Note d'Archivio, Pietro Allori

Don Onorino Cocco, il parroco di Gonnesa che profetizzò l’arte di don Allori

 

Mons. Onorino Cocco (Torino, 22 maggio 1910 – Terraseo, frazione di Narcao, 7 dicembre 1997) nasce in una famiglia di origine iglesiente trapiantata nel capoluogo piemontese: suo padre lavorava come capofficina presso il quartiere Crocetta a Torino. Trasferitosi a Iglesias agli inizi degli anni ’20, don Cocco studiò per i primi tre anni presso il seminario locale, per poi compiere gli ultimi due anni ginnasiali a Cagliari. In seguito, nel 1927, anno in cui fu fondato il Pontificio seminario regionale della Sardegna, si recò a Cuglieri per gli studi liceali e teologici. Fu consacrato sacerdote nel 1934 dall’allora vescovo di Iglesias Giovanni Pirastru. Il 7 dicembre del 1941 lo stesso vescovo lo nominò parroco della chiesa di S. Andrea a Gonnesa; iniziò così la sua attività pastorale, con lo zelo e l’entusiasmo di cui aveva fatto tesoro da ragazzo nella parrocchia del quartiere Crocetta. Il suo parroco, don Alessandro Roccati, uomo umile e semplice, senza mezzi economici, confidando nella divina Provvidenza, nella materna protezione della Beata Vergine delle Grazie e nella generosità dei suoi parrocchiani, era riuscito a realizzare una nuova chiesa, adeguata alle esigenze spirituali di una comunità che cresceva costantemente in un contesto sociale contrastato e in continua evoluzione.

Don Cocco negli anni ‘60, parroco della chiesa del Cuore Immacolato di Iglesias

 

Don Cocco, una volta nominato parroco di Gonnesa, tenne ben a mente quell’esperienza, né dimenticò di provenire dalla città dove don Bosco aveva fondato la famiglia salesiana e iniziato la sua opera educatrice per i giovani di Torino e poi, attraverso i suoi figli e figlie, per la gioventù di tutto il mondo. Portò da Torino la grande devozione verso Maria Ausiliatrice: punto di riferimento il Santuario eretto da san Giovanni Bosco come monumento di riconoscenza alla Vergine Maria Ausiliatrice, cui affidare sempre qualsiasi azione svolta nel nome della Chiesa e come centro imprescindibile di ogni vera vita spirituale.

Con queste forti idealità pastorali iniziò il suo nuovo ministero di parroco di Gonnesa e si accinse, da subito, a dar vita alla realizzazione dell’oratorio parrocchiale quale luogo di educazione di tanti ragazzi e giovani da formare con esempio cristiano e severa dottrina. Confidò nella generosità della gente e nell’alta sensibilità umana di una comunità abituata a praticare la solidarietà mineraria. Una comunità che negli anni ’40 e ’50, per ragioni sociali e politiche, in buona parte, gli fu ostile, ma che non tardò anche a riconoscere la bontà educativa del progetto e l’impegno e la determinazione di quel parroco a realizzarlo a tutti i costi per il bene delle future generazioni di Gonnesa.

 

 

Da sinistra: don Cocco, don Allori e don Pala durante l’esecuzione della Fulgens Corona (20 novembre 1955)

Affidò sin da subito tutta la sua attività pastorale alla protezione della Beata Vergine, la cui devozione riuscì a trasmettere non solo a quanti frequentavano assiduamente la parrocchia, ma all’intera popolazione inventando, durante il mese di maggio, la processione quotidiana dalla parrocchia alla Grotta dedicata alla Madonna di Lourdes, che aveva fatto erigere sul cocuzzolo soprastante l’edificio dell’oratorio.

Seminò, con la sua predicazione e la sua vita di sacerdote povero e generoso con tutti, un cristianesimo forte e autentico. Fu sempre un organizzatore attento e intelligente ora guidando le associazioni, ora organizzando campeggi estivi per i ragazzi e gli adulti della parrocchia, chiamati insieme a una esperienza educativa irripetibile per la sua densità pedagogica. Esperienza che si rivelerà, nel tempo decisiva per la vita cristiana e sociale di Gonnesa.

