Concerti, Coristi dell'Angelo

Armonie d’incenso in San Sepolcro

Un coro solenne e maestoso per padre Vittorino Joannes nella storica chiesa di San Sepolcro Milano

Adoro te devote, capolavoro di poesia cristiana scritto da san Tommaso d’Aquino, è stato il canto, nella versione a 5 voci miste di don Pietro Allori, che i 25 coristi convenuti dalla Schola cantorum di Carate diretta da Primo Viganò, dalla Schola cantorum di Biassono, diretta da Massimo Sanvito, dalla Schola Gregoriana Mediolanensis diretta da Giovanni Vianini, dal Gruppo vocale “Parva lux” di Carnate, da i Coristi dell’Angelo di Milano hanno intonato a conclusione della cerimonia di presentazione del libro L’arpa di Davide. Scritti musicali di Fernando Vittorino Joannes. A queste voci si sono unite anche quelle di cantori che negli anni ’80 e ’90 hanno fatto parte del Coro dell’Università Cattolica: Antonietta, Stefano, Daniele, Franca, Laura, Emanuele.

Prima di intonare il canto, a tutti i presenti è stata consegnata la partitura musicale alloriana.

Il solenne Adoro te devote di don Allori è un canto d’ineffabile adorazione e amoroso abbandono a Gesù nascosto sotto i veli eucaristici e può costituire un momento o atto di fede generosa e una supplica di tenera devozione all’Eucarestia, istituita da Gesù al Giovedì Santo. Composto da don Allori nel 1983, dedicato al maestro Angelo Rosso, è stato il mottetto alloriano prediletto di padre Vittorino Joannes.

«E poi don Allori si concentra sul Tabernacolo, sull’Ostensorio, sull’Eucarestia: un Adoro te devote, testo forse composto da san Tommaso d’Aquino (“Ti doro devotamente o divinità nascosta”). Voi sentirete una cosa molto bella: don Allori compone a cinque voci questo Adoro te devote dove si trova convogliata tutta la devozione che dal tempo del Concilio di Trento in poi si è approfondita, è aumentata… Pensiamo nella nostra Diocesi Ambrosiana da San Carlo in poi, le Quarantore, le adorazioni eucaristiche, le processioni eucaristiche… Quando ascolterete questo Adoro te devote, […] sentirete che non occorre nemmeno seguire le parole in latino. Ed è intercalato, il canto, dagli altri versetti, quelli del canto gregoriano più antico. […] È la composizione (ndr), dunque, di un musicista, di un autore, di un sacerdote che si era incarnato nel meglio della bellezza prodotta dalla Chiesa con la sua musica, e in ciò che di meglio aveva prodotto un popolo vero come il suo.»

da L’arpa di Davide. Scritti musicali di Fernando Vittorino Joannes (a cura di Daniele Vinci, PFTS University Press,Cagliari 2015, pag. 303; parte di un commento che faceva da contrappunto alle esecuzioni di brani di musica sacra in un concerto della Schola Cantorum di Biassono – Chiesa parrocchiale 1 luglio 1995)

 

Pietro Allori, Adoro te devote, mottetto a 5 voci miste (AP 509)

 

Preambolo

Diamo inizio alla cerimonia di presentazione del libro L’arpa di Davide. Scritti musicali di Fernando Vittorino Joannes curati dal prof. Daniele Vinci, professore della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.

Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana e padre Maurizio Teani, Preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna ora ci porgeranno il loro saluto.

All’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, organizzatore della manifestazione, spetta il compito di ringraziare i rappresentanti delle due prestigiose istituzioni che hanno dato il loro patrocinio, i direttori e i coristi che hanno generosamente profuso il non facile impegno dello studio polifonico per l’esecuzione del momento musicale e tutti voi presenti che avete accolto l’invito.

Prima di cedere la parola a mons. Franco Buzzi una breve annotazione sulla scelta del luogo per questa presentazione guidata dal titolo del volume: L’arpa di Davide.

