Attività

Venite gentes. Musiche natalizie di don Pietro Allori. Ascolti musicali per il tempo di Natale offerti dal monastero benedettino di San Pietro di Sorres

Il Monastero di San Pietro di Sorres, come già per il tempo di Avvento, offre anche per il tempo di Natale alcuni Ascolti musicali, con i relativi testi per quanto concerne i brani corali. Le registrazioni proposte dall’Archivio musicale dell’Angelo riguardano le composizioni sia corali che organistiche natalizie scritte da don Pietro Allori per la Cattedrale di Iglesias, che, dopo oltre dieci anni di restauro, lo scorso novembre, è stata riconsegnata alla Diocesi sulcitana. E dunque, quest’anno, nella Santa Notte di Natale, il vescovo, potrà chiamare i suoi fedeli con la stessa solenne esortazione che apre il mirabile mottetto a 4 voci miste di don Allori “Venite gentes” (Venite gentes et adorate Dominum, quia hodie descendit lux magna super terram.)

***

vivarinialv002 (1)Il 13 novembre 2013, memoria liturgica di sant’Antioco martire, patrono della diocesi di Iglesias e della Sardegna, ha riaperto, dopo lunghi restauri, la cattedrale di Iglesias. Di questa cattedrale per trenta anni, dal 1955 al 1985, fu maestro di cappella e organista don Pietro Allori, compositore oggi assai stimato dai cultori di musica polifonica sacra e dalla critica ufficiale.

Nella Chiesa cattolica, al maestro di cappella non è richiesta solamente la competenza esecutiva e il compito d’istruire la “schola” per il canto solenne delle celebrazioni del vescovo, ma anche quello di porre in musica, secondo la propria arte e sensibilità, i testi che la liturgia designa per le varie celebrazioni. Don Allori univa alle doti di organista e maestro della “schola”, il dono della composizione che utilizzò in modo straordinariamente sapiente per creare pagine musicali degne delle liturgie della sua cattedrale.
Molte di queste composizioni, sia vocali sia organistiche, sono dedicate al tempo liturgico del Natale. Le registrazioni scelte dall’Archivio musicale dell’Angelo di Milano per un ascolto meditativo e contemplativo di musiche sul mistero del Santo Natale, come è desiderio dei padri benedettini di Sorres, si riferiscono appunto al momento liturgico più “incantato” della cattedrale di Iglesias. Momento che don Allori, come testimoniano le sue musiche, viveva con intensa partecipazione spirituale e alto sentimento artistico.
Soprattutto i primi quattro brani attestano il clima di Vigilia e quello della Messa della Santa Notte che don Allori nelle sue composizioni evoca ora con accenti solenni, ora con trepida tenerezza velata da una certa mestizia.
Il primo brano Venite gentes è come un perentorio invito rivolto ai fedeli della cattedrale di Iglesias a celebrare con gioia “episcopale” la Santa Notte. La gioiosa tonalità di re maggiore sia del preludio organistico che precede l’antifona, sia del canto stesso – entrambi scritti in tempo di pastorale (6/8) – esalta il clima di festa spirituale che si respira durante la celebrazione della prima Messa di Natale, quella della notte.
Il secondo brano In Natali Domini ci trasporta in una temperie liturgica vesperale. Scritto nella assorta e severa tonalità di si minore – sempre in tempo di pastorale (9/8) – su testo di una lauda medievale, questo canto compendia i più significativi momenti dell’intero ciclo natalizio, e ci dice anche di come la Chiesa ami contemplare i personaggi “natalizi” additati dalle Sacre Scritture: gli Angeli osannanti, la Vergine che genera il Salvatore, i pastori che ricevono l’annuncio degli angeli, i Magi che adorano il Bambino, infine la Chiesa che esulta e dà lode perenne all’Altissimo. Di fronte a una tale densità di immagini, la fede e l’arte compositiva di don Allori, lo inducono a esprimere questo testo con la forma più ampia che il canto liturgico conosca: il responsorio. Forma a don Allori assai congeniale e da lui ritenuta la più adatta a solennizzare i testi nella sua cattedrale.
La densità liturgica di un testo spesso esige dal compositore una elaborazione articolata per rivestire musicalmente tutti gli elementi più pregnanti ed esprimerli con la opportuna poeticità spirituale.
Se il preludio organistico che precede la polifonia a 4 voci miste di Venite gentes serviva a rinsaldare il clima solenne e gioioso dell’assemblea in preghiera nella cattedrale, ad addolcire il colore vesperale, un po’ sommesso di In Natali Domini ecco una serena e raffinata Elevazione pastorale in sol maggiore, omaggio di don Allori alla grande tradizione delle pastorali italiane che si rifà a Girolamo Frescobaldi, Bernardo Pasquini, Domenico Zipoli e tanti altri.
Tutti i brani organistici che vengono proposti durante gli ascolti sono stati registrati dal grande musicologo e interprete tedesco Wilhelm Krumbach (1937 – 2005), ovvero da colui che scrivendo a don Allori quando era ancora in vita (1983) gli fece notare come le sue composizioni contenessero la forza di un discorso musicale originale e integro, lontano dalle mode e dal modernismo, teso unicamente alla ricerca autentica dell’espressività della parola divina mediante un amalgama polifonico fatto di suoni “riservati” ovvero di un colore profondamente ed esclusivamente spirituale.

