Archivum Musicae, Attività, Coristi dell'Angelo, Note d'Archivio, Wilhelm Krumbach

Considerazioni musicali nel giorno di santa Cecilia – 22 novembre 2012

La festa di santa Cecilia è un momento privilegiato per meditare sui grandi ideali musicali. L’ascesi artistica dipende sempre dalla riflessione che aiuta gli interpreti nella scelta sapiente e oculata delle partiture da studiare. Scelta che gli interpreti debbono effettuare in base alle loro consolidate esperienze vissute con capacità e competenza, riconosciute e mai presunte. Questa è la pedagogia musicale che il Coro dell’Università Cattolica ha maturato sotto la guida del prof. Wilhelm Krumbach.

Uno dei programmi più importanti realizzati dal coro insieme al prof. Krumbach fu la cosiddetta “Orgelmesse” di Hans Leo Hassler costituita dall’Ordinarium et Proprium de Apostolis, versetti e corali per organo con anche alcune antifone e parti della messa in gregoriano e due poderosi Chorale-motette su Ach Gott von Himmel sieh darein e Wir glauben all’ an einen Gott. Nel 2012 i cultori della polifonia e della musica organistica hanno avuto l’occasione di commemorare il IV centenario della morte di Hans Leo Hassler.

Le note d’Archivio che seguono vogliono essere la sintesi dell’impegno profuso dall’Archivio musicale dell’Angelo per celebrare la bella e “profetica” musica del maestro di Norimberga.

Hans Leo Hassler 

“Musicus inter Germanos in sua aetate summus”. 

Questa celebre espressione rivolta al grande compositore di polifonia vocale e di musica organistica del XVI secolo sottolinea l’importanza che questo musicista ha avuto nel contesto della grande tradizione musicale europea. Per questa ragione, ricorrendo il IV Centenario della sua morte (Hassler è nato a Norimberga nel 1564 ed è morto a Francoforte sul Meno nel 1612), doveva essere onorato come si conviene da parte di quanti perseguono con disciplina e fermezza vere finalità musicali artistiche in ambito corale e in ambito organistico.

L’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, che da tempo custodisce e preserva l’ingente patrimonio artistico-culturale creato attraverso le 40 stagioni allestite dagli Amici della Musica dell’Università Cattolica e i 33 anni di attività del Coro dell’Università Cattolica, per questo importante centenario ha promosso in Sardegna, presso l’Abbazia benedettina di San Pietro di Sorres (16 – 19 agosto 2012), un convegno incentrato sulla figura del compositore tedesco, e ha pubblicato alcuni appunti “riservati” per far conoscere meglio, allo stesso mondo musicale, la sua poliedrica figura di compositore.

L’Archivio di piazza S. Ambrogio ha ordinato di recente tutte le partiture di Hassler interpretate, a partire dal 1990, dal Coro dell’Università Cattolica unitamente a tutti i programmi realizzati, ma dispone anche di tutte le registrazioni dei concerti proposti dal coro sino a oggi. Registrazioni sempre curate dall’ing. Sandro Borsa che custodisce l’intero Archivio sonoro del Coro dell’ateneo milanese. Sì, sino a oggi perché l’esperienza vocale del Coro dell’Università Cattolica, tramite l’Archivio, sta proseguendo con “I coristi dell’Angelo”. 18 cantori prescelti da Angelo Rosso tra quelli che componevano il Coro dell’Università Cattolica e che continueranno a proporre in concerto brani d’Archivio.

Tra le diverse partiture di Hassler eseguite sono degne di nota le tre Messe a 4 voci super Dixit Maria, secunda, tertia, i mottetti Verbum caro a 6 voci, Cantate Domino e Alleluia. Laudem dicite a 5, Laetentur coeli e Dixit Maria a 4 e i Choral-motette, sempre a 4 voci Ach Gott von Himmel sieh darein  e Wir glauben all’an einen Got, questi ultimi propri del rito protestante.

Queste composizioni sono state proposte più volte sia in chiese cattoliche (la Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica e la basilica di S. Ambrogio a Milano), sia in chiese protestanti (la Chiesa Cristiana Protestante di Milano e quella di San Lorenzo a Medeer in Franconia, dove si trova un importante organo che, pur subendo restauri e modifiche tra il 1608 e il 1961, ha ancora quel pregio che Carl Philipp Emanuel Bach – secondo figlio di Johann Sebastian – lodava senza riserva.

