Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano

Un ineffabile canto (compianto) di Felix Mendelssohn in ricordo di tutti i maestri e amici della grande musica sacra

Dinanzi al Crocifisso del Venerdì Santo

in ricordo 

degli amici della grande musica sacra

in particolare l’Archivio intende ricordare 

alcune personalità religiose  che hanno ammirato le composizioni sacre

di don Pietro Allori:

 

Crocifissione (maestro lombardo sec. XIV – Viboldone)

Card. Carlo Maria Martini (arcivescovo di Milano), Mons. Giovanni Pirastru, Mons. Enea Selis e Mons. Giovanni Cogoni, (vescovi di Iglesias negli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 del secolo scorso), Mons. Lorenzo Bellomi (vescovo di Trieste), Mons. Giovanni Volta (vescovo di Pavia), Mons. Enrico Cattaneo (liturgista), Mons. Bruno Maggioni (biblista), P. Bruno Masala e P. Bonifacio Sacile (monaci di Sorres), Mons. Luciano Migliavacca (Direttore della Cappella del Duomo di Milano), Mons. Giorgio Basadonna (assistente spirituale dell’Università Cattolica di Milano), Padre Vittorino Joannes (liturgista), Mons. Franco Verzeleri (Abate di S. Ambrogio anni ’90), Mons. Ermanno Alemani (confessore in S. Ambrogio anni ’90), Mons. Giovanni Mercandalli (parroco della Chiesa di S. Marco di Milano anni ’90),  Mons. Onorino Cocco (parroco di Gonnesa anni ’50), Mons. Angelo Crobu (parroco di Gonnesa anni ’60), Can. Emanuele Sairu, Mons. Angelo Pala, Mons. Mario Cuomo, Don Giorgio Bertelli (del Capitolo della Cattedrale di Iglesias anni ‘70).

 insigni compositori, docenti e  rinomati interpreti:

Angelo Corradini, Alfredo Cortiana, Italo Mattavelli, Ernesto Tamagni, Duilio Bonsignori, Enzo Corti, Wilhelm Krumbach, Franziosef Maier, Marco Rossi

gli amici fraterni:

Werner Weyler, Enrico Sormani, Caronni Gian Carlo, Maria Dutto, Dino Barbavara, Gian Nicola Vessia, Angelo Marzatico, Gianni Pais, Domenico Deiana, Erhard Andreas, Carola Nikolaus.

Crocifissione campestre (Carola Nicolaus – Tann 2009)

***

VIA CRUCIS – OTTAVA STAZIONE

Gesù e il pianto delle donne di Gerusalemme

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». (Luca 23,27-31)

Riflessione di don Primo Mazzolari

I poveri sono rimasti fedeli a Cristo e glielo hanno testimoniato come hanno potuto. Non possono togliergli la Croce, ma lo seguono da lontano. Accanto a Gesù c’è il pianto delle donne che, senza difenderlo davanti agli uomini, riempiono la Sua solitudine di condannato e ne cancellano l’obbrobrio. Gesù parla alle donne che piangono, mentre s’accontenta di guardare la faccia chiusa dei suoi uomini. Gesù le chiama: «Figlie di Sion…». Come i profeti: «Rallegrati, figlia di Sion; non piangere, figlia di Sion». Sono le figlie del Suo popolo, della Sua terra, del Suo Padre. Gesù vede la donna nella luce più bella. Nessuna donna dev’essere posta in tentazione di dire: «Beate le sterili …». Guai a chi avvilisce la maternità! Oggi il legno verde, domani il legno secco. Il povero è trattato come il legno secco. Cristo non taglia da sé il legno secco: lo inserisce nel legno della sua Croce. Chi ha fede in Lui, fosse pure l’ultimo, diviene capace di portare sulle sue spalle tutto il dolore del mondo.  

NOTA

CHRISTUS è il terzo oratorio in tedesco di Felix Mendelssohn, su libretto di Christian Karl Josias von Bunsen, iniziato e lasciato incompiuto nel 1847, anno della morte del compositore.

L’opera doveva essere divisa in tre parti: La nascita di Cristo; La passione di Cristo; La resurrezione di Cristo.

I frammenti rinvenuti si riferiscono alla prima e alla seconda parte. L’opera era concepita come conclusione della “trilogia” degli oratori mendelssohniani, il Paulus, su San Paolo, l’Elias, sul profeta Elia, e appunto l’incompleto Christus.

 

Di quest’opera incompiuta si conosce un breve passo citato nel diario della regina Vittoria di cui Mendelssohn fu ospite più volte. In esso solo un fugace accenno ma che tuttavia può essere l’emblema della musica sacra di Mendelssohn.

 

Dal Diario della regina Vittoria (1° maggio 1847, Buckingham Palace)

“Abbiamo avuto l’onore di ascoltare Mendelssohn suonare ed egli si è trattenuto un’ora con noi, eseguendo alcune nuove composizioni con il suo tocco inconfondibile. […] È così gradevole e intelligente. Per un certo periodo è stato assorbito dalla composizione di un’opera e un oratorio ma ora si è perso d’animo […] il soggetto dell’oratorio, davvero bellissimo, rappresenta la terra, l’inferno e il paradiso; egli ha suonato per noi uno dei cori che mi è piaciuto molto, […]

 

F. Mendelssohn, Ihr Tӧchter Zions, chorus da Christus op. 97,2

 

Coro dell’Università Cattolica diretto da Angelo Rosso;

Alessio Corti, organo

Chiesa Cristiana Protestante Milano (5 aprile 2000)

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