Nella Biblioteca Ambrosiana, contigua alla chiesa di San Sepolcro, si trova un importante codice ebraico contenente i Ketubîm, cioè scritti biblici sapienziali, che presenta anche un’immagine di Davide collocata nell’incipit miniato del Salterio. Il re è raffigurato seduto mentre suona l’arpa (o salterio): l’arpa è d’oro e le corde rosse. Un gioiello della miniatura tedesca del XIII secolo che ci ricorda quanto ha scritto Dante nel canto XXV del Paradiso, “sommo cantor del sommo duce”, e quanto scriveva ancora secoli prima san Girolamo: “Davide è la lira che canta Cristo”. Tutti temi iconografici e versi poetici che raccontano il significato della figura di Davide nel canto liturgico.

Padre Fernando Vittorino Joannes in occasione del concerto-meditazione del Coro dell’Università Cattolica, nella basilica di Sant’Ambrogio il 30 marzo 1990, dedicato ai responsori per la Settimana Santa di Tomás Luis de Victoria, scrisse un testo dal titolo L’arpa di Davide che si trova a pagina 125 del volume che a breve verrà presentato. Da qui il suo titolo. Da qui anche il nostro augurio che questo libro possa incontrare molti amici e possa contribuire a diffondere sempre di più l’idea di canto come preghiera, poesia, musica.

Un grazie sincero alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana per la disponibilità di uno spazio spirituale-artistico di così elevata storicità per questa presentazione che ora ha inizio.

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«Sono le ampie semplici arcate dello stile dell’arco a tutto sesto che ci vengono incontro nella loro disadorna ma grandiosa forza armonica. Possenti colonne di suoni sorreggono un’ampia arcata di armonie e misteriosamente si proiettano rotonde verso la profondità intimamente abissale dell’adorazione del Santissimo.» (Martin Deutinger)

dall’intervento di Angelo Rosso alla presentazione, Palestrina e padre Vittorino

Giovanni Pier Luigi da Palestrina, Sitivit anima mea, mottetto a 4 voci miste

Lo spazio della chiesa di San Sepolcro di Milano, elegante per ordine architettonico e nobile per la sua insigne storia, si è rivelato un luogo davvero eccellente per riandare al pensiero critico-musicale di padre Vittorino Joannes. Pensiero contenuto nel volume L’arpa di Davide che è stato presentato al pubblico milanese sabato 21 maggio dal prof. Daniele Vinci della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.

Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e Padre Maurizio Teani SJ, Preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna hanno introdotto questo convegno con parole semplici ma assai significative. Mons. Buzzi ha ricordato la presenza in questo spazio di san Carlo Borromeo, stimatore profondo del canto liturgico, nonché la sua preghiera serale intensa e raccolta soprattutto nei momenti più complessi della storia di allora. Padre Teani ha voluto sottolineare come padre Joannes, la cui biblioteca è approdata a Cagliari presso la Pontificia Facoltà Teologica da lui presieduta, si sia dedicato allo studio di sant’Agostino, santo amato a Cagliari – le sue spoglie nel 504 c. furono traslate in Sardegna – cogliendo del santo di Ippona “l’indicazione viva del coraggio della ragione, della costanza dell’analisi, del realismo dell’azione, della passione dell’amore, della lucidità e concretezza della fede” (Joannes).

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La polifonia di Giovanni Pier Luigi da Palestrina e due mottetti dei compositori “mediterranei” Tomás Luis de Victoria (1548-1611) e Pietro Allori (1925 – 1985) hanno riempito di sacre armonie la bella chiesa, oggi spazio liturgico guidato spiritualmente dai dottori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Una graditissima presenza tra il pubblico. L’organista titolare del Duomo di Milano Emanuele Carlo Vianelli tra Luca Lovisolo (a sin.) e Giovanni Vianini

Una graditissima presenza tra il pubblico.
L’organista titolare del Duomo di Milano Emanuele Carlo Vianelli

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