Archivum Musicae, Note d'Archivio, Pietro Allori

Altissimo onnipotente bon Signore. Una riflessione di Giacomo Baroffio per la festa di San Francesco d’Assisi

Giacomo Baroffio, è una delle autorità mondiali circa gli studi sul canto gregoriano e sulle sue fonti liturgiche. Studi che ancora oggi compie viaggiando di monastero in monastero, di città in città, per catalogare le fonti manoscritte di questo repertorio glorioso della Chiesa romana.

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“Altissimo onnipotente bon Signore”

San Francesco d’Assisi: 4 ottobre 2018

Giovedì è la festa di san Francesco d’Assisi (†1226). In quanto patrono d’Italia – con santa Caterina da Siena –, il poverello dovrebbe essere al crocevia di tante realtà italiche, a partire dai cittadini della Penisola che a lui sono legati da stretti vincoli di parentela spirituale. Che cosa pensiamo quando ci capita di vedere o di leggere qualcosa che ci richiama il figlio di Bernardone? Oggi per l’assisate corrono tempi poco propizi. Il suo nome, imprestato al vescovo di Roma, non richiama più la vallata verdeggiante ai piedi del Subasio, bensì il cupolone circondato dal grigiore dei sanpietrini lerci e dall’asfalto calpestato da turisti vocianti, spesso travestiti da pellegrini.

Eppure per secoli la Chiesa in preghiera è stata galvanizzata da frate Francesco. Un suo figlio, Giuliano da Spira (†1285), ne ha raccolto l’eredità e l’ha fatta conoscere creando il poema dell’ufficio ritmico in sua memoria. Chi vuole avvicinarsi al santo può trovare tutto e di più a suo riguardo nei corposi volumi in italiano o in latino delle Fonti Francescane. Oppure sfogliando un antico codice, come il supplemento inserito alla fine del ms. XVI della Biblioteca del Seminario di Asti.

Ecco che cosa ho trovato nei vari testi di responsori e antifone. C’è un imponente mosaico i cui tasselli riflettono luminosi il mistero della santità francescana, di Francesco, dei suoi figli (i frati) e dei suoi parenti vicini e lontani (gli italiani, anche quanti l’hanno dimenticato o non l’hanno mai conosciuto perché le sue storie non interessano i giornali). Ma stiamo attenti. Il fatto che egli sia un patrono della nazione, non autorizza nessuno a rivendicare qualche diritto di monopolio. Proprio i primi vespri si aprono con l’antifona Franciscus vir catholicus. Dove l’espressione catholicus indica semplicemente l’universalità del santo e scardina tutti i recinti dove qualcuno pensa di poterlo rinchiudere per i propri comodi. (Giacomo Baroffio)

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Queste suggestive immagini sono dei pezzi importanti di Storia iglesiente ai quali tutti noi siamo legati affettivamente.

Il casamento femminile: la scuola di tantissimi di noi! Il chiostro e la chiesa di san Francesco: ricordi di gioia, di devozione e, ultimamente, di tristezza quando i “frati neri” son partiti… Cosa lega questi luoghi a don Pietro Allori? Don Pietro è stato per più di 30 anni parte integrante della società iglesiente con il suo essere sacerdote, musicista, insegnante…

È stato perciò un momento magico, un giorno di festa il 30 novembre 2012 quando le Scuole femminili (insieme con le Scuole secondarie di 1°grado “Lamarmora-Canelles”) sono diventate Istituto Comprensivo “Pietro Allori”! L’Istituto è a indirizzo musicale perciò mai nome fu più adatto di colui che fu musicista ed insegnante e ha sempre avuto a cuore il bene dei tanti ragazzi suoi allievi.

E… la chiesa di san Francesco?

Presso quella chiesa don Allori suonava in alcune cerimonie “conventuali” importanti come il Transito di San Francesco del 3 ottobre, se chiamato dai frati. Ha composto per ben tre volte il testo integrale del Cantico delle creature e coinvolgeva i suoi alunni in ricerche sul convento. Insomma la Storia che incontra la Storia! (Giovanna Chessa – Ass. artistico culturale “Pietro Allori”(Gruppo Vocale)

 

Pietro Allori, Studio in sol min. AP 1108
(coloratura per complesso d’archi a cura di Stefano Garau)

“Spazio Brahms Alghero 2016”
20 febbraio 2016

Cattedrale di Alghero

Agnieszka Marucha, Alessio Manca, Francesca Fadda, violino ; Gioele Lumbau, viola;
Francesco Abis, violoncello; Francesco Sergi, contrabbasso

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