Attività, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Pietro Allori

La Schola cantorum di Carate Brianza ricorda don Allori

La Schola cantorum di Carate Brianza, diretta dal M° Primo Viganò, il prossimo 30 marzo 2015 alle ore 21 nella Basilica di Agliate di Carate Brianza, ricorderà don Pietro Allori nel 30° anniversario della morte.

Lettera aperta ai maestri Primo Viganò e Anchise Bighi
in margine a un Concerto in Brianza nel 30° anniversario della morte di don Pietro Allori

Cari Primo e Anchise

Tra le commemorazioni ideate per ricordare don Pietro Allori a 30 anni dalla morte, quella della Schola Cantorum di Carate Brianza diretta da te, Primo, è sicuramente la più coerente e la più affettuosa tra quelle annunciate. Lo testimonia, del resto, la presentazione da te redatta per annunciare il Concerto in programma lunedì 30 marzo 2015 nella splendida cornice della Basilica di Agliate e il numero dei brani liturgici da te elencati nel profilo, segno di una grande confidenza tua e del tuo coro – ormai trentennale – con il repertorio sacro di don Allori. Poiché oggi sono diversi i direttori e i cori che, quasi d’incanto, si accingono a ricordare il profilo artistico-spirituale di mio zio Pietro Allori, voglio, a fronte di certi approcci approssimativi, sottolineare, caro Primo, la tua infaticabile e coerente azione, unitamente a quella di Anchise, direttore per anni del Coro di Carnate, nel seminare con competenza musicale e liturgica la polifonia sacra di don Allori.

Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate di Carate Brianza

Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Agliate di Carate Brianza

Le parole che si trovano alle pagine 188 e 189 del libro “Sulle orme di don Pietro Allori, Maestro di Cappella in Iglesias” scritto nel 2010 dal prof. Antonio Assorgia, già docente dell’Università di Cagliari, parlano con assoluta chiarezza del ruolo fondamentale che Primo Viganò e il suo gruppo corale, Anchise Bighi e il Coro polifonico di Carnate e il Coro dell’Università Cattolica hanno avuto nel perseguire con fedeltà il linguaggio musicale liturgico alloriano che è eminentemente arte dello spirito e di interiorità profonda.

“[…] rivestono grande importanza per la conoscenza della musica alloriana i vari incontri tenutisi periodicamente a Milano e dintorni e organizzati da diversi gruppi polifonici lombardi desiderosi di approfondire la spiritualità e la ministerialità del canto liturgico.

Il Coro dell’Università Cattolica è stato il fulcro di queste iniziative. Sotto l’egida della Cattedra di Storia della Liturgia, guidata allora da mons. Enrico Cattaneo, il coro promuoveva momenti di riflessione nell’Aula Magna dell’Università e musicali nell’ambito della Santa messa prefestiva nell’attigua basilica di S. Ambrogio, sia in occasione della festa di S. Cecilia, sia alla vigilia della Domenica delle Palme.

Tra i gruppi polifonici lombardi i più assidui e convinti sostenitori della bontà di un simile percorso furono la Schola cantorum di Carate Brianza e il Coro polifonico di Carnate (paese della Brianza). I loro maestri, Primo Viganò e Anchise Bighi, uomini di forte impegno ecclesiale, alla competenza e all’entusiasmo per la musica polifonica e in particolare per quella di don Allori, univano e uniscono ancora oggi la singolare dote di rendere belle, con la loro scrittura, le pagine musicali che ricopiavano e ricopiano.

Le fotocopie dei manoscritti di don Allori ai cantori risultavano dei veri e propri geroglifici, quasi indecifrabili. Ma è straordinario ancora oggi constatare come, da una esigenza di normale funzionalità corale, i due maestri siano riusciti a rendere “invitanti e appetibili” quelle pagine, sino a indurre i cantori – cosa non facile – a custodirle con attenzione.

I due copisti della Brianza, inconsapevolmente, oggi vanno annoverati tra quel gruppo di eccellenti amanuensi musicali su cui don Allori ha avuto la fortuna di poter contare per divulgare la sua musica: don Giampaolo Rosso in primis, don Onorino Cocco, Carlo Cherchi, don Giovanni Battista Cavallotto, Goffredo Allori.

Il loro copiare, come quello dei due direttori lombardi, è stato (ed è ancora oggi ndr) un vero e proprio atto di stima per la sua opera compositiva e per la sua personalità. Se Primo Viganò e Anchise Bighi non avessero copiato, rispettivamente, ora le pagine musicali dei brani di don Allori incisi in compact disc dal celebre Ensemble vocale “Pro Cantione Antiqua” di Londra (1995), ora le “Sette Parole di N.S.G.C. sulla Croce, quella che è stata una delle realizzazioni che maggiormente ha contribuito a divulgare il nome di don Allori nel circuito internazionale della musica registrata, difficilmente avrebbe potuto aver luogo.” (Antonio Assorgia, Sulle orme di Don Pietro Allori)

Colgo l’occasione di questo momento musicale di Agliate, in cui verranno eseguite proprio quelle Sette parole che Anchise per primo ha trascritto, per ringraziarvi della schietta e ininterrotta amicizia e a nome della famiglia Allori-Rosso esprimervi i sentimenti di profonda riconoscenza.

Angelo Rosso

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