I canti che fanno seguito al primo quadro natalizio appena descritto sono ancora più interni alla vita liturgica della cattedrale di Iglesias. Hodie Christus natus est, Puer nobis nascitur, Angelus pastoribus, Omnes de Saba sono tutti tratti da I cento canti per il VII centenario della Cattedrale di Iglesias (1984), ultima opera di don Allori. Così come gli intermezzi organistici eseguiti da Wilhelm Krumbach fanno parte della raccolta di brani strumentali scritti nel 1982 e1983.

Ascolti:

*Studio in re mag. (Preludio “Venite gentes”) AP 1103 

Venite gentes a 4 voci miste AP 462 
(Registrazione effettuata nella Cattedrale di Iglesias il 30 ottobre 1990)

Venite gentes, et adorate Dominum. Quia hodie descendit lux magna super terram. Notum fecit Dominus, alleluia, salutare suum, alleluia. Verbum caro factum est, alleluia, et habitavit in nobis, alleluia.
Venite e adorate il Signore. Poiché oggi sul mondo è scesa una grande luce. Il Signore ha manifestato il suo potere salvifico, alleluia. Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, alleluia.

In Natali Domini a 4 voci miste AP 463 
(Registrazione effettuata nella Cattedrale di Iglesias il 30 ottobre 1990)

In Natali Domini gaudent omnes angeli, et cantant cum jubilo: Uni Deo gloria! Virgo Deum genuit, Virgo Christum peperit, Virgo semper intacta. Nuntiavit angelus gaudium pastoribus: Christi natalitia, Uni Deo gloria! Magi Deum adorant, aurum, thus, myrram portant regi regum Domino; Uni Deo gloria! Gaudeat Ecclesia, jugiter cum gloria, laudem det Altissimo, Uni Deo gloria! Virgo Deum genuit, Virgo Christum peperit, Virgo semper intacta.
Nel giorno in cui è nato il Signore, esultano le schiere degli angeli, e cantano con giubilo: Gloria al vero Dio! Una vergine ha generato il figlio di Dio, una vergine ha partorito il Cristo, una vergine intatta. Un angelo del Signore ha annunziato la gioia ai pastori: è nato il Cristo, gloria al vero Dio! Gioisca la Chiesa, lodi l’Altissimo, gloria al vero Dio!

*Elevazione pastorale in sol mag. AP 1144 

Hodie Christus natus est a 3 voci miste AP 558 
(Registrazione effettuata nella Aula Magna dell’Università Cattolica il 16 dicembre 2007)

Hodie Christus natus est, alleluia, hodie Salvator apparuit, alleluia, hodie in terra canunt angeli, laetantur archangeli, alleluia. Hodie exsultant justi dicentes: Gloria in excelsis Deo, alleluia!
Oggi è nato il Cristo salvatore, alleluia, gioiscono e cantano le schiere degli angeli, alleluia! Oggi esultano i giusti esclamando: Gloria a Dio nell’alto dei Cieli, alleluia!

