Attività

Alta nobiltà spirituale per la Festa di Ognissanti 2018: una intensa riflessione di Giacomo Baroffio e una polifonia a 8 voci del giovanissimo don Allori dedicata alla Chiesa universale

Tutti i Santi/Ognissanti (1° novembre 2018)

Beata vere sancta mater Ecclesia

Nello sfogliare il calendario e, soprattutto, il martirologio, si rimane colpiti dal numero dei santi di cui ricorre la memoria nell’anno liturgico. Un numero incalcolabile che non abbraccia neppure lontanamente l’esperienza di un’esistenza santa vissuta alla sequela di Cristo da un numero sterminato di battezzati. Persone rimaste in massima parte anonime, il cui nome non è scritto nell’elenco dei cristiani riconosciuti ufficialmente santi.

Nel novembre 1964 il concilio ecumenico vaticano II con la costituzione dogmatica Lumen Gentium (= LG) ha delineato in modo chiaro la fisionomia della Chiesa. Animata dallo Spirito santo, ella non può che essere santa. Non si tratta di una formula letteraria astratta, è il cuore stesso della sua esistenza. Se non è santa, la Chiesa non è che un’organizzazione traballante. Nel migliore dei casi, riesce a realizzare qualche interessante e benemerita iniziativa sociale. Se non tende alla santità, il singolo cristiano vive un’estrema povertà che rischia di svuotare la sua esistenza di ogni significato. I santi, in realtà, costituiscono la particella fondamentale della Chiesa una, santa, cattolica.

Per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo, per offrire, mediante tutte le attività del cristiano, spirituali sacrifici, e far conoscere i prodigi di colui, che dalle tenebre li chiamò all’ammirabile sua luce” (LG 10).

Muniti di salutari mezzi di una tale abbondanza e d’una tale grandezza, tutti i fedeli d’ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità, la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste” (LG 11).

Tutti quelli che credono in Cristo saranno quindi ogni giorno più santificati nelle condizioni, nei doveri o circostanze che sono quelle della loro vita, e per mezzo di tutte queste cose, se le ricevono con fede dalla mano del Padre celeste e cooperano con la volontà divina, manifestando a tutti, nello stesso servizio temporale, la carità con la quale Dio ha amato il mondo” (LG 41).

“(…) tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità e tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano. Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l’esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi” (LG 40).

“Ognissanti” è il nome della festa odierna. A causa di vari condizionamenti culturali si è finiti per concentrare l’attenzione solo sui santi del calendario. In realtà questo giorno anticipa la realtà paradisiaca che vede raccolti insieme tutti i santi, i membri della Chiesa trionfante, come si dice, e pure quanti ancora si dibattono tra le difficoltà della vita presente. Ognissanti sono tutti i santi, loro nei cieli e noi in terra.

È curioso constatare come il disinteresse crescente per i “santi”, quelli canonizzati, va di pari passo con il diffuso disimpegno nel popolo cristiano che segue modelli e persegue finalità del tutto estranee all’esempio di Gesù Cristo e ai suoi insegnamenti evangelici. Da sempre nella Chiesa c’è una grande confusione. A proposito di santità e di santi c’è una relazione stretta e irrinunciabile a Gesù Cristo. Se il Figlio di D-i-o non è l’α e l’ω della santità, questa non esiste. È semplicemente sostituita da altri parametri, spesso mutuati dal fecondo mondo della mitologia – antica e moderna, da Ercole e Superman – e della superstizione. I santi vivono nel mondo concreto e si muovono sulle onde increspate di questa vita. Pur avvertendo lo sgomento di Pietro, il battezzato tende lo sguardo a Cristo, uno sguardo vicendevole che crea l’unico sostegno che lo tiene a galla e gli permette di non sprofondare negli abissi.

Nella misura in cui avvertiamo l’urgenza di vivere la nostra vocazione-missione alla santità, siamo grati di vivere in compagnia dei santi. Vicini o lontani nel tempo e nello spazio, essi condividono la nostra esistenza ecclesiale di figli di D-i-o. Intercedono per noi e ci propongono innumerevoli modelli che ci aiutano a ritrovare noi stessi e, in noi, la presenza attuale e vivificante di Cristo salvatore, il santo.

Floribus eius nec rosæ nec lilia desunt

Giacomo Baroffio

 

L’Oremus pro Ecclesia AP 88a 8 voci composto nel 1955 dal giovane don Allori, è una preghiera polifonica solenne dedicata alla Chiesa universale e fa da sfondo sonoro alla riflessione profonda del prof. Giacomo Baroffio scritta il 28 ottobre 2018 ad Orselina (Svizzera).

Coro dell’Università Cattolica di Milano, diretto da Angelo Rosso – Registrazione live nella Basilica di Sant’Ambrogio, 10 giugno 2003 (Concerto XXV di fondazione del coro dell’Università Cattolica)
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