Attività, Concerti

Un grande organo riprende a suonare a Milano

Organo Tamburini di Santa Maria Segreta

Organo Tamburini
di Santa Maria Segreta
foto: Stefano Gusmeroli

Si tratta dell’importante strumento di S. Maria Segreta, costruito a metà degli anni ’80 del secolo scorso dalla casa organaria Tamburini di Crema per continuare la bella tradizione di preludiare per mezz’ora con appropriati brani d’organo alla benedizione eucaristica o alla messa vespertina;  inaugurata nella chiesa di via Bazzoni intorno agli anni ’40 da Sante Spinelli e proseguita dal figlio, l’eccellente organista Gianfranco Spinelli, questa tradizione incontrò il favore entusiastico di mons. Luigi Villa, parroco per molti anni di S. Maria Segreta che, alla morte prematura del maestro Spinelli, decise di affidare al quattordicenne Alessio Corti l’incarico di proseguire quel virtuoso percorso.

Riprende dunque venerdì 29 settembre 2017 a diffondere i suoi maestosi suoni quest’organo a trasmissione meccanica dotato di tre manuali e pedaliera nella chiesa appena ripulita. Per volontà e bravura del suo titolare, il maestro Alessio Corti, ciò avviene con l’opera per organo più importante di Johann Sebastian Bach: l’Orgelmesse, terza parte della Clavier-Übung.

Con questa scelta Alessio Corti ribadisce perentoriamente che in Santa Maria Segreta – sull’esempio dei suoi predecessori – l’organo è lo strumento liturgico per eccellenza, da suonarsi con arte durante i culti, nei momenti d’ascolto che “preludono” le funzioni e nei concerti in preparazione ai tempi forti dell’anno liturgico.

Riprende a suonare dunque quest’organo con un’opera di Bach che è autentica dottrina teologica luterana e al tempo stesso impegno interpretativo-esecutivo assoluto per un organista sapiente e coerente. E ciò avviene nell’anno in cui i nostri fratelli protestanti celebrano i 500 anni della Riforma. Nessun’altra opera è più appropriata di questa a saldare il senso compiuto di teologia e musica secondo la prospettiva di Martin Lutero.

L’appuntamento è per venerdì 29 settembre 2017, nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano. Qui tutti i dettagli.

Dritter Theil der Clavier-Übung (1739)

Negli ultimi anni Bach s’interessò più da vicino alla pubblicazione delle sue migliori composizioni per tastiera. Il terzo volume del Clavier-Ǖbung, magnifica raccolta di musica per organo, è il suo omaggio più importante a Lutero. Il nucleo della raccolta è la serie di ventuno movimenti basati sui corali del dogma. Mentre i testi espongono le dottrine centrali del luteranesimo, le melodie si sviluppano secondo due schemi: il primo lungo e complesso, il secondo più semplice e breve. Bach crea una con i due celebri catechismi di corrispondenza di Lutero, il grande e il piccolo, e li rappresenta in musica. Si tratta incontestabilmente della più grande raccolta di musica per organo stampata nel XVIII secolo. Fu pubblicata a Lipsia nel 1739, per il secondo centenario del sermone pronunciato da Lutero alla Thomaskirche.

Ventisette i brani che la compongono: ventuno corali racchiusi tra il Preludio  (che sentite in sottofondo nell’interpretazione dello stesso Alessio Corti all’organo Oberlinger dell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, in una registrazione dal vivo del 2009) e la Fuga in mi bemolle maggiore BWV 552 cui si aggiungono quattro Duetti. I corali nella loro successione rappresentano la sovrapposizione regolare di due serie, distinte ma parallele, d’illuminazioni dei grandi temi della fede: Kyrie, Gloria (Allein Gott), i dieci comandamenti, Credo (Wir glauben all), il Padre nostro (Vater unser), il battesimo, la penitenza (Aus tiefer Not), l’Eucaristia (Jesus Christus unser Heiland).

Ciascuno di questi temi religiosi fornisce sostanza teologica ad almeno due corali: l’uno, vasto e sapiente, composto per grande organo con pedaliera, l’altro più semplice e di esecuzione puramente manuale. Rappresentano rispettivamente il grande e il piccolo catechismo di Lutero, e l’insieme viene spesso chiamato Corali del Dogma, Dogma in musica, o Messa d’Organo. Questo capolavoro è completato da quattro Duetti in stile d’imitazione, stile di transizione tra le invenzioni a due voci e i futuri canoni dell’Arte della Fuga.

J. S. Bach, Preludio in mi bemolle maggiore BWV 552, organista Alessio Corti, registrazione live, 21 marzo 2009 – Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano

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