Attività, Pietro Allori

Musica d’arte per la liturgia. Ave Regina caelorum, un saluto a Maria di suprema bellezza

In occasione dell’annuale convegno per ricordare il genetliaco di don Pietro Allori l’Associazione Artistico Culturale “Pietro Allori” di Iglesias propone quest’anno, presso l’Archivio Storico Comunale la presentazione del libro L’arpa di Davide. scritti musicali di padre Fernando Vittorino Joannes.

L’evento è in programma per sabato 14 maggio 2016 alle ore 18:30, relatore il Prof. Daniele Vinci della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna che ha curato la raccolta degli scritti del padre francescano. Il pianista Marcello Melis, che ha compiuto i suoi primi studi musicali da bambino con don Pietro Allori, eseguirà due Preludi e fuga tratti dal primo (XXII) e dal secondo libro (XII) del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach e pagine strumentali dello stesso don Allori.

Il raffinato teologo e liturgista Fernando Vittorino Joannes apprezzava nelle composizioni di don Allori quella “preziosa indicazione storica, estetica, ma anche e soprattutto, quella indicazione della funzione spirituale della musica liturgica, intesa come continua penetrazione del Mistero Liturgico”. (Joannes)

Mentre in sottofondo scorrono le note dell’antifona mariana  a tre voci miste Ave Regina coelorum scritta da don Allori nel 1984,  è davvero opportuno leggere il commento di p. Vittorino a questo canto.

 

Pietro Allori (1925-1985)
Ave Regina caelorum

Una sola frase tre volte ripetuta, modulata tre volte con coloriture diverse, da tre voci quasi in sincrono, ed è tutto. Ma quale soffio interiore, quale senso esatto della frase melodica, dell’accentuazione, del colore che ogni parola del breve testo latino esige, quale scorrevolezza di piani sonori, come se le singole tre voci potessero moltiplicarsi, lasciare presagire chissà quali altri sviluppi! Sembra che l’autore porti dentro di sé molto da dire, e gli manchi il tempo e, dunque, accenna, rapidamente ma densamente, lancia un appello, spegnendo sul Christum exora una frase che potrebbe riprendere ma che invece sale verso il silenzio. E, infatti, questo Ave Regina caelorum è il messaggio di un cantore, cacciato pochi mesi prima che la sua voce si spegnesse (l’opera è degli ultimi mesi del 1984), lasciando ad altre voci il compito di continuare il canto che egli iniziò da fanciullo nella chiesetta del suo paese di Gonnesa, che continuò per trent’anni come organista e Maestro di Cappella della Cattedrale di Iglesias in Sardegna. E lasciando oltre 500 brani per il servizio liturgico composti negli ultimi cinque anni, attraversati da un soffio di ispirazione unica, concentrata, come non gli restasse il tempo fisico di svolgerne in più ampio respiro le implicazioni che egli sentiva e che lo afferravano dopo tanti anni di servizio musicalmente coerente alla sua anima di sacerdote, professionalmente dedita al suo dovere di far cantare, di offrire canti che possano realmente essere cantati e capiti: come deve essere, appunto, per tutti, la preghiera. Se c’è qualche esempio illustre tra la categoria cui appartiene don Pietro Allori, per la dignità e l’ispirazione e l’ampiezza del canto, questi può essere ravvisato forse in Tomàs Luis de Victoria. E se c’è qualche piccola perla che nella musica sacra può essere comparata a questo perfetto minuto dell’Ave Regina caelorum (per la spontaneità semplice di un unico soffio melodico, per la trattazione concisa, per il senso trascinante di apertura verso un silenzio che magicamente si crea allo spegnersi dell’ultimo accordo ma che conduce verso la pienezza sonora del silenzio orante e contemplativo) a me pare di ravvisarla nell’Ave verum di Wolfgang Amadeus Mozart.

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