Nel rivisitare le partiture dell’Archivio è facile notare la scelta intenzionale di quei mottetti latini che un po’ più tardi vennero “colorati” soprattutto da Heinrich Scheidemann, organista, dal 1625 al 1663, della Chiesa di Santa Caterina di Amburgo.

Per “coloritura” organistica si intende quell’uso di trascrivere opere polifoniche vocali per l’organo, per il liuto e per il flauto. Questa tecnica, sviluppatasi soprattutto nel XVI secolo, esigeva un’abile capacità di caratterizzare le pagine vocali trasferite sulla tastiera dell’organo, con un pulito e raffinato contrappunto sorretto da una perfetta padronanza delle possibilità coloristiche dell’organo. A influenzare il modo di ornare con raffinati contrappunti ed equilibrate armonie, ovvero il modo di “colorare” di Scheidemann, fu Jan Peter Sweelinck, che riuscì a conferire a questo modo di “inventare” su melodie date una adeguata ornamentazione, fatta con accesa fantasia per evitare un uso troppo compassato di una tale tecnica compositiva.

Alleluia. Laudem dicite venne eseguito dal Coro dell’Università Cattolica per l’inaugurazione del nuovo organo Oberlinger dell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano (23 giugno 2003). A interpretare la “coloritura” fu in quella occasione il maestro Alessio Corti. Lo stesso maestro ha interpretato la “coloritura” del mottetto Verbum caro a 6 voci sull’organo Tamburini meccanico di San Pietro di Sorres durante il concerto conclusivo del convegno cui abbiamo fatto riferimento sopra.

Questo mottetto natalizio di Hassler è stato oggetto di un intenso studio nell’ambito delle giornate musicali da parte di più di quaranta cantori, che l’hanno poi eseguito prima della versione elaborata da Scheidemann.

Delle diverse registrazioni del mottetto Dixit Maria con “coloritura”, presenti in Archivio, abbiamo deciso di pubblicare quella eseguita durante il concerto natalizio del 2008 nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano. 

Alla polifonia intonata dal Coro dell’ateneo ha risposto il maestro Emanuele Vianelli, organista titolare del Duomo di Milano, con una esecuzione di vero gusto organistico della Germania settentrionale, ottenuta grazie a una scelta appropriata dei bei registri dell’organo. 

Ancora. Per l’Archivio dell’Angelo il nome di Hans Leo Hassler è legato a quello del prof. Wilhelm Krumbach. Con l’indimenticabile organista e musicologo tedesco il Coro dell’Università Cattolica ha eseguito a più riprese, sia in Germania sia in Italia, la grande messa d’organo di Hassler: Ordinarium et Proprium de Apostolis, un’opera davvero sorprendente, caratterizzata da brani gregoriani (propri della liturgia cattolica), da due Choral-motette propri del rito protestante (Ach Gott e Wir glauben) e da pagine organistiche che richiedono un certo virtuosismo da parte dell’esecutore, oltre alla competenza storico-musicale che permette a chi esegue di muoversi all’interno di una complessa architettura imposta dalla mescolanza di musiche per il rito cattolico con quelle di rito protestante. Del resto Hans Leo Hassler fu organista di Rodolfo II, che seguì nei suoi viaggi. Rodolfo II permetteva che forme d’arte, sia pittoriche sia musicali, di pura ispirazione cattolica e protestante potessero coesistere, soprattutto in particolari momenti celebrativi. Per questo si ritiene che questa Orgelmesse di Hassler sia stata scritta per una di queste particolari celebrazioni durante uno dei viaggi del monarca.

Una registrazione integrale di quest’opera, eseguita nell’ambito della 32° edizione dei Fränkische Orgeltage (4 giugno 1998, Chiesa evangelica-luterana di Medeer) dal prof. Wilhelm Krumbach e il Coro dell’Università Cattolica, è stata inviata qualche mese fa all’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, tramite il pastore Hans Schreiber, da due tecnici della Radio di Berlino che provvedevano alla registrazione di tutti i concerti dei Fränkische Orgeltage.

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