Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Note d'Archivio

Carlo Maria Martini, un ricordo

Il rapporto diretto del cardinal Martini con il Coro dell’Università Cattolica è iniziato nel 1983 in occasione delle registrazioni delle diverse sessioni del quaresimale televisivo “Città senza mura” andato in onda su Rai3 nazionale per cinque settimane. Prima di allora il coro dell’ateneo milanese aveva più volte cantato durante le celebrazioni eucaristiche presiedute dall’arcivescovo in Sant’Ambrogio. Poi arrivarono le lezioni della “Cattedra dei non credenti” e il cardinale chiese a quel coro giovanile, di cui aveva apprezzato la sobria sensibilità artistica durante il quaresimale televisivo, di intervenire con la discrezionalità richiesta dalla delicatezza dei temi in argomento, e di farsi interprete, dopo gli interventi dei relatori, del momento di approfondimento attraverso il canto.

Un’esperienza intensa e irripetibile. Il coro non solo preparava i canti “non apologetici” – da qui il delicato e faticoso lavoro di cernita dei brani polifonici – ma inviava, per iscritto al cardinale, le riflessioni che scaturivano dalle sollecitazioni dei relatori, così come il direttore inviava alcune note didascaliche sui brani scelti esclusivamente dal direttore stesso, che l’arcivescovo riesprimeva in modo così acuto da favorire un ulteriore attenzione interpretativa del coro stesso.

Un’esperienza molto forte per gli studenti allora presenti nel coro che lasciò il suo residuo anche per coloro che quell’esperienza non ebbero la fortuna di vivere.

Per ringraziarci, dopo la prima edizione della “Cattedra”, ci convocò, prima di Natale, in Arcivescovado, e noi al suo ingresso nella Cappella di San Carlo, intonammo l’Ecce sacerdos magnus che don Pietro Allori gli aveva dedicato nel 1984: un ringraziamento, quello di don Allori, per aver accolto con benevolenza le sue musiche polifoniche nell’ambito del quaresimale televisivo.

Questo Ecce sacerdos (AP 359) – penultimo degli undici brani su questo testo – fu composto nel febbraio del 1979 da don Allori ed è imperniato sul tema dell’antifona gregoriana in VII modo che fa parte dell’Ordo ad recipiendum Episcopum. Il gioco classico delle imitazioni del tema (soprani, contralti e bassi) e la parafrasi dello stesso (tenori), fanno sì che le quattro voci si fondano in un intreccio polifonico forte nell’armonia e agile nel contrappunto, al fine di esprimere la chiarezza e l’incisività del tema gregoriano dentro una densità armonica che vuole dire della maestosità dell’incedere del vescovo che entra nella sua cattedrale.

Quell’esecuzione, sino oggi, è la prima in assoluto e l’unica. L’omaggio di don Allori al cardinale arcivescovo di Milano fu spontanea e convinta, come lo fu quell’esecuzione per ringraziare Dio di averci fatto incontrare e averci consentito di avere come Maestro della Parola e di assoluta testimonianza cristiana il cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini.

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