Attività

momenti spirituali e musicali in onore di santa Cecilia

Quando finisce la Messa in onore di santa Cecilia, celebrata nella Chiesa parrocchiale di Gonnesa venerdì 22 novembre 2013, siamo ormai all’imbrunire, l’ora delle lampade che si accendono in ogni dove.

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Risuonano ancora nei partecipanti alla Messa le parole della parabola delle vergini stolte e delle vergini sagge del Vangelo di Matteo ben commentate dal celebrante don Francesco Lay, parroco di Nebida. Le lampade accese sono simbolo di vigilanza, l’olio quello della fedeltà e della perseveranza nel ben operare, o meglio nell’agire bene secondo la volontà di Dio.

Queste riflessioni, unitamente ai canti per la messa composti da don Allori e preparati con il consueto impegno liturgico dal Gruppo vocale “don Allori” di Iglesias, risuonano ancora nella gente che si incammina verso Casa Allori per il previsto momento musicale.

In Casa Allori il violino e la chitarra iniziano a far sentire le loro voci in concerto: un intimo conforto nella luce domestica di una casa dall’arredo antico, evocante memorie di persone e ricordi d’affetto. Il suono della pioggia intensa si confonde con il timido brusio dei presenti che occupano lo spazio raccolto delle prime tre stanze. Proprio in quelle stanze don Pietro Allori e il suo fratello maggiore Goffredo hanno coltivato pazientemente i loro talenti musicali: quello compositivo il primo, quello violinistico il secondo.

I due giovani maestri di Alghero, Alessio Manca e Gabriele Loriga, diplomati presso il Conservatorio di Sassari, stanno eseguendo con convinta sicurezza pagine di Antonio Vivaldi, Franz Schubert e di don Allori.

F. Schubert (1797-1828), Serenata, trascrizione per violino e chitarra (Mertz) 

P. Allori (1925-1985), Cantabile AP 1446 

Tutti ascoltano in religioso silenzio mentre guardano e osservano più volte i quadri, i disegni, le incisioni appese alle pareti, i libri e le suppellettili che si trovano in quelle stanze.

In ossequio alla festa della vergine e martire, nei punti più visibili sono stati collocati il quadro di santa Cecilia (opera del monaco Bonifacio dell’abbazia di San Pietro di Sorres, commissionato da don Allori nel 1966) insieme alle due piccole statue: una in gesso che fu di don Allori e l’altra in legno che i familiari, insieme a quella della chiesa di Gonnesa e a quella che si trova presso l’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, hanno fatto realizzare nel 2009 dall’atelier Demi-art della Val Gardena, specializzato nella realizzazione di sculture in legno.

 Al termine della giornata, un’altra piccola icona di santa Cecilia, di provenienza milanese, viene offerta a Casa Allori e subito collocata in una delle pareti.

Ma i veri protagonisti della serata sono i finissimi ricami di Roberta Argiolas. I lavori del soprano del Gruppo vocale “don Allori” di Iglesias, vera artista del ricamo,  vanno arricchendo di anno in anno le preziosità artistiche di Casa Allori.

Sono autentica testimonianza di una vita quotidiana laboriosa e garbata, come veniva praticata anche in Casa Allori da due sorelle di don Pietro: Giuseppina e Ermelinda. Era per loro il modo più semplice per impreziosire e personalizzare i capi d’abbigliamento soprattutto d’ambiente religioso: tovaglie per l’altare, indumenti prescritti per le celebrazioni liturgiche come camici e cotte che dovevano accrescere la dignità e il prestigio delle funzioni religiose. Perciò bellezza dei disegni e qualità del ricamo dovevano conferire al manufatto una nobile eleganza degna della Chiesa.

Si tratta di manufatti originali che in questa occasione sono stati stesi sul piano di cristallo nero dell’ampia scrivania che fu di don Allori: così collocati sembrano volersi confrontare con i disegni e i quadri di Luciano Zoppo e le raffinate xilografie appese alle pareti. Queste sono quasi tutte realizzate dai più stimati incisori iglesienti – Giovanni Marras, Mansueto Giuliani, Gianni Desogus (Xiandés) – dei quali don Allori aveva seguito con particolare interesse l’evoluzione artistica.

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Le incisioni, sobrie ma di notevole forza espressiva, sono figure ottenute attraverso abilissimi “graffi” su una matrice lignea che, una volta inchiostrata, permette di produrre più stampe dello stesso soggetto. Quelle di Casa Allori sono xilografie piuttosto raffinate, per lo più di paesaggi e personaggi della vita quotidiana, e che “interpretano” angoli, vie, piccole piazze e tanti aspetti umani o ambientali di Iglesias, oltre a ritratti di donne e uomini in costume sardo: donne anziane e giovani impegnate in antichi mestieri o vestite a festa, volti di uomini segnati dalla fatica della vita tipica dei pastori e dei minatori.

