Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Wilhelm Krumbach

Ognissanti

Lop. 30 Geistliches Lied (Canto spirituale) di Johannes Brahms per coro a voci miste e organo venne composto nel 1856, quando Johannes aveva 23 anni. Nonostante la sua giovane età egli riuscì a combinare la dolcezza melodica con la prassi del canone trattato in forma stretta e in modo davvero sapiente, come un veterano.

Geistliches Lied

Laß dich nur nichts nicht dauren / mit Trauren, / sei stille, wie Gott es fügt, / so sei vergnügt mein Wille!

Was willst du heute sorgen / auf morgen? / Der Eine steht allem für, / der gibt auch dir das Deine.

Sei nur in allem Handel / ohn Wandel, / steh feste, was Gott beschleußt, / das ist und heißt das Beste.

Amen.

Non indugiare nel dolore, sii sereno! Possa la mia volontà accettare ciò che Dio predispone.

Perché affannarsi oggi per il domani? L’Unico a tutto provvede e darà anche a te ciò che ti spetta.

Sii saldo in ogni tua occupazione, non vacillare! Ciò che Dio decide, incarna il sommo bene. Amen.

Il canone in questo brano segue infatti una procedura molto complessa (la prima e la terza strofa essendo pressochè uguali): soprani e tenori da una parte e contralti e bassi dallaltra cantano in canone alla nona inferiore per quasi lintera composizione  Lorgano inizia in modo polifonico ma in un clima romantico, limitandosi poi alla semplice funzione di accompagnamento, se si eccettuano i momenti di interludio.

Un Amen stupefacente conclude questo gioiello polifonico brahmsiano, slanciando le voci in picchi acutissimi ora in canone alla nona superiore tra il basso e il contralto, ora alla settima inferiore tra il soprano e il tenore ma attraverso imitazioni, questa volta, più libere sempre sorretti dalla maestosa intensità  dellorgano.

La registrazione live è stata effettuata dalla emittente radiofonica Südwestfunk di Magonza il 31 maggio 1997 nella chiesa luterana di Veldenz (un comune di 889 abitanti della regione Renania-Palatinato) nellambito di un concerto organistico-corale dedicato interamente a musiche di Johannes Brahms (interpreti  Wilhelm Krumbach allorgano e il Coro dellUniversità Cattolica di Milano.)

La pubblicazione di questo brano, cui sono legati momenti di intensa spiritualità e umanità vissuti, dagli  amici che ancora oggi collaborano con lArchivio musicale dellAngelo, con il prof. Wilhelm Krumbach e Erhard Andreas, vuole essere, nel giorno in cui si ricordano i cari defunti, la testimonianza di una devota preghiera e ancora una volta espressione di quella intensità artistica insieme realizzata nel nome di Johannes Brahms. LAmen finale è sigillo di questa volontà.

***

Il ricordo dei defunti costituisce un momento particolare della vita, che induce il credente alla carità di preghiere per quanti hanno già lasciato questo mondo. Sostare seppure per brevi istanti in ascolto di musiche di profonda interiorità artistica ci può aiutare a meditare, con giusto spirito, sul vero senso della vita in attesa di ritrovarci uniti ai nostri cari nella casa del Padre.

L’Archivio musicale dell’Angelo, volendo far memoria di quanti hanno contribuito – con lo studio, con l’arte, con azioni generose – ad accrescere l’alta dignità della grande musica organistica, ha scelto dal repertorio delle registrazioni in archivio, un brano di Johannes Brahms, la Fuga in la bemolle minore per organo, eseguita dal prof. Wilhelm Krumbach (Orgelkonzert in der Johanneskirche zu Elsa (Coburg) – Wilhelm Krumbach spielt Brahms*).

Vogliamo così ricordare ancora una volta e in modo particolare Wilhelm Krumbach, nel decennale della sua morte, pubblicando questo file audio che Erhard Andreas di Tann/Rhӧn – uno dei suoi più cari amici, anche lui purtroppo scomparso nel 2013 – aveva inviato qualche anno fa all’Archivio musicale dell’Angelo di Milano.

Si tratta di una brano tratto dalla registrazione di un concerto dedicato all’intera opera organistica di Brahms, ed eseguito dal prof. Krumbach il 29 ottobre del 1983 sull’organo, costruito dalla casa organaria turingia Holland nel 1866-67 e situato nella chiesa della piccola cittadina di Elsa (Rodach/Obfr.) che si trova a 14 chilometri da Coburg. In fondo accludiamo la disposizione fonica per meglio comprendere la singolarità dei suoi registri assai espressivi per le sonorità organistiche brahmsiane.

La musica organistica di Brahms, seppure si riduce a rari saggi marginali sparsi tra il 1856 e il 1896, svela lineamenti e aspetti personali tipici del compositore di Amburgo – per densità, concentrazione, ripudio di effetti edonistici – tanto quanto la sua musica pianistica.

In queste pagine Brahms segue i modelli bachiani ma rifondendoli radicalmente nella fucina della sua personalità «sempre aliena da ovvi echeggiamenti accademici e incline al “commentario” stilistico, reinventivo del passato.» (Francesco Buzzi).

Fuga in la bemolle minore

Questa isolata fuga risale all’aprile del 1856. È un brano che Brahms prediligeva fra tutte le sue creazioni organistiche realizzate a Düsseldorf e che lasciò sopravvivere alla cernita radicale da lui operata sulle sue musiche dopo aver scritto il Quintetto op. 111, che considerava il suo canto del cigno.

È una fuga in cui non è difficile ravvisare un’austera pacatezza sacrale dall’uniforme procedere a valori di semiminima e croma, dalla complessità dei fitti contrappunti e della sovrana naturalezza con cui essi si dipanano, osservando un’esemplare compattezza e monocromia di fondo. Scritta in una tonalità degna di figurare nel Clavicembalo ben temperato – sol diesis minore o la bemolle minore – contiene imitazioni bachiane, attente e puntigliose, che raggiungono una vetta di perfezione, ma sostanziandosi d’interiorità brahmsiana, di una vena malinconica che impregna ogni nota, avvantaggiandosi, nella parte mediana, di trascoloranti deviazioni enarmoniche e, nella parte finale, astraendosi in un vero e proprio rapimento lirico.

Queste brevi considerazioni possono aiutarci a cogliere la raffinatissima interpretazione di Wilhelm Krumbach e stimolarci ulteriormente nella crescita di quell’alta dignità artistica che sa conferire una profonda spiritualità all’anima.

In questo brano l’artigiano e il suo capolavoro vivono assorbiti dall’ideale che intendono perseguire. Tale aspetto conduce alla pace più profonda, quella stessa che è richiesta per tutte le opere grandi e difficili, tra cui quella di comprendere la cristiana profondità della vita.

*L’ultima fatica di Brahms, Undici preludi-corali per organo (op. 122), unica opera lasciata manoscritta e inedita – dunque considerata il testamento del compositore – era tra le opere predilette dal grande musicologo e organista tedesco.

Disposizione fonica dell’organo di Elsa

13 registri, due manuali e pedale

Primo manuale

Prinzipal        8’

Bordun         8’

Hohlflöte        8’

Octave            4’

Mixtur 3fach         2’

Secondo manuale

Gedact            8’

Flauto traverso     8’

Viola di gamba    8’

Flauto dolce        4’

Pedale

Subbaß        16’

Octavenbaß        8’

Gedactbaß        8’

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