Archivum Musicae, Coristi dell'Angelo, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Note d'Archivio, Pietro Allori

Musica d’arte in onore di santa Cecilia

L’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, su richiesta del Monastero benedettino di S. Pietro di Sorres, pubblica sul sito alcuni brani monodici, polifonici e organistici scelti tra i tanti eseguiti durante l’annuale veglia di santa Cecilia che, a partire dal 1982, nella misteriosa penombra del coro ligneo della basilica di S. Ambrogio di Milano, viene dedicata alla santa patrona della musica e dei musicisti.
Si tratta di una “offerta musicale” destinata a musicisti, cantori di chiesa e cultori della musica liturgica d’arte che vivono questa ricorrenza, partecipando in quel giorno alla S. Messa con canti appropriati, per produrre quella “bellezza sonora che serve a intensificare l’affetto dei lodandi e a rendere la preghiera massimamente conforme a una grande ascetica devozionale” (san Tommaso d’Aquino).
È la bellezza del canto e dei suoni la via principale che porta verso il risveglio interiore indispensabile per dare qualità al proprio cantare e pregare con la musica d’arte.

I brani “offerti” sono stati scelti prediligendo ora alcune melodie dei Vespri del giorno di santa Cecilia – l’inno gregoriano Jesu corona virginum, il responsorio “in choro” Domine Jesu Christe pastor bone e la “Sallenda” Cantantibus organis (ambrosiani); ora privilegiando alcuni mottetti di Giovanni Pier Luigi da Palestrina – Dum aurora finem daret e Alma Redemptoris Mater – e mottetti di don Pietro Allori – Exaudi Domine vocem meam AP 437, Agnus Dei AP 511, Verbum supernum prodiens AP 523. A questi si aggiungono brani organistici del compositore sardo, interpretati da Alessio Corti sull’organo Balbiani della basilica di S. Ambrogio – Nenia in fa diesis minore AP 1180, Largo per organo AP 979, Corale “con durezze e ligature” AP 1187 – e l’incantevole Preludio, fuga e variazione di César Franck.

L’“offerta”, tutta costituita da registrazioni live nella bellissima basilica milanese, significativamente si apre con Jesu corona virginum, inno in onore delle vergini consacrate il cui testo viene attribuito a sant’Ambrogio e cantato dalla Chiesa per invocare Gesù come “corona delle vergini”e pastore che si pasce fra i gigli attorniato dai cori delle vergini. Immagine quest’ultima che ci rimanda a quella del Cantico dei cantici dove si legge “Egli, pastore buono, pascolerà il suo gregge”. Il tema del buon pastore è presente nel responsorio Domine Jesu Christe e il nome di Cecilia sarà scandito più volte sia in questo brano sia nel salmello successivo Cantantibus organis.

Le lodi della verginità, proposte in un tono di bellezza poetica, sono perfettamente aderenti alle virtù esemplari di santa Cecilia che raffigura non solo l’ideale della verginità consacrata, ma anche quello della vigilanza cristiana.

Fra i brani di don Allori proposti, merita una particolare segnalazione l’Exaudi Domine a tre voci miste, e non già perché è stato il primo canto in assoluto pubblicato a stampa dal Coro dell’Università Cattolica nel 1983, ma per la potenza e l’anelito mistico con i quali il maestro di cappella della cattedrale di Iglesias rivolge la sua accorata invocazione di fede autentica a Dio.

Una fede rafforzata anche dalla profonda devozione che don Allori aveva nei confronti di santa Cecilia, espressa attraverso diverse composizioni musicali in onore della patrona della musica. Tra queste segnaliamo S. Cecilia, piccolo oratorio per coro a 4 voci composto su versi del padre gesuita Giuseppe Nesle, professore negli anni ’60 presso il Pontificio seminario regionale sardo di Cuglieri. Quest’opera di 36 pagine fu creata da don Allori a San Pietro di Sorres durante gli esercizi spirituali per i sacerdoti della diocesi di Iglesias che ebbero luogo dal 26 settembre al 1° ottobre del 1966.

P. Allori, S. Cecilia, piccolo oratorio, frontespizio, 1966

P. Allori, S. Cecilia, piccolo oratorio, frontespizio, 1966

Fu in quell’occasione che don Allori commissionò a padre Bonifacio (1916 – 2004), il monaco artista che ha affrescato il chiostro del monastero descrivendo in immagini la Regola di san Benedetto, il quadro di santa Cecilia oggi esposto in casa Allori a Gonnesa, la cui dedica scritta nel retro dallo stesso artista recita: “S. Cecilia, virgo gloriosa semper Evangelium Christi gerebat in pectore suo, composizione di Bonifacio o.s.b. per il molto reverendo canonico don Pietro Allori, organista emerito della cattedrale di Iglesias”. Le parole latine riportate sono proprie dell’Antiphona 2 ad Magnificat dei Vespri del giorno di santa Cecilia.

