Archivum Musicae, Note d'Archivio

Il Maestro Enzo Corti interprete di Frescobaldi, una coerente crescita musicale

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)

Il Capriccio sopra la Pastorale compare nella quinta edizione del Primo Libro di Toccate (1637). A differenza di altri brani contenuti in quest’ampia raccolta, che sono indifferentemente eseguibili sia sul cembalo che sull’organo, il Capriccio sopra la pastorale ha carattere eminentemente organistico. Si tratta di un brano inteso ad imitare le melodie che gli zampognari dell’Italia centro-meridionale erano soliti eseguire nel periodo natalizio, secondo una radicata tradizione tutt’oggi diffusa. La melodia si accompagna talvolta a lunghe note tenute al grave (ad imitazione dei bordoni della cornamusa) e a leggeri trilli.

Nonostante la sua scrittura semplice, l’interpretazione di questo Capriccio, esige una certa dimestichezza con la mobilità delle forme e coi tempi propri dei capricci frescobaldiani, la cui scrittura contrappuntistica può sembrare sregolata. Per una appropriata esecuzione dei Capricci occorre perciò saper cogliere l’affetto, ossia l’apparato sonoro del passo e insieme l’intento comunicativo che lo determina, prendendo coscienza, man mano che si esegue, delle finalità della “musicale dilettazione” che hanno spinto l’autore a scegliere la modalità e la qualità d’esecuzione che più gli convengono.

I Capricci di Frescobaldi esigono dominio tecnico ed esperienza dei contenuti della sua musica, tali da guidare un esecutore alla comprensione sostanziale del valore e dell’affetto, insieme all’uso didattico e cerimoniale di queste opere.

Lo stesso Frescobaldi, nelle sue stringate didascalie, avverte dell’importanza, per esempio, della misura del tempo e delle sue oscillazioni, dell’importanza del tactus che non deve seguire sempre l’uniformità temporale. Quanto all’analisi dell’affetto esso ha a che fare con il simbolo grafico delle “proportio”. Queste concorrono alla determinazione dei movimenti e delle loro proporzionate relazioni.

Un capriccio frescobaldiano è dunque il nome di una struttura sonora individuata intesa come una “fantasia improvvisa”, un componimento in cui giuoca l’estro personale e l’estemporaneità che privilegiano aspetti strutturali singolari.

Quando il Maestro Enzo Corti registra nel 1974 sull’organo Serassi (1858) di Primaluna il disco di Frescobaldi, mettendo a frutto le sue esperienze musicali maturate con Maestri e Amici come Gianfranco Spinelli, Angelo Corradini, Italo Mattavelli, Alfredo Cortiana, questi aspetti del linguaggio musicale frescobaldiano erano stati da lui già assimilati. Diversi suoi allievi hanno usufruito di questa sua “sapienza riservata”, anche se, come lui stesso avvertiva, riuscire ad essere coerenti con il rigore del linguaggio frescobaldiano non è sempre facile e gratificante.

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