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Don Allori privilegiava soprattutto i quadri, i disegni e le xilografie di Giovanni Marras. Un suo quadro a olio, raffigurante un tipico paesaggio sardo costituito da un piccolo agglomerato di case su uno sfondo di piccole alture e colline, grazie ai suoi colori intensi di verde scuro miscelato con l’ocra e vivacizzato da un giallo morbido – un cromatismo dai giochi di luce incantevoli e dall’atmosfera calda e nostalgica – colpiva costantemente la sensibilità artistica di don Allori; aveva collocato il quadro sulla parete alla quale era addossato l’eccellente pianoforte Steinway verticale – oggi in Casa Allori –  negli anni in cui in via Satta 31, ad Iglesias, impartiva lezioni di musica a tantissimi allievi. Lo definiva un quadro eccezionale per la pennellata “sanguigna” del maestro di Iglesias. Ma stimava con altrettanta convinzione anche le incisioni degli altri maestri perché sapevano indagare con acuto senso antropologico gli aspetti umano-ambientali di Iglesias, città di cui don Allori apprezzava l’intera sua storia: quella passata e quella da lui vissuta.

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I lavori di Roberta per Casa Allori – a oggi quattro in tutto – sono meravigliose trasparenze, piccole opere d’arte create con l’ago e il filo: espressione di una antica civiltà contadina.

Con la raffinatissima tecnica da lei usata, secondo la tradizione iglesiente, le realizzazioni risultano di alta fattura, vere preziosità che spingono alla contemplazione di una bellezza sobria e intima, contenuta e riservata che, rappresentando una tradizione, attesta la filosofia di un vivere all’insegna della calma e della “lentezza”, intesa come tempo necessario per creare pazientemente trame di bellezza.

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I disegni originali ideati dalla giovane iglesiente raffigurano ora il melograno, ora la pianta della vite, l’uva, ora note sul pentagramma e foglie di vario genere. Tutti elementi tipici della quotidianità del vivere comune in Casa Allori. Come i disegni dei xilografi prediletti da don Allori sono basati sulla contrapposizione equilibrata dei neri e dei bianchi dall’andamento sinuoso e leggero, così i fili ricamati da Roberta, grazie all’accuratezza dell’esecuzione del ricamo bianco su bianco, danno vita a una fitta trama che l’elegante orditura dei fili concentra in una raffigurazione espressiva offerta in modo efficace con garbo e delicatezza. Davvero una bella armonia queste preziosità di Casa Allori (xilografie e ricami), cui si aggiungono nel giorno di santa Cecilia quelle dei suoni dei due musicisti algheresi.

Quando essi iniziano a suonare la Serenata di Schubert, nella trascrizione per chitarra e violino di Mertz, il riverente silenzio si fa più profondo. Quei suoni paiono dare significato a tutte le cose in esposizione in quel momento in Casa Allori e al vissuto d’un tempo ch’esse rappresentano, sollecitando ulteriormente la genuina sensibilità di quanti ascoltano. Tra le non poche persone giovani presenti ci sono musicisti di diversi strumenti venuti da Iglesias, un numero consistente di cantori – quelli del Gruppo vocale “don Allori” di Iglesias – appassionati e cultori della musica.

Poi ci sono le persone fedelmente amiche di Casa Allori: donne e uomini di ogni età del vicinato. Tutti sono protesi a cogliere nei contrappunti musicali il senso più profondo della loro presenza.

Il Cantabile che fa seguito al brano di Schubert conferisce ancora più efficacia sentimentale alla già attenta “assemblea”. La melodia, affidata al violino, diviene intensamente espressiva e sembra aderire al sentimento del luogo in cui ci troviamo. Le sottigliezze che è possibile cogliere nell’interpretazione dei due musicisti, riescono a trasformare in sensazioni sonore le sfumature del nostro animo. Il brano di don Allori nel suo procedere si colora di dolci alterazioni armoniche esprimendo quasi plasticamente le nostre figurazioni sentimentali.

È questo il momento più significativo del breve incontro in Casa Allori per onorare santa Cecilia, patrona della musica.

I più giovani, al termine del momento musicale si sciolgono e vogliono saperne di più sull’ambiente alloriano. Pongono domande ai familiari, consultano qualche libro della biblioteca e chiedono, ottenendole dai familiari della Casa, copie del voluminoso catalogo di tutte le opere composte da don Allori che l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006 decise di stampare come propria edizione.

Intanto fuori continua a piovere, gli scrosci d’acqua producono un suono di naturale dolcezza. Un suono che partecipa alle armonie musicali udite nel Vespro di santa Cecilia e che ormai vengono affidate all’oscurità della notte come memoria. Gli arpeggi della chitarra, le appassionate note del violino ormai hanno cessato di far riemergere i ricordi d’affetto e il desiderio di riascoltare le voci sagge di un tempo. Rimangono però forti le emozioni appena vissute tramite suoni e immagini di antica grazia. E così lontananze remote, storie di altri tempi sembrano scorrere insieme a rapide speranze… e sono momenti di serenità per l’anima, racconti di vita per apprezzare meglio il nostro vivere odierno.

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