Note d'Archivio, Pietro Allori

Crucem tuam adoramus

Lunedì 10 aprile 2017 nella Cattedrale di Iglesias, il gruppo vocale “don Allori” guidato da Clorinda Atzeni ha eseguito, come ormai tradizione, la meditazione corale “Crucem tuam adoramus”, imperniata sui responsori di don Allori, antifone gregoriane e brani organistici eseguiti da don Francesco Lai, organista titolare della Cattedrale di Iglesias, che ha accompagnato in alcuni brani il Gruppo vocale e interpretato alcune pagine di Johann Sebastian Bach.

 

P. Allori, Adoramus te Christe AP 17 (1947)

P. Allori, Plange quasi virgo AP 267 (1964)

G. B. Martini, Christus factus est

 

Breve nota dell’Archivio musicale dell’Angelo

Dall’ascolto dei brani della meditazione corale nella cattedrale di Iglesias del 10 aprile 2017 è possibile apprezzare la spiritualità del canto, uno stile polifonico tipicamente alloriano ben assimilato, la compostezza e la concentrazione di un gruppo vocale che è riuscito a restituire allo spazio della Cattedrale il vero spirito liturgico con il quale negli anni ’50, quando don Allori dirigeva il coro del Seminario, si celebravano i misteri “De Passione Domini”.

Le voci sono quasi sempre riuscite a evidenziare le trame polifoniche armoniche tipiche di don Allori con una vocalità distesa e a raggiungere un impasto vocale preoccupato più di far emergere le sfumature delle armonie che la loro densità. Il gesto sobrio e misurato di Clorinda Atzeni, guida del gruppo, è stato sempre attento a non forzare  i suoni, soprattutto quelli dei soprani, che nelle composizioni alloriane possono rendere le voci acute stridule e spesso falsamente intonate come capita di sentire nelle esecuzioni dei diversi gruppi sardi che eseguono mottetti e responsori di don Allori, soprattutto  quelli delle Ultime sette parole di N.S.G.C. in Croce (1980)

Alla spontaneità e freschezza delle linee polifoniche dei brani scritti da don Allori per la Parrocchia di Gonnesa, Adoramus te Christe Ap 17 (1947) e Stabat Mater AP 30 (1948), hanno fatto seguito le polifonie più densamente armoniche delle composizioni pensate per la Cattedrale di Iglesias: Regina coeli AP 97 (1956), Plange quasi virgo AP 267 (1964), Pange lingua AP 1171 (1983) e il breve, ma intenso, Christus factus est tutto settecentesco di Padre Martini.

La concisa riflessione del vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, che per tradizione introduce “Crucem tuam adoramus”, ha favorito l’ascolto attento e meditato del canto e del suono dell’organo da parte di un pubblico raccolto e partecipe.

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