Padre Bonifacio Salice, Santa Cecilia

Padre Bonifacio Salice, Santa Cecilia

Da qui il rapporto profondamente spirituale e affettivo nei confronti di don Allori che il Monastero di Sorres preserva e coltiva con singolare attenzione, prediligendo e apprezzando, per la sua alta spiritualità, la sua musica corale e organistica per la liturgia.

Tra i documenti sonori che vengono pubblicati è d’obbligo segnalare il mottetto polifonico a 4 voci miste Dum aurora finem daret di Giovanni Pier Luigi da Palestrina e il Preludio, fuga e variazione di Cesar Franck.

Si tratta di due composizioni di splendida bellezza che rendono onore in modo forte e sostanziale a santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti.

Il responsorio per il mattutino del giorno di santa Cecilia Dum aurora finem daret è un esempio fulgido di quella perfetta strutturazione polimelodica che ha le sue basi più profonde nel canto gregoriano. Il suo valore espressivo è riposto nell’elemento dominante del suo stile: la naturale bellezza delle linee melodiche. L’armonia scaturisce, anch’essa in modo naturale, dal sottile contrasto fra dissonanza e consonanza, con punti di tensione che si alternano immediatamente ad altri di distensione. Questo linguaggio colpisce per il distacco con il quale il maestro romano, nelle sue composizioni sacre, affronta la concettualità delle singole parole, volendo trovare profondità di espressione solo attraverso il controllo perfetto delle modulazioni armoniche e di sempre aeree dissonanze. È musica oggettiva quindi: canto e suono sono teologia.

Prélude, fugue et variation è, insieme a Les trois chorals, uno dei brani più rinomati di César Franck, che volle dedicarlo a Camille Saint-Saëns. Logico e conciso, idealmente equilibrato tra tradizione (fuga) e un linguaggio più moderno, è una delle opere che tocca uno dei vertici più alti della letteratura organistica. Una essenziale costruzione simmetrica in assoluto equilibrio – aperta da un Andantino in 9/8 nel ritmo pastorale, la cui melodia in si minore deve la sua velata malinconia a un inciso musicale di quattro note ripetuto come “ostinato” – conferisce a questa composizione una eleganza e una grazia capaci di sciogliere le quotidiane tensioni del cuore. Una musica che sale alle orecchie dell’ascoltatore come una preghiera tenera, devota e commossa.

Un vero omaggio d’arte a santa Cecilia, sia del compositore sia dell’interprete, Alessio Corti, che sull’organo di S. Ambrogio, ha restituito queste pagine musicali a quel clima grazioso e piacevole tipicamente francese che affascina il cuore sensibile di chi sa ascoltare.

Ascolti:

Hymnum  Jesu corona virginum (Basilica di S. Ambrogio, registrazione Veglia di S. Cecilia 2009) 

Responsorium in ch. Domine Jesu Christe, Pastor bone (ambrosiano) (Basilica di S. Ambrogio, registrazione Veglia di S. Cecilia 2009)

Psallenda Cantantibus organis  (ambrosiano) (Basilica di S. Ambrogio, registrazione Veglia di S. Cecilia 2009) 

Mottetto Dum aurora finem daret a 4 v.m. di G.P. da Palestrina (Basilica di S. Ambrogio, registrazione Veglia di S. Cecilia 2005)

Antifona mariana Alma Redemptoris Mater a 4.v. m. di G. P. da Palestrina (Basilica di S. Ambrogio, registrazione Veglia di S. Cecilia 2005)

Prélude, fugue et variation per organo di César Franck (Basilica di S. Ambrogio Canto di Ambrogio 2011)

Pietro Allori:

Exaudi Domine a 3 v.m. AP 437 (Basilica di S. Ambrogio,1983)

Corale “con durezze e ligature” per organo AP 1187 (Basilica di S. Ambrogio, registrazione in occasione del 25° della morte di don Allori)

Inno Verbum supernum a 4 v.m. AP 523 (Basilica di S. Ambrogio, registrazione in occasione del 25° della morte di don Allori)

Nenia in do diesis minore per organo (Aula Magna dell’Università Cattolica, registrazione Concerto di Natale 2005)

Mottetto Agnus Dei a 5 v.m. AP 511 (Basilica di S. Ambrogio, registrazione  in occasione del 25° della morte di don Allori)

Largo in fa diesis minore per organo AP 979 (Basilica di S. Ambrogio, registrazione  in occasione del 25° della morte di don Allori)

Coro dell’Università Cattolica diretto da Angelo Rosso

Alessio Corti, organo

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