Fedele alla liturgia quotidiana, sempre celebrata con zelo e giusta solennità, visitava quotidianamente gli ammalati e interveniva a tutte le riunioni settimanali dei diversi rami dell’Azione cattolica: dai più piccoli, i crociatini, alle donne e agli uomini adulti.

Fu incline alla musica che coltivò in modo serio, educando al bel canto e alla polifonia i parrocchiani di Gonnesa. Mons. Antonio Viarigi, allora maestro di cappella e organista della cattedrale di Iglesias, quando veniva chiamato dalle varie parrocchie ad accompagnare i canti del popolo ed eseguire le pagine organistiche, portava spesso con sé, perché dotati di voce decisa, bella e armoniosa, i chierici Antonio Cavassa e Onorino Cocco. Entrambi divennero parroci di Gonnesa e contribuirono, con ore settimanali obbligatorie di canto riservate soprattutto alla gioventù maschile e femminile dell’Azione cattolica, a infondere una forte sensibilità e una precisa cultura del canto liturgico “ceciliano” che influenzerà non poco l’indole compositiva di don Allori.

Don Cocco riconobbe immediatamente le particolari doti di compositore e di organista di don Pietro Allori. Nei primi anni in cui fu parroco a Gonnesa iniziò il corso di composizione musicale per corrispondenza con il prof. Rodolfo Cicionesi del conservatorio di Firenze. Corso che poi passò a don Allori, allora chierico, poiché il lavoro della parrocchia non gli permetteva di studiare e svolgere gli esercizi pretesi nei tempi stabiliti dal professore di Firenze.

Incoraggiò l’azione compositiva di don Allori. Copiò diverse partiture come la Missa Fulgens corona e il canto Salve, o Vergine che don Allori utilizzò costantemente. Fu severo istruttore e buon direttore: per questo motivo don Allori gli affidò la direzione della prima esecuzione della Fulgens corona avvenuta nella cattedrale di Iglesias il 20 novembre 1955 in occasione del Giubileo episcopale del vescovo mons. Giovanni Pirastru.

Lo spartito della Fulgens Corona copiato da don Cocco

Dopo la forte esperienza pastorale di Gonnesa culminata con l’attivazione del cinema parrocchiale, la demolizione e la sostituzione del vecchio altare della chiesa di S. Andrea e la pulitura costante del prezioso organo a canne “Gaet. Cavalli” – di cui non perdeva occasione per lodarne il bel timbro sonoro e il pregnante sapore liturgico sia quando accompagnava i canti dell’assemblea, sia quando venivano eseguite le composizioni per solo organo come preludi e interludi delle liturgie (Messa e Benedizione eucaristica vespertina) – il vescovo lo chiamò a Iglesias e dopo qualche anno (1956) lo nominò parroco della chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Nei primi anni don Cocco officiava nella cappella della Casa di riposo “Regina Margherita”, poco distante dal luogo in cui venne poi costruita la nuova chiesa. Seguì con attenzione l’iter della costruzione della chiesa progettata da don Angelo Verri, architetto piemontese del Monferrato, e intanto seguiva e animava il movimento scout delle diverse zone di Iglesias, promuovendo adunate e campeggi nelle belle regioni montuose dell’iglesiente.

In seguito, per sua scelta, divenne parroco delle frazioni di Barega (Iglesias) e di Terraseo (Narcao). Troppa burocrazia ecclesiastica vi era a Iglesias! Per il suo modo di intendere l’apostolato sacerdotale davvero troppa: nell’opinione di don Cocco, un reale inciampo alla crescita di quello zelo e di quell’entusiasmo di cui ogni parrocchia, piccola o grande, necessita per essere guidata cristianamente.

Morì il 7 dicembre 1997, alla vigilia della festa dell’Immacolata Concezione, la cui devozione lo legava profondamente a don Allori tramite quella messa, la Fulgens corona. E proprio questa composizione don Allori volle dedicare, oltre che alla Beata Vergine, proprio a don Onorino per il suo inesauribile zelo mariano. Oggi, mons. Onorino Cocco riposa nel cimitero di Terraseo accanto alla madre Maria e alla sorella Marta, che lo hanno sempre seguito nelle sue peregrinazione parrocchiali.

P. Allori (1925-1985), Agnus Dei da Missa Fulgens corona per tre voci miste e organo AP 637. Cattedrale di Iglesias, 5 agosto 2015 Santa Messa nel XXX anniversario della morte di don Allori.

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