Coristi dell'Angelo, Note d'Archivio, Pietro Allori, Spazio Brahms

Gli Undici preludi-corali di Brahms nella Cattedrale di Iglesias: grandezza armonica e intensa spiritualità

Nel presentare la prima accademia brahmsiana della Cattedrale di Iglesias avevamo scritto:

“La produzione organistica di Brahms rispecchia fondamentalmente due precisi periodi (anzi, per meglio dire, due singoli anni 1856/57 e 1896) della sua vita. La sua prima composizione fu il Preludio e Fuga in la minore, composto nel 1856, immediatamente seguito da quello in sol minore, composto l’anno dopo. Entrambi dedicati a Clara Schumann, dimostrano quanto il contrappunto e le forme bachiane fossero a quel tempo non solo il suo pane quotidiano di studio, ma anche una delle sue fonti di ispirazione. Ritroviamo qui tutte le perizie compositive più importanti della polifonia intesa come architettura formale che trova al suo interno la sua ragione originaria e di sviluppo e che fa di queste due opere (le uniche di Brahms redatte in questa forma) una specie di “manifesto” della sua estetica musicale. Allo stesso anno, 1857, risalgono le composizioni della Fuga in la bemolle minore e del Preludio e Fuga su “O Traurigkeit, o Herzeleid” che appartengono alla stessa linea compositiva. Trentanove anni dopo, nel 1896, Brahms riprende ad accostarsi alla composizione organistica per dar vita agli Undici Preludi-Corali (pubblicati dopo la sua morte) che, pur presentando la più classica impostazione formale, ci propongono un mondo poetico denso di intensa spiritualità e di grandezza armonica.”

Durante la prima Accademia brahmsiana della Cattedrale di Iglesias (24 febbraio 2017) l’organista titolare del Duomo di Milano, Emanuele Carlo Vianelli, ha colto dell’opera per organo di Brahms la sua “consecutio” temporale. Il maestro milanese ci ha consentito di apprezzare nell’esecuzione del Preludio e fuga in la minore (1856) la giovanile esuberanza che proviene da un contrappunto solidissimo e talora rapsodico nel quale ribollono, senza peraltro mai riuscire a palesarsi compiutamente, pulsioni romantiche di intensissima ispirazione.

Una musicalità profonda e meditata unita ad una singolarissima attenzione per le sonorità dell’organo ha restituito nell’esecuzione degli Undici Preludi-corali quegli affreschi sonori che, traendo l’ispirazione dalla più genuina tradizione religioso-musicale tedesca, diventano quasi una sintesi di un intero periodo musicale che Brahms dimostra di avere assimilato in profondità ed a cui ha voluto dedicare le sue ultime mature fatiche musicali, sino a  considerarle una “summa” quasi metafisica di una filosofia di grande spessore che, se da una parte rimane sempre fedele alla più genuina tradizione classica, dall’altra apre amplissimi orizzonti su quel particolare tardoromanticismo mitteleuropeo che sarà poi una delle fucine principali in cui comincerà a prendere forma la musica organistica moderna.

Ascoltando questi corali è stato possibile ben comprendere quanta strada umana, artistica e musicale Johannes Brahms abbia percorso a partire dagli irruenti e fiammeggianti preludi e fughe della sua giovinezza sino a raggiungere l’intima serenità della sua vecchiaia.

L’organo “Palmas” della Cattedrale di Iglesias, con i suoi 25 registri distribuiti su due tastiere e la pedaliera, per le sue particolarità timbriche, si è rivelato uno strumento assai adeguato per proporre le pagine organistiche di Brahms. L’organista titolare del Duomo di Milano, Emanuele Carlo Vianelli, che ben conosce lo strumento, ha sfruttato tutte le belle caratteristiche e valorizzato appieno tutte le sonorità nelle sue molteplici raffinate sfaccettature.

A coronare l’intensa serata di cultura musicale presso la Cattedrale di Iglesias sono state alcune belle pagine polifoniche di Licinio Refice e Pietro Allori eseguite dal Gruppo vocale “don Allori” di Iglesias e da I Coristi dell’Angelo di Milano. La direzione artistica, in ossequio a quanto già sopra rilevato sulla recezione musicale del passato da parte di Brahms, ha scelto alcune composizioni intensamente armoniche di Refice che don Allori, appena divenuto maestro di cappella della cattedrale dedicata a S. Chiara (1955) aveva fatto eseguire (Sanctus e Benedictus della Missa “Gratia plena”). Dello stesso don Allori sono stati presentati i mottetti Mysterium Incarnationis per contralto solo e coro a 4 voci miste, Respice in me a 4 voci miste e l’inno Adoro te devote a 5 voci miste.

