Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Pietro Allori

O VOS OMNES, il responsorio della più profonda desolazione umana

Pietro Allori: O vos omnes

XXIII responsorio da “XXVII Responsoria Hebdomadae Sanctae” (Iglesias 1964)

È Sabato Santo, di silenzio, di attesa. Il canto di questo responsorio è una supplica che proviene dal silenzio del sepolcro, o vos omnes, qui transitis per viam: “O voi che passate sulla strada, fermatevi. Pensate se può esservi un dolore simile al mio. Guardate tutti, o popoli. Guardate il mio dolore”.

Quest’invito, questo appello del Signore a fermarci davanti alla sua croce, a considerare  con tutta l’anima e il cuore se si può trovare un dolore uguale a questo dolore, nella elaborazione polifonica di don Allori, inizia con una perorazione, o vos omnes, un richiamo che s’oscura rapidamente nella cadenza. Poi, sul transitis, “voi che passate”, s’inerpica all’unisono delle voci in note lunghe tenute in alto, come un lungo sguardo su chi passa via senza vedere, senza capire, e, di nuovo, sull’attendite et videte, “sostate, guardate”. Mentre, sulla parola dolor meus, ripetuta due volte, le voci scure accentuano la profondità, le voci chiare colorano di rapidi cromatismi, l’oscurità del dolor meus, “il mio dolore”. (Padre Vittorino Ioannes, commento all’esecuzione dei Responsori della Settimana Santa di don Pietro Allori – RAI – Radio 3, 9 aprile 1995)

Crocifissione campestre (Carola Nicolaus – Tann (Fulda) 2009)

XXIII – O vos omnes (si minore; 35 battute)

“Sono qui smarrite e perdute le memorie del Figlio di Dio conosciuto attraverso immagini evocative di tenera confidenza. Si ritorna a tutto il dolore che non si riesce a contenere e che ci avvince al di là dei fili della memoria.

È il responsorio più struggente dell’officium del Sabato Santo. Siamo ancora totalmente immersi nella testimonianza di un’indicibile sofferenza. E, seppure poche ore soltanto separano questo canto dal trionfo della Resurrezione, nulla fa presentire l’attimo del risveglio alla luce, tanto abissale si fa qui il procedere polifonico del maestro di cappella di Iglesias, il quale fin dal vocativo iniziale (O vos omnes) avanza per lancinanti trafitture sonore (nella salita cromatica dei tenori verso l’affermazione dell’ambito tonale). Ma tutto il responsorio s’aggira in spazi di desolazione sonora, che vuol gridare al mondo tutto il dolore emergente dalla profondità dell’anima: dolore che si raccoglie composto nella movenza del lamento, della trenodia.” (Egidio Saracino, critico musicale di Avvenire – 1995)

Pietro Allori, O vos omnes, AP 269

Registrazione del Coro dell’Università Cattolica di Milano diretto da Angelo Rosso (Cappella Sacro Cuore dell’Università Cattolica di Milano, aprile 1995)

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