Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Wilhelm Krumbach

TEMPO D’AVVENTO

TEMPO D’AVVENTO

espressioni musicali per l’attesa del Natale in una prospettiva spirituale
“nella forza dello Spirito che tutti illumina e guida nell’avventura quotidiana” (Baroffio)

Nun komm, der Heiden Heiland
(Vieni, Redentore dei pagani)

Traduzione quasi letterale di Martin Lutero dell’inno Veni Redemptor gentium composto da sant’Ambrogio nella seconda metà del IV secolo.

S. Ambrogio (+ 397) si ferma con rapita compiacenza nella considerazione del parto verginale della Madonna e poi posa l’occhio sul presepio illuminato da Cristo medesimo, luce del mondo, e risuonante delle voci degli angeli osannanti.

La venuta natalizia del Signore qui è considerata come risposta all’appassionata invocazione che sale da Israele, cioè da tutta l’umanità bisognosa di riscatto. Il testo è pervaso dallo stupore ammirato per la risposta di Dio: il Verbo, uguale in tutto al Padre, Dio eterno, viene, nascendo uomo da una Vergine e, come un gigante costituito in due nature , umana e divina, percorre la strada salvifica che, passando per la nostra terra polverosa, lo riconduce al trono celeste. Saltavit tamquam Gigas ad currendam viam suam (danzò come gigante che percorre la sua via). Nel gigante, S. Ambrogio vede appunto il Cristo, e nella via da lui percorsa l’ immensa e misteriosa danza umana che offre le uniche ragioni ultime dell’universo e della vita: “Un Gigante è il Verbo che danza: balza dal seno del Padre nel seno della Vergine, dal seno della Vergine nel seno della Chiesa, dal seno della Chiesa ritorna nel seno del Padre. Ma nel seno della Chiesa lascia la sua Memoria e la sua Voce” (Vittorino Ioannes).

Soprattutto in questo inno Lutero coglie la pregnanza del verso che se potenziato dalla musica diventa una sollecitazione emotiva a ricordare, a ripetere e a comunicare i contenuti della propria fede in modo da produrre coralità, espressione sonora che attraverso la memoria, scende nell’anima e conduce all’autodisciplina umana. La parafrasi organistica più famosa di Johann Sebastian Bach di Nun komm, der Heiden Heiland, è sicuramente il corale BWV 659. Tutti gli organisti studiano questa partitura e la suonano, all’occorrenza, in circostanze liturgiche o concertistiche.

Il 20 novembre del 1993 nella Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica di Milano nell’ambito del concerto in onore di S. Cecilia, patrona della musica, il prof. Wilhelm Krumbach propose un programma dedicato interamente alle versioni organistiche,  dei più rinomati autori barocchi, del noto corale.

Qui si propone l’interpretazione della elaborazione di Joahnn Sebastian Bach (BWV 659) per il particolare procedere che l’insigne organista luterano di Landau ha voluto conferire al tempo del corale, riuscendo a trasmetterci musicalmente l’idea dell’ incedere del Gigante-Cristo evocato da S.Ambrogio, accentuandone così la visione umano-teologica del santo patrono di Milano e quella religioso-didattica, ad uso pratico dei fedeli, di Martin Lutero

Johann Sebastian Bch (1685 – 1750)  Nun komm, der Heiden Heiland  BWV 659
Wilhelm Krumbach, organo (20 novembre 1993 -Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica)

Inno Conditor alme siderum 
(Creatore e reggitore degli astri)

Quest’inno della Chiesa che si canta in Avvento sino al 16 di dicembre, giorno in cui ha inizio la Novena di Natale, è stato scritto nel IX secolo da un anonimo, da un poeta che ha saputo elevarsi al di sopra di tutti i tempi ed esprimere efficacemente i sentimenti religiosi che debbono essere quelli di tutti gli uomini di buona volontà, che invocano su di loro la pace che viene da Dio. L’inno gregoriano, dalle cadenze armoniose e dal ritmo scorrevole, ci introduce nell’anno liturgico, facendoci alzare lo sguardo implorante a Cristo, benefico creatore degli astri, eterna luce di quanti credono e confidano in lui.

Le dolci cadenze gregoriane, nel nostro ascolto, si alternano alle belle armonie a 4 voci miste di un compositore tedesco: Johann Stadlmayr nato in Baviera, nei pressi di Freising nel 1575 e morto a Innsbruck nel 1648.

Il sole declina ormai celermente nelle brevi giornate di fine novembre. E’ tempo che noi ci avviciniamo al Bambino che sta per venire con tutti quei nobili sentimenti che siano capaci di allargare il nostro cuore in modo che possa essere riempito da Colui che viene per prendere possesso del suo regno “in spirito e verità”.

Johann Stadlmayr (1575 – 1648): Conditor alme siderum a 4 voci miste alternatim con l’inno gregoriano
(Registrazione live dal concerto “Exultavit cor meum” (14 dicembre 1998 – Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano)

Nello stesso concerto :

Pietro Allori (1925 – 1985): Elevazione pastorale per organo AP 1144

e Andante pastorale AP 1145 
Wilhelm Krumbach, organo
(Esecuzione su Truhenorgel Oberlinger 1983)

Ecco una raffinata Elevazione pastorale in sol maggiore composta da don Allori nel 1983, un omaggio sincero alla grande tradizione della pastorali italiane che si rifà a Girolamo Frescobaldi, Bernardo Pasquini e Domenico Zipoli e  l’Andante pastorale, sempre del 1983, chiamato a dipingere un quadro natalizio musicalmente adagiato nella riposante e arcadica tonalità di fa maggiore.

Ma a proposito dell’interpretazione di questo Andante pastorale ci piace far notare come il prof. Wilhelm Krumbach, nella seconda parte del brano, sia riuscito a cogliere l’intenzione più profonda di don Allori, ossia l’idea di un divertimento musicale suonato da un pastorello sardo, durante una sosta, con su sulittu o pipiolu, – detto anche più comunemente “zufolo di canna”-  uno strumento a fiato conosciuto in tutta l’isola e chiamato in maniera diversa a seconda delle zone della Sardegna. Si tratta dell’antichissimo zufolo del pastore che, da sempre, e da bambino, con le proprie mani ne costruisce diversissimi esemplari. Il bellissimo registro flauto di 4’ del piccolo organo portatile tedesco, usato come ‘solo’ dal musicologo di Landau, evoca in maniera straordinaria,  un’ ipotetica melodia  natalizia di un pastorello zufolatore nelle campagne sarde.

Un aspetto della vita quotidiana della Sardegna, quello dell’ambiente pastorale,  assai caro a don Allori a giudicare dalle diverse composizioni per vari strumenti che egli gli ha rivolto: Gregge bianco AP 1268, Pastores AP 1444, Passeggio del gregge AP 1510 Nuraghe arcanu AP 1342 per chitarra e Voci pastorali AP 1022, Vigilia di Natale AP 889, Sogno di Natale AP 896, per pianoforte, tanto per citarne alcune.

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