Archivum Musicae, Attività, Coristi dell'Angelo

La grande Passacaglia di Bach per il Card. Martini nel monastero benedettino di S. Pietro di Sorres

La Passacaglia in do minore di Bach esprime la grandezza e l’unicità dello spirito musicale del Kapellmeister; ascoltandola ci si rende conto di come essa costituisca, in assoluto, quella circostanza musicale in cui si accordano e si dilatano le misure dell’armonia e del contrappunto, in misura così gigantesca da riempire di suoni straripanti qualsiasi ambiente in cui essa risuoni.

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Consonanze e dissonanze si estendono e si distendono in questa composizione di incessante e sempre serrato movimento. La passacaglia (dallo spagnolo pasacalle, perché in origine danzata per strada) è un’antica danza dall’andamento scandito, lento e solenne, rafforzato dal ritmo ternario. Su questa forma musicale ricca di variazioni già utilizzata da tanti organisti predecessori di Bach (Frescobaldi, Muffat, Buxtehude, solo per citarne alcuni), il maestro di Eisenach ha poggiato il suo sguardo nei suoi anni giovanili, dando vita a una composizione definita un prodigio di accumulazione, di crescita, di dilatazione fisica e intellettuale tradotto in musica.

Nelle venti variazioni della Passacaglia le figurazioni si trasformano, si rispondono, salgono dal pedale per poi dispiegarsi ai manuali. Il colore tonale del do minore, esaltato dalle possenti sonorità dell’organo, si intensifica a mano a mano che questa immensa composizione avanza, coinvolgendo nel suo moto le tre dimensioni proprie della composizione: armonica, melodica e figurativa ornamentale.

Giunto alla ventesima variazione, Bach decide di continuare con lo stesso tema ma ridotto di alcune note, creando quel thema fugatum in cui la prodigiosa padronanza della tecnica impallidisce davanti alla potenza e alla maestà dell’ispirazione. Il moto interno di questo brano è come dice Ernst Kurth, specialista bachiano, autentica energia musicale allo stato puro.

Ma oltre alla eccezionalità del linguaggio musicale, stupisce ancora di più il modo che ha Bach di pensare la musica: capace di fondare un singolare e incomparabile mondo spirituale espresso da una intensità di sentimento (pathos), in questa spaziosa fantasia Bach coniuga la solarità e il virtuosismo propri della scuola italiana con la più tipica energia della musica tradizionale tedesca e raggiunge così il culmine di una maestria artistica e umana il cui carattere è assolutamente personale e insieme unico nella storia della musica.

Ascolto:

Passacaglia e tema fugato in do minore BWV 582

Emanuele Vianelli, organo

Basilica di San Pietro di Sorres 23 agosto 2013

in occasione della Veglia musicale in commemorazione del

cardinale Carlo Maria Martini

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