Archivum Musicae, Coro dell'Università Cattolica di Milano, Pietro Allori

Beatrice

DANTE ALIGHIERI, Tanto gentile e tanto onesta pare

sonetto in Vita nova, XXVI capitolo

 

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sententosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

 

Nel maggio del 1969, i versi del più celebre sonetto dantesco, Tanto gentile e tanto onesta pare, vennero musicati da don Pietro Allori. Scritto per coro ‘a cappella’, questo rivestimento musicale, nonostante la sua densità armonica propria di una polifonia a voci miste, rivela una sua specifica levità e fluidità di canto che consente, a chi canta e a chi ascolta, una chiara percezione del testo. Le quattro voci procedono omoritmicamente senza mai indulgere a enfatiche ridondanze o indebite accentuazioni sonore. L’approccio di don Allori con il sonetto dantesco vuole evocare semplicemente quella profonda delicatezza poetica che può solo scaturire dai valori più interiori del cuore umano e che il sommo Poeta ha fissato per sempre in quegli insuperabili versi.

La ricerca artistica del compositore sardo si è concentrata su quel colore poetico del suono che, come diceva Kandinsky, è interiormente bello perché provoca un’emozione mentale, e ogni (autentica ndr.) emozione arricchisce l’animo.

musica di: don Pietro Allori
esecuzione del Coro dell’Università Cattolica, diretto da Angelo Rosso

Nota

Nella Vita Nuova, il “libello” (così lo chiama Dante) da cui è tratto il sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare”, Dante narra il suo amore per Beatrice, dal primo incontro sino agli anni successivi alla morte di lei.

Ha scritto Mario Sansone: “delle realtà delle vicende narrate nella Vita Nuova, si è ricercato sino a che punto esse materialmente corrispondessero alla realtà, ma quel che preme non è la realtà delle vicende, … ma la (sua) realissima vicenda spirituale.

Nessuno, come Dante, ha avvertito, nella sua sublime adolescenza, l’ascendere dell’anima a Dio, per via di un prodigio femminile di bellezza e di purezza […] e gli effetti che essi diffondono intorno. […]. (Mario Sansone, Storia della Letteratura Italiana – ed. Principato)

Sono quest’alone di gaudio e di purezza, questa perfetta elevazione dello spirito, gli aspetti che hanno portato don Allori a rivestire musicalmente con attento rispetto del testo e delicato sentimento d’animo, il celebre sonetto dantesco.

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