Attività

La laurea honoris causa a Simon Peres in Cattolica

Simon Peres

Un ricordo indelebile

La facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica, dopo aver conferito la laurea ad honorem  a partire dal 1990 a personaggi di rilievo internazionale come Jacques Delors (1990), Javier Perez de Cuellar (1994), Corazon Aquino (1995), il 26 novembre 1997 decise di conferirla a Simon Peres che, con la Lectio “Combattendo per la pace”, colpì vivamente un vastissimo uditorio dislocato pressoché in tutti gli spazi dell’ateneo di largo Gemelli.

Da CSN notizie, pubblicazione mensile dell’Università Cattolica di Milano (gennaio 1998)
«Accesso rigorosamente riservato ai soli invitati, forze di polizia e di controllo alla massima all’erta e una coda di studenti in fila da ore per poterlo vedere  e ascoltare. Invano, nonostante le proteste. Questo lo scenario che ha fatto da sfondo alla visita di Simon Peres all’Università Cattolica di Milano lo scorso 26 novembre. Il leader israeliano, già primo ministro di Israele e premio Nobel per la pace nel 1994, è intervenuto in aula magna per il conferimento della laurea honoris causa in Scienze politiche.

“Onoriamo in Peres il grande campione per la pace e il propugnatore di una politica capace di superare conflitti ed egoismi, al di là delle barriere etniche e razziali,” ha detto il rettore dell’Università Cattolica Adriano Bausola all’apertura della cerimonia, ricordando i meriti di Peres, oltre ai valori cui tutta la sua azione è stata ed è ancora ispirata.

“L’amore per il prossimo”, ha continuato, “è l’amore in cui si sperimenta l’unicità dell’altro, è l’amore del singolo verso il singolo. Anche l’interesse degli europei verso gli altri Stati ha radice nell’apertura verso gli altri contenuta nella Bibbia. Questa è un verità che non deve essere dimenticata e quella di oggi è una occasione felice per ricordare questa verità di fronte alla dimostrazione di impegno di Simon Peres e all’esempio che  ha dato a tutta l’umanità”.

Parole toccanti, sottolineate dall’elevarsi armonico di voci del coro dell’Università Cattolica che, sotto la direzione di Angelo Rosso, ha interpretato Shalom aleichem*, cui sono seguite, durante il corso della cerimonia, Salva nos, Domine e Da pacem Domine. Brani  assai apprezzati dallo stesso Peres che, presa la parola, ha ringraziato i cantori e ricordato l’importanza della musica come linguaggio universale “il solo linguaggio internazionale che non ha connotazioni negative,” ha detto, prima di passare ad affrontare il tema centrale del suo intervento: “Combattendo per la pace”.

Quella di Peres e del popolo israeliano è una battaglia per impedire che il futuro, che pure è continuazione del passato, sia il seguito degli anni passati a lottare con guerre aspre e violente. È una battaglia perché si riesca a concretizzare il principio secondo cui “quello che fa una nazione è la qualità della gente, la sua educazione e la sua libertà, nel rispetto dei diritti di tutti, senza frontiere e senza alcuna differenza”.

Così si è espresso Peres, ribadendo che le basi per un futuro di serenità e tranquillità per ogni popolo e per Israele e per il Medio Oriente in particolare, sono da cercare nell’istruzione, nella conoscenza e nell’informazione, gli amici potenziali per tutti in un mondo dove povertà, droga e violenza sono invece nemici universali. Nemici che spesso, purtroppo, dominano incontrastati e contro i quali il leader è intervenuto anche con la creazione, nel 1996, del “Peres Center For Peace”, luogo di insegnamento di una cultura senza frontiere e di aiuto nei difficili processi di pace. Se, infatti, i trattati sono il primo passo verso il suo conseguimento, ha ricordato Peres che è stato tra i firmatari dell’accordo del 1993 con l’OLP, “non sono affatto sufficienti, perché non possono sradicare da soli decenni di antagonismi. Occorre far progredire la cooperazione arabo-israeliana con programmi seri, svincolati dalla logica oggi dominante, quella dei soldi”.

Non c’è illusione, nelle sue parole, solo concretezza, voglia di ottenere dei risultati e la convinzione che sia possibile. Lo hanno già dimostrato, ognuno a suo modo, madre Teresa di Calcutta, Lady Diana e Isaac Rabin, tre personaggi su cui non ha mancato di soffermarsi Peres. Ora bisogna andare avanti, seguendo anche il loro esempio. Per questo, “per la promozione del processo di pace nelle sue alte funzioni politiche, per la qualità di statista insignita dei più alti riconoscimenti”, per tutto questo l’Università Cattolica lo ha insignito della laurea ad honorem.» (articolo di Viviana Paleari).

*Dopo il canto introduttivo Simon Peres prese subito la parola, visibilmente commosso, per ringraziare i cantori di avergli “donato” il primo canto da lui appreso da bambino.

Shalom aleichem

Questo canto, composto nel XVII secolo da cabbalisti di Tzfat, è tradizionalmente recitato dopo l’inizio dello Shabbat.

Shalom aleichem,
malachei hashalom,
malachei Elyon,
mimelech malchei ham’lachim,
Hakadosh Baruch Hu.

Bo-achem I’shalom,
malachei hashalom,
malachei Elyon,
mimelech malchei ham’lachim,
Hakadosh Baruch Hu.

Bar’chuni I’shalom,
malachei hashalom,
malachei Elyon,
mimelech malchei ham’lachim,
Hakadosh Baruch Hu.

Tzeit’chem I’shalom,
malachei hashalom,
malachei Elyon,
mimelech malchei ham’lachim,
Hakadosh Baruch Hu.

Traduzione
Pace a voi, angeli “ministri”,
angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re,
il Santo, Benedetto Egli sia.

Venite in pace, angeli di pace,
angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re,
il Santo, Benedetto Egli sia.

Beneditemi con la pace,
angeli di pace, angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re,
il Santo, Benedetto Egli sia.

Andate in pace, angeli di pace,
angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re,
il Santo, Benedetto Egli sia.

Shalom aleichem, da Melodies of the Burnt Synagogues; interpreti: Zeev Shulman (solista), Yury Kasper (organ) e Coro giovanile “Balsis”(diretto da Ints Teterovskis)

Pietro Allori, Da pacem Domine, mottetto a tre voci femminili alternatim Salmo 121(Coro dell’Università Cattolica diretto da Angelo Rosso, registrazione del 29 dicembre 2004)

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