Attività

La passione per il mandolino: una singolare affinità tra don Pietro Allori e Wilhelm Krumbach

La reciproca stima musicale e umana tra don Pietro Allori compositore e Wilhelm Krumbach, organista e musicologo tedesco di chiara fama, è testimoniata non da una conoscenza personale diretta, ma da attestazioni epistolari e dediche di brani musicali. E appare ancor più singolare se si coglie, leggendo le rispettive biografie, il loro giovanile entusiasmo per il mandolino, strumento dal suono nitido, melodico, popolare ma al tempo stesso elegante.

Un suono amato anche da Beethoven che, a Vienna, città dove il mandolino era di casa, nel 1796 volle scrivere alcune composizioni per mandolino e clavicembalo. Uno strumento che esige, come raccontano i giornali viennesi a proposito del celebre mandolinista Bartolomeo Bortolazzi (anch’egli attivo nella capitale dell’impero asburgico tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800), “molta abilità, leggerezza e delicatezza”.

Per don Allori il mandolino fu uno strumento decisivo per consolidare la sua bella propensione melodica e adatto a coltivare quella leggerezza di suono funzionale ad esprimere la delicatezza di sentimento che caratterizza il suo comporre polifonico sia vocale sia strumentale.

In una lettera spedita dal Seminario regionale di Cuglieri il 3 dicembre 1942, Pietro così scrive a Goffredo, suo fratello maggiore di dieci anni, anche lui studioso del mandolino:

 «Appena lessi l’ultima tua lettera, rimasi un po’ sconcertato non trovando le corde del mandolino, ma poi mi rassicurai; erano accidentalmente cadute dalla busta e raccolte dal nostro portinaio; mi furono consegnate. Te ne ringrazio tanto e ammiro la tua generosità».

Sempre nella stessa lettera, più avanti riprende così: «Non mi hai mandato qualche pezzo per mandolino, perché non sai quale sia il mio compiacimento. Mandami pure sonatine allegre (anche se già le conosco) poiché intanto le suono a ricreazione. Se hai studi progressivi per mandolino mandameli pure e se hai presso di te qualche metodo per mandolino sarà ancora meglio. Ti avverto di non mandarmi però pezzi che servono a te ma solo quelli di cui non ti servi. Se hai il “moto perpetuo” e qualche buona mazurka che suonavi in vacanza (qualche volta) mandamela. Ti prego, quando spedisci quest’ultima, di indicare i punti in cui bisogna cambiare posizione. Ecco il mio compiacimento».

A proposito della mazurca, Pietro si riferiva alla celebre mazurka virtuosistica di Augusto Migliavacca che Goffredo suonava magistralmente con la fisarmonica e che Pietro suonerà al pianoforte, qualche anno dopo, durante una delle Accademie musicali che avevano luogo, in particolari periodi dell’anno, nel Seminario di Cuglieri.

Augusto Migliavacca (Parma 1838-1901)
Celebre mazurka variata · Complesso mandolinistico napoletano di Giuseppe Anedda

Per Wilhelm Krumbach il mandolino è stato invece lo strumento che in tanti concerti delle stagioni dei “Fränkische Orgeltage” (Giornate dell’organo in Franconia – Baviera) ha voluto utilizzare in stile concertato “alla Vivaldi” all’interno dei vari programmi organistici. Da raffinato musicologo, il professore tedesco ha ricercato e trascritto pagine inedite di autori noti e meno noti. Pagine puntualmente eseguite da maestri insigni di questo strumento per uno o due mandolini e organo o cembalo. Ne proponiamo qui un esempio:

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