La chiusura della prima “accademia” iglesiente (NdR il termine “accademia” non va confuso con “concerto”) è avvenuta nel nome di Johann Sebastian Bach.

Il possente Preludio e Fuga in fa minore BWV 534 ha espresso la sintesi più adeguata delle polifonie organistiche e vocali ascoltate.

Un momento significativo è stato costituito dal riconoscimento tributato al compositore Stefano Garau dall’Associazione artistico culturale “Pietro Allori” tramite l’assessore alla cultura Simone Franceschi.

 

La premiazione del m° Stefano Garau da parte dell’assessore alla cultura del Comune di Iglesias Simone Franceschi insieme alla presidentessa dell’Associazione artistico culturale “Pietro Allori”, Giovanna Chessa

Il maestro Stefano Garau, docente presso il Conservatorio “L. Canepa” di Sassari, nel gennaio del 2010 ha composto l’opera Passus duriusculus, do diesis Requiem in memoria di Don Pietro Allori, per coro a 4 voci miste e organo, per ricordare il 25° anniversario della morte del maestro di cappella della Cattedrale di Iglesias dal 1955 al 1985.

In occasione della quarta edizione di Spazio Brahms di Alghero (2014), il maestro di Sassari ha elaborato alcuni mottetti di polifonia vocale e brani per organo, sempre di don Allori, per diversi strumenti.

Trami­te queste preziose “colorature” strumenta­li Garau è riuscito a conferire maggiore tensione e lucentezza alle singole melodie e all’amalgama polifonico proprio della musica di don Allori. “Colorature” tese ad esaltare certi dettagli armonici tipici della polivocalità sarda presenti nel linguaggio musicale del sacerdote di Gonnesa e capaci di esprimere un “affetto” umano di appartenenza e religiosamente devoto al tempo stesso. Così elaborate le armonie, nella loro realtà sonora, diventano più “udibili” all’orecchio interiore e più dilettevoli per l’anima.

L’intervento artistico del maestro Garau sull’opera di don Allori ha costituito dunque una significativa presenza musica­le “regionale” a sottolineare anche quell’o­rientamento artistico-spirituale sardo ver­so il canto inteso sì come arte, ma anche come calda emozione umana e come stato d’animo in sintonia con la “mesta” natura della Sardegna, rimanendo sempre in linea con quan­to lo stesso don Allori fortemente auspicava: la sua musica deve essere vera e spontanea preghiera.

Spilla-simbolo delle Accademie Brahms di Iglesias distribuita
al pubblico presente al termine della prima accademia

Chiudiamo la nostra breve cronaca con l’ascolto di alcuni brani eseguiti durante la prima Accademia brahmsiana della Cattedrale di Iglesias:

 

J. Brahms, Schmücke dich, o liebe Seele da Elf Choralvorspiele op.122 

J. Brahms, O Welt, ich muss dich lassen (II) da Elf Choralvorspiele op.122 

J. Brahms, Praeludium und fuge in a – moll WoO 9 

L. Refice, Sanctus/Benedictus (da Missa Gratia plena tribus vocibus mixtis cum organo

L. Refice, Angelorum esca (da Cantica Eucharistica ad tres voces inaequales cum organo

P. Allori, Mysterium Incarnationis AP 506 (da 30 composizioni vocali sacre in latino, 1983) 

P. Allori, Adoro te devote AP 509 (da 30 composizioni vocali sacre in latino, 1983) 

J. S. Bach, Preludio e fuga in fa minore BWV 534 

 

Emanuele Carlo Vianelli, organo

Gruppo vocale “don Allori” di Iglesias e I Coristi dell’Angelo di Milano

 

…e l’invito a riflettere su quanto Brahms nel suo Album letterario ha annotato: 434 “Se tutti coloro che si dedicano a un’arte fossero severi nei confronti di se stessi e coscienziosi, noi non ci vedremmo sommersi da un profluvio di cose immature. E pertanto la fiumana di pessime opere poetiche e artistiche, crescente di giorno in giorno, è un diluvio universale in continua espansione, nel senso che scaturisce da presunzione, egoismo, frivolezza, indolenza spirituale. (Kunstblatt)” (Da Johannes Brahms, Album letterario o lo scrigno del giovane Kreisler ed. EDT, pag. 129)

 

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