Coro dell'Università Cattolica di Milano, Note d'Archivio, Pietro Allori

Le accademie della Cattedrale di Iglesias nel nome di Brahms e di don Allori. 24 – 25 febbraio 2017

Le accademie musicali nel Novecento costituivano momenti  di condivisione di quei valori capaci di offrire una rappresentazione corale ed elevata della società religiosa e civile di una città o di un paese, e si svolgevano in un clima di festa con la partecipazione di tante persone di diversa estrazione sociale. Sino agli anni ’70 del secolo scorso, in molte realtà della Diocesi sulcitana, si configuravano come occasioni di plauso o celebrative di ricorrenze particolari fortemente sentite da una comunità cittadina.

A Iglesias le accademie si svolgevano nella Cattedrale, o nella chiesa della Purissima, o nel Seminario vescovile per celebrare una particolare ricorrenza – come ad esempio l’annuale plauso per il Papa alla vigilia della Festa dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno) o la cerimonia di vestizione nel Seminario minore dell’abito talare, durante la IV Ginnasio, degli aspiranti sacerdoti (11 febbraio). Momenti importanti che registravano sempre la presenza del vescovo che interveniva con un suo lungo discorso di monito e raccomandazione.

Ma la formula dell’accademia musicale-poetica veniva usata abitualmente anche per l’ordinazione di un novello sacerdote, per i vari giubilei delle istituzioni parrocchiali e dei  parroci, per l’inaugurazione o la ricorrenza annuale di un Istituto di rilevanza pubblica in una città, come un Oratorio parrocchiale, una Scuola o un Centro culturale comunale.

Memorabile fu l’Accademia musicale svoltasi  il 20 novembre del 1955 nella cattedrale di Iglesias in occasione del 25° anniversario di consacrazione episcopale del vescovo Giovanni Pirastru alla presenza di numerose personalità religiose e civili tra cui l’on. Antonio Segni, allora Presidente del Consiglio della Repubblica italiana. In quell’occasione, il lunghissimo discorso del vescovo e il canto del magnifico mottetto Oremus pro Antistite nostro Johanne a 8 voci, composto da un giovanissimo don Allori, lasciarono un’eco profonda, e per tanto tempo, nella grande folla e in ciascuno dei partecipanti.

S.E. mons. Giovanni Pirastru (Discorso durante l’Accademia musicale – 20 novembre 1955) Foto: Archivio “Casa Allori” - Gonnesa

S.E. mons. Giovanni Pirastru (Discorso durante l’Accademia musicale – 20 novembre 1955)
Foto: Archivio “Casa Allori” – Gonnesa

Don Allori dirige il suo Oremus pro Antistite a 8 voci durante l’Accademia del 20 novembre 1955

Don Allori dirige il suo Oremus pro Antistite a 8 voci durante l’Accademia del 20 novembre 1955
Foto: Archivio “Casa Allori” – Gonnesa

L’on. Antonio Segni, Presidente del Consiglio della Repubblica prima dell’Accademia del 20 novembre 1955 Foto: Archivio “Casa Allori” - Gonnesa

L’on. Antonio Segni, Presidente del Consiglio della Repubblica prima dell’Accademia del 20 novembre 1955
Foto: Archivio “Casa Allori” – Gonnesa

Messa del Giubileo episcopale di S.E. mons. Giovanni Pirastru, vescovo di Iglesias - 20 novembre 1955 Foto: Archivio “Casa Allori” - Gonnesa

Messa del Giubileo episcopale di S.E. mons. Giovanni Pirastru, vescovo di Iglesias – 20 novembre 1955
Foto: Archivio “Casa Allori” – Gonnesa

 

Le accademie musicali pensate dall’Archivio musicale dell’Angelo di Milano per la Cattedrale di Iglesias e per l’organo “Palmas” recentemente collocato in una delle due cappelle laterali, si ispirano a quella storica accademia che aveva registrato il concorso dei più validi strumentisti della Diocesi, della Banda cittadina diretta dal maestro Rosolino Ferrara, e delle migliori corali polifoniche di Iglesias e Carbonia: ovvero il meglio possibile della cultura musicale del Sulcis-iglesiente per conferire prestigio e nobiltà al vescovo solennemente festeggiato nella sua cattedrale. Un sentimento, questo, di nobile plauso con la grande musica che avrebbe incontrato anche l’approvazione di Brahms, che, come ci raccontano tutte le biografie e in modo particolare le dediche di alcune sue composizioni, era piuttosto sensibile a celebrare circostanze “storiche” ambientali e incline a rendere il dovuto omaggio, alle personalità degne di ammirazione e di pubblica stima.

