Brahms

LE ACCADEMIE BRAHMS di IGLESIAS 2017-2019, una breve nota conclusiva

Le arti sacre come l’architettura, la pittura, la scultura servono a preparare una sede degna ai riti divini, ed è la loro bellezza che ne determina il valore funzionale. Ma la Chiesa cattolica non si è mai accontentata della sola funzionalità dei luoghi di culto, esige anche lo splendore dello spazio che i riti accoglie.

Così ha costantemente interpretato lo spazio della sua Cattedrale il vescovo Giovanni Pirastru lungo i quarant’anni di episcopato nella Diocesi di Iglesias. È stato il vescovo di don Allori, che dietro sua sollecitazione ha creato musiche vocali e strumentali adeguate alla Bellezza della Cattedrale. Musiche in grado di creare atmosfere collettive, di toccare le corde del sentimento e di esprimere intensi stati d’animo. La bellezza della musica – pensava mons. Pirastru – contribuisce in modo particolare all’edificazione spirituale dei fedeli. E don Allori corrispose a questo compito “con quel delicato senso musicale che domina il tuo spirito” (Lettera di Giovanni Pirastru a don Allori – 15 maggio 1955). Tale convinzione è stata in seguito evidenziata anche dai critici musicali che non hanno mancato di sottolineare anche la stretta correlazione esistente tra spazio architettonico e ambito sonoro della cattedrale di Iglesias. Corrispondenza che permette di vivere all’assemblea in preghiera i brani musicali scelti con sapienza dal maestro di cappella come realtà sonore perfettamente aderenti al luogo nel quale si celebrano i misteri liturgici.

Una creazione o rivelazione artistica, che non riesca ad incarnarsi “ecclesiasticamente” e ad essere “contemporanea”, limita ad una angusta visione le espressioni della realtà cristiana. Lo Splendore del bello artistico per un maestro di cappella è dato dalla partecipazione alla gioia universale che egli raggiunge quando tocca, guarda ed esprime le realtà esteriori e interiori comuni che tutte le lega. Poesia e santità si intrecciano, e il canto sacro diviene melodica teologia d’amore e la teologia canto nel servizio divino, che alla bellezza dà gesto, parola e suono.

La musica, nel nome di Brahms e di don Allori, che l’altra sera è risuonata tra le massicce seppure snelle  volte a stella della cattedrale di Iglesias, ha permesso agli ascoltatori di rivivere questo luogo spirituale del culto come ai tempi del vescovo Pirastru grazie all’esecuzione delle parti brevi della Messa “Giubilare” a 4 voci e organo scritta in omaggio di Pio XI nel 1930 da don Matteo Tosi, compositore assai apprezzato da don Allori del quale fece cantare per lungo tempo, durante le Messe pontificali, la Messa Jubilate Deo a 2 voci pari.

Ascoltando il Kyrie, il Sanctus e l’Agnus Dei di questa bell’opera non sarà difficile riandare a quel clima di effusione religiosa, che la bellezza del canto sacro sempre sollecita grazie a quella meravigliosa attitudine che esso ha di sollecitare in noi quanto vi è di buono, evocando nell’anima echi e risonanze interminabili. Commozioni, emozioni, intuizioni, sono sempre mediatrici non solo di semplice meraviglia, ma di intenerimento di tutto l’essere: una delectatio estetica che si libera spiritualmente nella Caritas, in Dio che ci parla nel duplice ordine dell’intelligenza e del cuore.

Luogo nobile, dunque, lo spazio della cattedrale di Iglesias per accogliere le iniziative intraprese dall’ Associazione artistico culturale “Pietro Allori” di Iglesias in collaborazione con l’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, che per tre anni consecutivi, nel mese di febbraio, hanno inteso riandare a quel clima liturgico – per rivisitarlo con la dovuta sensibilità – creato dalle musiche che don Allori sceglieva con la competenza e l’entusiasmo pretesi dal “suo” vescovo.

Ne è scaturito un orizzonte di ascolto dall’aura liturgica propria della vera musica sacra, caratterizzata da tempi mistici e riflessivi, da una calda espressività dell’affectus fidei, come sintesi di invenzione sonora e tensione interiore vissuti con autentica e appassionata devozione popolare.

A fare da sfondo al linguaggio musicale dei maestri di cappella, autori di quelle intense pagine musicali liturgiche – Perosi, Refice, Tosi, don Allori – le pagine organistiche di Johannes Brahms, dal finissimo linguaggio musicale nobile e profondamente introspettivo. L’eccellente organo “Palmas” della cattedrale, grazie alle doti interpretative dell’organista titolare del Duomo di Milano, Emanuele Carlo Vianelli, ha riempito di sfumati colori interiori la bella navata della chiesa dedicata a S. Chiara, in particolare durante l’esecuzione degli Undici preludi-corali per organo op. 122, con i quali Brahms si congedò dalla musica e dal mondo.

 

Da Accademia Brahms 2019 (22 febbraio 2019 – Cattedrale di Iglesias (CA))

Matteo Tosi (1884-1959), Messa giubilare Pio papa XI a 4 voci ineguali e organo

 

Emanuele Carlo Vianelli, organo – Gruppo Vocale “Pietro Allori” di Iglesias – Coristi dell’Angelo di Milano

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