Puer nobis nascitur a 4 voci miste AP 559 
(Registrazione effettuata nella Aula Magna dell’Università Cattolica il 14 dicembre 1987)

Puer nobis nascitur rector Angelorum; in hoc mundo pascitur Dominus Dominorum.
In praesepe ponitur sub foeno jumentorum; cognovit bos et asinus Christum Regem caelorum. Angeli laetati sunt etiam de Deo cantaverunt: gloria sit in excelsis Deo!
Il Signore degli angeli è nato per noi, su questa terra cresce il Re dei re. Nella mangiatoia, Cristo Signore, è posto tra il bue e l’asino. Gli angeli cantarono: Gloria a Dio nell’alto dei cieli!

*Lauda in fa # min. AP 1173 

Angelus pastoribus a 3 voci miste AP 567 
(Registrazione effettuata nella Aula Magna dell’Università Cattolica il 14 dicembre 1987)

Angelus pastoribus dixit vigilantibus: nuntio vobis gaudium magnum, Salvatorem hominum in terra genitum. Gloria in excelsis Deo! O mira nativitas, inaudita novitas! Concepit salva virginitate, mira jucunditate, Maria Filium. Gloria in excelsis Deo.
L’angelo parlò ai pastori: vi annuncio che il Salvatore del mondo è nato. Gloria a Dio nell’alto dei cieli! Che nascita straordinaria! Maria, vergine intatta, ha concepito il Figlio di Dio. Gloria a Dio nell’alto dei cieli!

Omnes de Saba a 3 voci miste AP 589 
(Registrazione effettuata nella Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica il 31 gennaio 1998)

Omnes de Saba venient, aurum et tus deferentes, et laudem Domino annuntiantes. Surge et illuminare, Jerusalem quia gloria Domini super te orta est.
Tutti verranno da Saba portando oro e incenso e proclamando le lodi del Signore. Alzati, rivestiti di luce, Gerusalemme, perché la gloria del Signore è sorta su di te.

*Corale in fa mag.AP 1146 

*Wilhelm Krumbach , organo
(Registrazioni effettuate il 18/19 febbraio 1995 sull’organo “Tamburini” (1938) della Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica di Milano)

Coro dell’Università Cattolica diretto da Angelo Rosso

Cattedrale-oggi-300x335Una considerazione
Don Allori fu sì maestro di cappella della cattedrale di Iglesias, ma proprio perché la cattedrale è la chiesa madre di tutta la Diocesi  fu attento alle esigenze musicali di tutte le parrocchie dell’intera Chiesa sulcitana.

Ma è indubbio che fu soprattutto maestro di cappella perché il suo vescovo, mons. Giovanni Pirastru, voleva che nelle liturgie della cattedrale il canto e la musica fossero convenienti “alla dignità del tempio e in grado di favorire l’edificazione dei fedeli”, così come anni dopo ribadirà il Concilio Vaticano II nella “Sacrosanctum Concilium” al paragrafo 2.

Riconoscendo in don Allori quelle doti artistiche musicali adeguate per svolgere al meglio questa importante ministerialità, il vescovo lo nomina, nel 1955, a soli trent’anni, con l’approvazione unanime del Capitolo della cattedrale, maestro di cappella ed esige da lui composizioni e esecuzioni musicali all’altezza della Chiesa cattedrale. A questo riguardo sembra più che utile citare quanto ha scritto Papa Ratzinger qualche anno fa: “la cattedrale deve rappresentare la solennità e la bellezza del culto in maniera più esigente di quanto possa farlo normalmente la chiesa parrocchiale, ed anche qui il coinvolgimento dell’arte avrà, a seconda dell’occasione e delle circostanze, livelli diversi.” (J. Ratzinger, Opera omnia Teologia della liturgia, pag..600, ed. Libreria Editrice Vaticana).

Don Allori ha corrisposto al desiderio del vescovo con tutta la dedizione di cui era capace e non ha mai smesso, nonostante le difficoltà incontrate con i vescovi successivi, di  comporre per la sua cattedrale sino alla fine. Come già sopra riferito, l’ultima sua opera riguarda i cento canti polifonici (in latino) per il VII centenario della Cattedrale di Iglesias.

