Archivum Musicae, Pietro Allori

Veri musicisti e appassionati “didatti”

Proprio un mese fa il Maestro Marco Rossi ha lasciato il nostro mondo per raggiungere altri suoi affettuosi amici che erano stati già chiamati alla Casa del Padre: don Luciano Migliavacca e Angelo Marzatico.

Tramite l’Archivio musicale dell’Angelo di Milano – che ha già ricordato con diversi scritti la figura del Maestro nei giorni delle esequie – nel trigesimo della morte, è Casa Allori di Gonnesa che al Vespero dell’ultimo giorno dell’anno intende commemorare il maestro Marco Rossi ricordando il suo impegno per la valorizzazione soprattutto didattica dell’opera musicale di don Pietro Allori.

Qualche anno fa, nei giorni di Natale, in Casa Allori, venne realizzata una registrazione “riservata” di alcuni studi per pianoforte di don Allori dal maestro Marcello Melis sul pianoforte Steinway verticale che fu del musicista di Gonnesa, e furono anche pubblicate pochissime copie di un Album per pianoforte contenente alcuni brani che furono registrati e che oggi proponiamo all’ascolto di quanti, grazie a questa esecuzione, intendono ricordare soprattutto il grande impegno didattico musicale del maestro Marco Rossi che come don Allori perseguiva con disciplina e moderazione.

Pietro Allori (1925-1985):

Andante AP 952
Andante Grazioso AP 953
Andantino AP 954
Studio N.1 AP 993
Studio N.7 AP 999 Walzer Lento
Studio N.11 AP 1003 Arpeggio
Studio N.13 AP 1005
Studio N.14 AP 1006
Studio N.15 AP 1007 Barcarola
Studio N.16 AP 1008 Arpeggio sul Mare
Studio N.20 AP 1012
Studio in la maggiore

Marcello Melis, pianoforte – (Gonnesa – registrazione del 27 dicembre 2012)

 


(dalla Presentazione dell’Album per pianoforte)

Il catalogo dell’opera musicale di don Allori include, oltre agli innumerevoli brani di polifonia sacra e ricreativa, anche numerosi e significativi brani strumentali per organo, per pianoforte e chitarra.

Nella presente raccolta, la prima per pianoforte data alle stampe, si trovano alcune composizioni scelte dal maestro Marcello Melis, che fu allievo di don Allori nei primissimi anni scolastici: la selezione rappresenta un vero e proprio Album per pianoforte, per alcune particolari caratteristiche sia didattiche sia espressive.

Scriveva Mozart: “Non c’è nulla che la musica non possa fare o tentare di descrivere, purché essa continui ad affascinare e ad essere sempre musica”.

Don Allori, anche nei suoi brani più semplici, sa creare sonorità coinvolgenti: i brani scelti rivelano un riserbo e una certa compostezza dei suoni e testimoniano un’abilità artigianale sviluppata dal compositore con rigorosa e costante ricerca dell’espressione musicale naturale, sino a raggiungere il risultato di vere e proprie xilografie sonore.

Il suo lessico musicale strumentale è a misura della sua delicata sensibilità, che esprime con temi musicali concisi. Non grandi linee melodiche, dunque, ma delicati ricami delle figurazioni. La melodia, spesso dolce, e l’armonia dalla densità equilibrata, dipingono una pittura musicale che aspira al buon effetto armonico e alla chiarezza. L’uso delle tonalità e lo sviluppo dell’armonia si rifanno al suo studio costante, quasi sino alla fine della sua vita, del Clavicembalo ben temperatodi Johann Sebastian Bach sotto la guida del maestro Rodolfo Cicionesi del Conservatorio di Firenze.

È una scrittura fatta di alterazioni e modulazioni alle tonalità più vicine con passaggi diatonici e cromatici. Dominio della polifonia e uso delle dissonanze scaturite dall’urto delle voci, sempre seguendo il procedere bachiano, completano l’abilità musicale da “artigiano”, nel comporre, di don Allori.

Da qui il profitto didattico delle sue composizioni strumentali e la scelta di compilare un album pianistico facile, senza particolari difficoltà tecniche, pensato per principianti e incline all’esposizione di semplici linee melodiche e un’armonia contenuta ma non priva di una certa ricchezza di soluzioni coloristiche, il cui senso naturale è riposto proprio nella sobrietà del linguaggio musicale e nella ricerca di una amabilità dei suoni e di misurata gradevolezza senza cedere al sentimentalismo.

Se noi scorriamo le tonalità utilizzate da don Allori nei vari brani della raccolta, ci appaiono chiare le sue idee circa l’uso delle tonalità. Esse ci dicono di don Allori didatta, ma rivelano anche la sua ispirazione artistica e il suo profondo senso dell’umano.

Il musicista don Allori, come i grandi compositori, ha sempre cercato di pervenire all’inesprimibile, di nutrirsi di quei sentimenti di nostalgia e di quella mestizia presente nei paesaggi sardi al tramonto, di esprimere il suo stupore di fronte a ciò che la sua fantasia vedeva come una realtà “arcana”. Sono quadri che rimandano a immagini concrete: un nuraghe, un antico castello sono resi come pittura musicale, visioni della creatività fatte suono. Ascoltandole, si percepisce il silenzio di cui don Allori si circondava per cogliere con attenzione e sensibilità più affinate la vita del mondo intorno a lui.

(Angelo Rosso)

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