Attività

Il fervore del silenzio e l’alta tradizione musicale per la Festa di San Francesco a Iglesias

Le sublimi penombre della chiesa di san Francesco a Iglesias, soprattutto al vespro, creano un clima di spiritualità tipico degli spazi monastici o conventuali, laddove la preghiera personale del credente si compenetra con il “suono” del silenzio protetto dalle possenti mura della chiesa.

È uno spazio, che trattiene le voci più interiori di un mondo antico, e che continua a ispirare affetti religiosi spontanei in coloro che hanno grande devozione per san Francesco d’Assisi. L’atmosfera spirituale che si respira soprattutto nei giorni intorno alla festa del Santo (3 e 4 ottobre), si carica anche di un’aura un po’ nostalgica per alcune tradizionali preghiere e anche per quelle riflessioni personali “riservate”: ovvero al ricordo di quei viaggi dentro sé stessi per individuare le ragioni del nostro credere e del nostro sperare sempre nella bontà divina.

Cantoria della Chiesa di San Francesco di Iglesias immersa nel mistico silenzio della sera di un giorno feriale

In questa atmosfera umana e intensamente spirituale il pensiero corre immediatamente alla figura di don Pietro Allori, che in questa chiesa e nella sua bella cantoria, accogliendo sempre volentieri l’invito dei padri conventuali, accompagnava durante la preghiera del Transito di san Francesco (3 ottobre) i canti consuetudinari eseguiti anche nelle maggiori chiese conventuali.

Assai spesso erano alcune liriche tratte dal Trittico francescano di Licinio Refice (autore assai stimato da don Allori) e dal Cantico delle creature del padre francescano Gian Domenico Stella a essere scelte per rendere più solenni le celebrazioni della grande festa religiosa. 

Tutte musiche che richiedevano non solo belle voci *, ma anche un eccellente organista. I padri del convento di Iglesias sapevano di trovare nell’insigne maestro di cappella della cattedrale l’accompagnatore ideale per queste esecuzioni.

*[…] Il numero considerevole di voci virili, belle e pastose, spinse don Allori a insegnare le parti del Kyrie, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei della Messa “Gratia plena” a tre e a quattro voci miste, organo comitante di Licinio Refice, che fu maestro di cappella nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma dal 1911 al 1947: la sua fama era pari a quella di Lorenzo Perosi, maestro di cappella della “Sistina” 

[…] Licinio Refice e Pietro Allori, entrambi sacerdoti, nel dare testimonianza della loro fede attraverso l’arte musicale, hanno percorso itinerari umani assai differenti. Eppure nella loro musica è possibile rilevare una comune poetica del sentimento musicale sacro sviluppata con un linguaggio polifonico-armonico piuttosto denso e postwagneriano in Refice, polimelodico e decisamente più contrappuntistico in Allori. Refice, nella sua musica liturgica, ha come referente i sentimenti individuali e collettivi dell’assemblea in preghiera, Allori, invece, la devozione che si sprigiona dalla grande dignità della celebrazione sull’altare presieduta dal vescovo e che poi ricade per “ascensione ed elevazione” sull’assemblea. 

(dalla premessa alla tesi “Le ambivalenze di Licinio Refice, operista e musicista “cristianissimo” di Sara Elisabetta Tazzari, 2015)

Copertina originale del manoscritto del “Cantico delle creature” composto a Iglesias il 27 aprile del 1969

File audio

Licinio Refice; Sanctus – Benedictus (Messa “Gratia plena”); Cattedrale di Iglesias, 24 febbraio 2017;  

Interpreti: Gruppo vocale “Pietro Allori” di Iglesias; Coristi dell’Angelo di Milano; 

Organista: Emanuele Carlo Vianelli

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