Gabriele Loriga, che alla chitarra ha cesellato, oltre alle già citate variazioni, anche il corale Il muro del pianto di don Allori. Senza dimenticare la Schola cantorum Pietro Allori di Alghero, che ha dialogato con l’organo in un intenso scambio di intrecci polifonici suscitati dalle musiche di Hans Leo Hassler e, insieme al Gruppo vocale Don Allori di Iglesias e agli altri cantori presenti al convegno, ha animato le liturgie e studiato polifonia e monodia nelle calde giornate di Sorres.

Il ringraziamento più grande va poi ad Alessio Corti, che ha diffuso a piene mani la propria sapienza – interpretativa, espressiva, virtuosistica – non solo nei due momenti musicali serali di venerdì e di sabato ma in ogni momento in cui ha fatto risuonare l’organo Tamburini della basilica. Certamente i brani rinascimentali e barocchi attorno al tema del Dixit Maria di Hassler e del Victimae paschali / Christ lag in Todesbanden e soprattutto il trittico bachiano di sabato sera (Concerto in re minore BWV 596 da Vivaldi, Triosonata n. 6, Concerto in do maggiore BWV 594 da Vivaldi) hanno lasciato le emozioni più profonde e durature in tutti coloro che hanno ascoltato rapiti e attenti nel magico silenzio di San Pietro di Sorres.

La preparazione e la costanza di studio che sono indispensabili per il raggiungimento di certi traguardi artistici sono stati “saggiati” dai partecipanti sia durante le lezioni teoriche – ricche e impegnative quelle del prof. Giacomo Baroffio, che ci ha guidato negli aspetti testuali e musicali più reconditi di una melodia piuttosto nota come la sequenza Victimae paschali e ci ha fatto scoprire l’origine e il senso del transitorio ambrosiano Gaude et laetare – sia durante le esercitazioni pratiche. Tutti i coristi partecipanti hanno studiato ed eseguito il mottetto a sei voci di Hassler Verbum caro factum est, e anche in questo caso il senso di responsabilità e di sacrificio ha dato i suoi risultati.

Sono state giornate intense di studio musicale e di vita spirituale. Momenti di crescita artistica e individuali per tutti coloro che hanno partecipato. Così almeno speriamo. E così ci auguriamo di proseguire. Appuntamento dunque all’anno prossimo, dal 20 al 24 agosto, con un approfondimento sulla musica liturgica del Novecento.

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