Attività

La musica di don Allori: un tessuto di rara finezza

di don Francesco Lai

cappella santantioco

Angelo Rosso mentre dirige il Pange lingua di don Allori © Jessica Piras

 

Due giorni intensi che hanno r-accolto anni di studio e di approfondimento della musica alloriana e non solo.

 

L’onda d’urto che un tale evento ha avuto sui partecipanti in primis e sugli ascoltatori continuerà ad agire sulla memoria per imprimervi la sua sotterranea vitalità.

 

Suoni organistici e voci unite nel riportare al presente un clima, una sapienza compositiva che hanno visto la luce tanti anni fa, e, nell’ascolto, si mostravano freschi e profondi, come le acque dei nostri mari, dai colori cangianti e dalla trasparenza che sa mostrare il fondo!

 

Una musica come questa non passa inosservata, essa si offre con tutta la carica della sua bellezza che semplicemente ha in sé la sua ragion d’essere, cosicchè anche l’ascoltatore più distratto viene “rapito” in una partecipazione coinvolgente fino a strappare un commosso assenso che ti spinge a riconoscere il Mistero che ci sovrasta e allo stesso tempo sgorga dalla terra: trascendenza e immanenza nella musica polifonica e organistica si ri-chiamano.

 

Un tessuto musicale di rara finezza che ha il potere ascetico di una meditazione patristica; una presenza musicale quella alloriana che scatena nell’ascoltatore un terremoto e che scuote l’intelligenza richiamandola a nobili fini!

Due giorni ricchi di musica vissuta, sofferta, ed è il caso di dirlo: sudata!

Don Francesco Lai, parroco di Nebida e organista della cattedrale di Iglesias

Don Francesco Lai, parroco di Nebida e organista della cattedrale di Iglesias © Jessica Piras

Due giorni in cui nell’aria si respirava un entusiasmo vero, frutto di un autentico e fecondo impegno da parte di chi ha promosso l’iniziativa e di chi vi ha aderito.

 

Volti trasfigurati dalla fatica, dalla tensione emotiva e spirituale, e occhi purificati da quelle armonie capaci di perforare la scorza della superficialità e della indifferenza.

 

Due giorni di “grazia” palpabile che hanno mostrato adeguatamente che la autentica Musica liturgica non è vuoto estetismo (come alcuni spiriti non adeguatamente formati possono pensare), ma esigente e profetica “estetica teologica”! (cfr. H.U. Von Balthasar, Gloria, La percezione della forma, Jaka Book).

 

Infine due giorni da cui è scaturita un’eco che ancora è presente nel cuore e nella mente di chi vi ha partecipato, eco che continuerà ad agire sulla memoria, sulla intelligenza e sulla volontà!

Pietro Allori, Pange lingua AP 1171, per coro e organo

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