Attività

Brahms, un congedo dalla musica e dal mondo

La musica organistica di Brahms rappresenta il suggello della sua vita. Soprattutto gli Undici Preludi-corali op. 122, è sempre piaciuto alla critica musicale contemplarli come una profonda meditazione religiosa, poiché intrisi di immagini di morte e di colori crepuscolari dell’esistenza umana.

Il corale, la preghiera cantata del culto luterano, la religione assimilata da Brahms da bambino, viene scelto come paradigma per la più intensa riflessione sulla vicenda personale, osservata nella dimensione malinconica della fine del viaggio terreno. Un recesso della sua anima: forse una preghiera intesa come estrema carezza consolatoria, come senso religioso che il compositore di Amburgo aveva prediletto fin dall’esperienza del Coro Femminile di Amburgo, per il quale nel 1858 e nel 1862 aveva composto numerose pagine liturgiche come l’Ave Maria op. 12, i Marienlieder op. 22, il Salmo XIII op. 27, i Due mottetti op. 29, i Tre cori sacri op. 37. Ma è nel Requiem tedesco op. 45, dove il concetto di preghiera come consolazione diventerà più chiaramente programmatico e più liberamente espresso, quasi a evidenziare come nella ritualità della struttura luterana l’antico movimento innovatore che fu il pietismo non avesse mai smesso di far emergere la sua voce.

Ha scritto il critico Egidio Saracino (1996): «Alla preghiera Brahms fa ricorso quasi sempre in precisi momenti della sua storia personale. Con il Requiem tedesco aveva pregato la morte della mamma. Le due opere del 1896 – i Quattro canti seri e gli organistici Undici Preludi-corali – con la devastazione di un tumore al fegato e con un altro profondissimo dolore nel cuore: la scomparsa, il 20 maggio di quello stesso anno di Clara Schumann, l’anziana vedova di Robert Schumann, alla cui amicizia Brahms votò l’intera sua vita.»

Sotto la profonda impressione della morte di Clara Schumann, tra il maggio e il giugno del 1896, nella cittadina termale di Bad Ischl in Austria nascono le undici preghiere organistiche sui corali luterani.

Sono preludi che ci rivelano un Brahms dai gravi pensieri e dai tristi presentimenti, che utilizzano con tutta naturalezza e singolare dimestichezza la lingua di Bach.«Ma di un Bach – precisa sempre Saracino – ereditato in spirito da Mendelssohn, sia pure irrorato da una più profonda propensione a una gestualità compositiva maggiormente raccolta e non più definita nell’ampiezza sonatistica.»

Le Accademie brahmsiane delle cattedrale di Iglesias si aprirono il 24 febbraio del 2017 con l’esecuzione integrale degli Undici Preludi-corali. L’ultima Accademia, il 22 febbraio 2019, si chiude con l’ultimo preludio dell’op. 122, O Welt, ich muss dich lassen (O mondo, bisogna che io ti lasci), già eseguito durante la prima accademia. Probabilmente è l’ultima fatica musicale di Brahms, il suo addio alla vita e al mondo. Il corale, la cui melodia verrà intonata dal coro prima della elaborazione organistica, incomincia semplicemente e largamente a cinque parti con la significativa indicazione di “forte ma dolce”. Ogni frammento di tema si conclude con una doppia eco dalle varianti armoniche sempre diverse e nuove, e il preludio termina nell’anelito di felice serenità e di quiete, così a lungo ricercata da Brahms.

Caspar Friedrich, Anziana donna con Bibbia e clessidra, disegno a carboncino

Caspar Friedrich, Anziana donna con Bibbia e clessidra, disegno a carboncino

Un grande maestro dell’interpretazione degli Undici preludi-corali di Brahms, l’organista tedesco Wilhelm Krumbach, in più di un’occasione confidò agli amici più stretti di augurarsi di poter concludere la propria esistenza suonando all’organo O Welt, ich muss dich lassen di Brahms.

Così non fu purtroppo. Tuttavia il suo auspicio non rimase inascoltato. Il rito funebre del grande organista, officiato dal pastore protestante Hans Schreiber di Helligen/Kӧnigsberg e amico personale del professore, ebbe luogo a Landau/Pfalz il 2 settembre del 2005 e vi parteciparono, oltre alla madre del professore, la moglie Susanne e le figlie Elizabeth e Dorothea, tutti i parenti più stretti di Krumbach e i tanti amici musicisti, tra i quali il Coro dell’Università Cattolica, che cantò diversi mottetti.

La cerimonia si concluse con l’ascolto della registrazione del Preludio-corale O Welt, ich muss dich lassen di Brahms eseguito dal professor Krumbach il 31 maggio 1997 alla Evangelische Kirche di Veldenz (in Renania – Palatinato, nell’ambito di un concerto organistico-corale registrato dalla Südwestfunk di Magonza in cui il Coro dell’Università Cattolica eseguì i Marienlieder op.22 e altri brani di Brahms), la stessa registrazione in sottofondo a questo post.

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