Il vescovo Miglio, oggi arcivescovo di Cagliari, in una conferenza tenuta all’Università Cattolica di Milano nel 1995 – era ancora vescovo di Iglesias – soffermandosi proprio sui Cento canti sacri dedicati alla Cattedrale di Iglesias, ha paragonato don Allori al Patriarca Noè: “anch’egli ha salvato nell’arca della musica un esemplare di ciascun testo che rischiava di estinguersi, e dei testi ritenuti più importanti ha voluto conservare due o tre “esemplari” diversi, nelle diverse versioni musicali. […] Testi che per il loro contenuto, la lingua, la collocazione liturgica, non devono andare perduti o dimenticati, ma restare a servizio della comunità cristiana e umana. […] La musica sacra di don Allori non si limita a rivestire le parole, e tanto meno si serve delle parole strumentalizzandole, ma entra in ciascuna di esse, ce le apre una per una, perché possiamo entrare anche noi ad arricchirci del loro contenuto divino.” (Convegno in commemorazione di don Pietro Allori nel decennale della morte; Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – 29 – 30 aprile 1995).

L’importanza della tonalità
Nella sua musica la scelta dell’ambito tonale, ossia lo spazio sonoro entro il quale, le tre, quattro, cinque voci sono “costrette” nel loro sviluppo melodico e armonico, spesso sembra già delineare in modo inconfondibile il clima liturgico del brano e voler anche indicare uno spazio ben definito dove  una particolare assemblea sta partecipando  con fede ai misteri cristiani, come per esempio la cattedrale di Iglesias. Ma se questo riferimento allo spazio architettonico e all’ambito sonoro sotteso da una specifica tonalità consente di percepire i brani come realtà perfettamente aderenti a quelle specifiche liturgie, l’esperienza di queste registrazioni effettuate “altrove”, per pregnanza di significato musicale espresso in ambiti liturgici diversi ci dicono che essi sono  anche adatti a qualsiasi ambito liturgico di ogni chiesa che celebri quei misteri.

Da-Verona-angeli

Ultima annotazione
Tra i canti natalizi più familiari e più popolari si distinguono sicuramente Tu scendi dalle stelleStille Nacht (Astro del ciel). Uno di schietta origine italiana (napoletana), l’altro di ambito tedesco. Queste due melodie così note e legate all’esperienza natalizia del semplice uomo comune, sono state elaborate in forma di Fantasia per chitarra da don Allori. Don Allori ha composto 300 brani per chitarra e riteneva questo strumento tramite per l’ispirazione poetica.

Ascolti delle due fantasie per chitarra
Tu scendi dalle stelle AP 1243 
Stille Nacht AP 1242
(Registrazioni effettuate nella Aula Magna dell’Università Cattolica il 16 dicembre 2002)

Caratteristica delle due fantasie
Quando le armonie che rivestono le note di Tu scendi dalle stelle e Stille Nacht modulano in minore, i suoni della chitarra diventano vere penombre musicali che inducono a sentimenti più interiori. Queste due melodie popolari, don Allori, sente di doverle far cantare all’interno di un prezioso tessuto armonico dove suono e silenzio si accordano mirabilmente. Per questo, le avvertiamo come sonorità che ci rimandano alla cifra di quel silenzio in cui l’uomo sente di sperimentare l’ineffabilità del mistero divino.
E’ questo il clima – venato da una certa umana mestizia – che don Allori predilige in tutte le sue composizioni natalizie, e che il pizzico sapiente delle corde di una chitarra ci porta ad amare e custodire nel tempo.

L’interpretazione di queste due fantasie, registrate presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano nel 2004, è di Marta Meloni, prima che suor Marta entrasse a far parte della comunità delle Sorelle povere di santa Chiara di Iglesias. Si tratta di due momenti musicali intesi, dalla claustrale iglesiente, come colloqui interiori con uno strumento, la chitarra, che possono aiutare l’uomo di oggi nella costruzione del Regno di Dio e a diffondere nel mondo la bellezza della vita spirituale così come viene vissuta nelle comunità monastiche. Ivi, il miglior suono è il silenzio che si colora esclusivamente dei suoni cantati della preghiera e, come avviene anche nel monastero di Iglesias, dei suoni espressi come preghiera dall’arte interpretativa di suor Marta. Suoni che anche noi in questi ascolti possiamo interiorizzare.

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