Da qui l’idea di far vivere, nella cattedrale che fu teatro della “memorabile” accademia del 1955, importanti pagine organistiche e corali, sia antiche che contemporanee, affidate all’autorevolezza di quei  maestri che fondano le loro interpretazioni su canoni artistici assimilati con rigore durante gli studi nei conservatori e nelle esperienze del loro percorso artistico.

L’organo in una cattedrale

L’organo, in quanto strumento che accompagna la fede della comunità cristiana intona la vita liturgica della Chiesa. E’ lo strumento che accompagna il canto e la preghiera del popolo di Dio per elevarli verso il Cielo. Ma è anche lo strumento che colpisce l’animo dell’uomo in particolari momenti “religiosi” della vita umana. Perciò i suoni “artistici” di un organo, in una cattedrale,  possono aiutarci a soddisfare l’inestinguibile desiderio dell’uomo  di poter cogliere il  significato spirituale vero della propria vita. Robert Schumann nelle sue regole sulla vita musicale scrive:

“Se passi davanti a una chiesa e senti suonare un organo, entra e mettiti ad ascoltare. Se poi hai la fortuna di poterti tu stesso sedere a un organo, prova la tastiera con le tue piccole dita e rimarrai stupito dinanzi a quell’immane potenza della musica.”

Brahms ha avvertito incessantemente la necessità di mettere in pratica il sapiente consiglio schumanniano nel tentativo di percepire con la sublimità dei suoni organistici il senso più solenne e più interiore della sua esistenza. Ma la sua biografia e le sue lettere ci parlano anche del valore  fondamentale che l’amicizia  ha rivestito  nella sua vita di relazione – amicizia intesa come sensibilità dell’anima  in relazione profonda  con un’altra anima – e del suo forte desiderio di essere sempre riconosciuto e stimato  “vero artista” dagli amici e dagli ambienti sociali con i quali veniva a contatto. Tutta la sua arte compositiva è segnata profondamente da questi sentimenti che tante gioie e tante sofferenze gli hanno arrecato. I Preludi-corali organistici, ultima sua opera, sono il distillato musicale di questo suo atteggiamento interiore: sono un omaggio ideale a Clara Schumann, da poco scomparsa, e al tempo stesso un testamento spirituale attraverso un linguaggio fatto di note (“Il mio è un linguaggio fatto di note così scriveva proprio a Clara Schumann”) in cui serpeggiano anche  apprensione e inquietudine verso la morte  già presente nel Deutsches Requiem. E proprio ai pochi  amici presenti durante l’ultima estate ad Ischl, il 24 giugno del 1896 – così ci informa il critico Richard Heuberger – eseguì la raccolta degli Undici Preludi-corali al pianoforte.    

La cattedrale: spazio musicale privilegiato

Queste accademie imperniate sulla grande musica organistica e corale eseguita nello spazio sacro “privilegiato” della cattedrale  di Iglesias, in cui non  è difficile cogliere l’aura storica di una  tradizione religiosa sempre coerente con la vita liturgica della Chiesa, possono orientare l’ascoltatore al gusto della  di  quella bellezza sonora che fu propria della grande tradizione musicale Settecentesca (Bach) e Ottocentesca (Schumann). Brahms, nelle sue composizioni, si è  lasciato guidare dai valori estetici e pedagogici musicali  di Bach (es. Il clavicembalo ben temperato) e Schumann (es. Album della gioventù) – nonché da quelli della polifonia antica e di Palestrina – elevandoli a definitivi capisaldi della Storia della musica universale, don Allori li ha propagati nel suo ambiente, lasciandoli  definitivamente nella sua cattedrale come testimonianza della sua fede sacerdotale e eredità del suo impegno artistico verso la storia umana del suo territorio e a lode di Dio.

Per questo motivo, è davvero importante rendere espliciti, con metodo e rigore, i valori oggettivi presenti nelle opere prescelte per le accademie Brahms. Queste opere dovranno soprattutto risultare commisurate allo spazio architettonico e storico- culturale (spirituale) nel quale debbono risuonare.

Ciò, nelle accademie iglesienti, verrà fatto tramite opportune Note d’Archivio, storiche e pedagogiche, che verranno distribuite insieme ad alcune partiture organistiche. Queste ultime riservate ai musicisti che ne faranno richiesta, all’inizio di ciascuna accademia.

P. Allori, Oremus pro antistite, AP 88 a 8 voci, per due cori

esecuzione del Coro dell’Università Cattolica di Milano, diretto da Angelo Rosso, Basilica di Sant’Ambrogio, giugno 2003

 

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