Note d'Archivio

Armonie di fine estate – 2015

Lungo la strada statale che da Iglesias porta a Fluminimaggiore, appena superato il varco di Genna Bogai, si arriva al borgo di Sant’Angelo: qualche casa affacciata lungo la statale, un punto di ristoro e più sotto una chiesetta, una fattoria e quello che un tempo era un albergo, il tutto circondato da boschi di sughere.

santangelo1Fondato nei primi anni del ‘700, contemporaneamente al ripopolamento di Fluminimaggiore per volontà dei signori di queste terre – il visconte Ignazio Asquer e donna Eleonora Gessa – il borgo di Sant’Angelo era immerso in una fitta foresta, in parte distrutta nell’Ottocento dai proprietari di allora, i Modigliani, per produrre carbone e per consentire lo sfruttamento delle miniere che si trovavano all’interno della “Tanca de Modigliani”. Dopo il declino dell’attività mineraria, nel 1950 la nuova proprietà – la società piemontese Santa Vittoria, mise a disposizione parte dei terreni per il rimboschimento e nel 1951 furono costruite alcune villette dei soci della Santa Vittoria e l’albergo, poi divenuto proprietà del CIF – Centro Italiano Femminile e destinato a colonia estiva per l’infanzia e la terza età.

santangelo2Sin da giovanissimo ho provato tanta serenità nel sostare a Sant’Angelo. Qui, quando tutto è silenzio, gli elementi naturali che costituiscono questa incantevole località cominciano a parlare. Le piante comunicano il sentimento racchiuso da tempo in questo spazio e i suoi segreti.

In lontananza, all’imbrunire, il tintinnare delle greggi, l’ammutolirsi delle cicale, il leggerissimo fruscio delle fronde mosse dalla brezza serale: regna la tranquillità.

La chiesetta dedicata agli angeli custodi, con il suo campanile a vela, accoglie con la sua forma di capanna i sentimenti religiosi vespertini; l’albergo un tempo era testimone di incontri di bambini e di anziani e di soggiorni di carattere ricreativo religioso organizzati dal CIF (Centro Italiano Femminile): l’associazione, guidata in Sardegna da Maria Cocco, era nata nel secondo dopoguerra per diffondere presso la gioventù femminile la consapevolezza del ruolo paritario delle donne nella società italiana.

Erano momenti davvero magici quelli di Sant’Angelo negli anni ’60 del secolo scorso.

santangelo3L’eco di tutto ciò è ancora udibile in questo luogo per chi ricerca la modestia e la dignità di un vivere quotidiano autentico, quell’atmosfera è ancora viva per chi abita qui a Sant’Angelo dal 1948 – il signor Giuseppe Gioi con la sua famiglia – respirando un’aria naturale e morale di cui tutti noi oggi abbiamo un grande bisogno.

Pietro Allori, Preludio in la minore per chitarra AP 1390

Marta Meloni, chitarra (incisione del 2003)

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