Attività

Momento di ascolto “pro requie omnium defunctorum”

Passus duriusculus di Stefano Garau

Momento di ascolto “pro requie omnium defunctorum”

(2 novembre 2013)

Ognuno di noi,
ha qualcuno da ricordare…
ognuno può fare
la sua speciale dedica
con questo brano
che confida
nel riposo dei defunti
e nella pace di chi rimane …
(premessa dell’autore alla composizione)

Non certi echeggiamenti accademici e tanto meno sperimentazioni moderniste, ma un compendio stilistico dei modelli bachiani , “reinventivo” del passato, ha guidato la mano del compositore contemporaneo di Sassari Stefano Garau nello scrivere il suo Passus duriusculus in memoria di don Pietro Allori, maestro di cappella della cattedrale di Iglesias dal 1955 al 1985.

Una composizione che inclina a un personale “umanesimo sonoro”, in cui le pieghe amare proprie del senso della morte evidenziano sia gli affetti privati che una visione di un mondo artistico dove lo sguardo laico della morte incrocia quello dei valori della fede, espressi, questi ultimi, dai testi prescelti e che sono propri della liturgia cattolica per i defunti: requiem aeternam… agnus Dei.

Nella composizione di Stefano Garau in onore di don Allori prevale quel sentimento tutto brahmsiano di una sua “fede” riposta nell’alta moralità d’artista e sostenuta dal rigore dell’artigianale perizia tecnica tipicamente bachiana.

Il senso prettamente sacro dell’opera è già nella sua intenzione e destinazione originaria, per organo e coro a quattro voci miste, seguita immediatamente da una trascrizione per baritono e orchestra a opera dello stesso maestro Garau. Le due versioni hanno avuto la fortuna di una prima esecuzione: quella per baritono e orchestra durante le prove per il Concerto di Natale nel Duomo di Sassari dell’Orchestra dell’Ente concerti di Sassari (dicembre del 2009), quella per organo e coro a 4 voci durante il concerto di inaugurazione della prima edizione di “Spazio Brahms” nella cattedrale di Alghero il 25 febbraio del 2011. (Entrambe le esecuzioni sono live e costituiscono un semplice documento sonoro custodito in un archivio musicale).

Nel lessico musicale scelto dentro una dolente ma compatta tonalità di do minore, si avverte ora un clima di mestizia, ora alcune inflessioni rassegnate di risvolti introspettivi: un senso piuttosto severo e amaro della morte.

Ma l’utilizzo intenzionale delle tipiche espressioni liturgiche cantate dalla Chiesa nell’ora del ritorno alla casa del Padre, conferisce al brano quella speranza divina condensata soprattutto nelle parole “et lux perpetua luceat ei”. Questa speranza è sempre presente anche nelle prerogative dello spirito umano e ancor più dell’arte musicale, quando questa sceglie un linguaggio adatto a rivestire adeguatamente un testo per conferirgli una maggiore profondità e interiorità.

Ricorrendo al “passus duriusculus” (1) – figura retorica antica – e all’andamento di passacaglia (2) – tempo tipicamente rinascimentale e barocco – il maestro Garau, mostra di apprezzare il valore della “ricezione” delle forme antiche musicali nei modi e nell’ottica di Brahms, riuscendo, con un suo taglio tutto personale, a rendere fitta e raccolta la connessione delle singole linee musicali e a mantenere tese e serrate le dense armonie; in tal modo dà senso pieno e compiuto a un pensiero puramente polifonico scandito dal ritmo ostinato proprio della passacaglia che si traduce, all’ascolto, in una marcia processionale funebre. Tutte queste attenzioni compositive costituiscono un omaggio musicale e spirituale davvero nobile da parte del compositore di Sassari nei confronti del polifonista don Pietro Allori, cultore anch’egli della musica antica, sempre però ripensata in un linguaggio sonoro adatto al proprio tempo.

(1) Passus duriusculus: figura tipica della retorica musicale che attraverso semitoni discendenti o ascendenti esprime dolore e afflizione (se discendenti) o fatica e affanno (se ascendenti)
(2) Passacaglia: è una forma di danza in tempo ternario e di andamento moderato. L’origine del nome deriva dallo spagnolo “pasar una calle” (andare per strada in modo processionale). Si tratta di un insieme di variazioni strumentali basate su un breve tema armonico o su un basso ostinato. I primi esempi di Passacaglia risalgono ai primi anni del Seicento e successivamente grande ne fu l’impiego da parte di numerosi compositori antichi e moderni nelle più varie formazioni strumentali.
 

Ascolto:
Stefano Garau
Passus duriusculus (dicembre 2009, in memoria di don Pietro Allori)
per coro a voci miste e organo
(dal concerto di inaugurazione della prima edizione di “Spazio Brahms” – Cattedrale di Alghero -25 febbraio 2011)
Schola Cantorum “Pietro Allori” di Alghero (direttore: Alessio Manca);
Coro femminile dell’Istituto Artistico Musicale (direttore: Lucia Priami);
con la partecipazione de i “Coristi dell’Angelo” di Milano
Angelo Rosso, direttore
Alessio Corti, organo
Nicola Pilo, grancassa

Stefano Garau

Passus duriusculus (dicembre 2009, in memoria di don Pietro Allori)
per baritono e orchestra
Alberto Gazale, baritono
Orchestra dell’Ente Concerti di Sassari
(Registrazione durante le prove per il Concerto di Natale 2009 nel Duomo di Sassari)

Stefano Garau (Sassari, 1961)

Ha studiato armonia e contrappunto con i maestri Costa e Procaccini, ha conseguendo il diploma di Composizione con il massimo dei voti. Si è perfezionato con il maestro Alberto Peyretti per l’orchestrazione e la composizione, con il maestro Bruno Tommaso per l’arrangiamento e la direzione d’orchestra jazz.

Le sue esperienze musicali spaziano dalla musica colta a quella popolare, dal jazz alla musica lirica. Negli ultimi anni, influenzato dagl’incontri sulla musica nella liturgia ideati e diretti dal maestro Angelo Rosso nella basilica di San Pietro di Sorres, ha rivolto la sua produzione alla musica sacra.

Nel 2006 ha vinto il primo premio al concorso internazionale di composizione “Scrivere in Jazz” di Sassari con un brano per big band ispirato alla musica sarda.

Dal 2003 collabora con l’Ente Concerti “De Carolis” per la formazione dell’orchestra, dal 2009 cura le manifestazioni musicali del Banco di Sardegna, “Concerti in Sala Siglienti” e “Voci di Sardegna”.

Vincitore del concorso per esami e titoli, è docente di ruolo di teoria solfeggio e dettato musicale presso il Conservatorio di Musica “L. Canepa” di Sassari.

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