Attività

Pau Casals e la musica come strumento di pace

Pau Casals alla Casa Bianca nel 1961

Il 24 ottobre del 1971 venne insignito della Medaglia della Pace delle Nazioni Unite dal Segretario generale U-Thant. Durante quella sessione dell’ONU prendendo la parola dirà:

«Questo è il più grande onore che ho ricevuto in vita mia.
La pace è sempre stata la mia più grande preoccupazione. Già quando ero piccolo ho imparato ad amarla. Mia madre – una donna eccezionale, meravigliosa – quando ero bambino già mi parlava della pace, perché anche a quel tempo c’erano molte guerre. Inoltre, sono catalano.
La Catalogna oggi è una regione della Spagna, ma la Catalogna è stata la più grande nazione del mondo e vi spiegherò il perché.
La Catalogna ha avuto il primo parlamento democratico molto prima dell’Inghilterra. Nell’undicesimo secolo si riunirono a Tolougues, oggi in Francia, per parlare della pace, perché i catalani dell’epoca erano già contrari, CONTRARI alla guerra. Per questo, le Nazioni Unite, che lavorano unicamente per l’ideale della pace, sono nel mio cuore, perché tutto ciò che si riferisce alla pace gli arriva direttamente.

Sono molti anni che non suono il violoncello in pubblico, però credo di doverlo fare in questa occasione. Suonerò una melodia del folclore catalano, El Cant dels Ocells (Il canto degli uccelli). Gli uccelli, quando sono nel cielo, cantano “Pace, pace, pace” ed è una melodia che Bach, Beethoven e tutti i grandi avrebbero ammirato e amato. E, per di più, nasce dall’anima del mio popolo, la Catalogna.»

Fu In quella stessa occasione che interpreterà con il suo violoncello, affiancato da una orchestra, la melodia del folclore natalizio catalano, El Cant dels Ocells.

«La notte di Natale è piena di prodigi, anche gli animali e in particolare gli uccelli, si danno convegno nella grotta in cui Gesù è nato.
Così l’anedottica popolare crea storielle fantasiose: la cicogna si toglie le soffici piume del petto per rendere più comoda la culla e per questo diventa la protettrice dei bambini; il pettirosso per tutta la notte ravviva con le sue ali il fuoco del braciere e il suo petto rosso bruciacchiato dalle fiamme diventa il segno della sua generosità; l’usignolo prima muto trova la voce per la sua prima volta, ispirato dai cori degli angeli e il suo canto resterà per sempre ad allietare gli uomini come un’eco della gloria divina.
La civetta che non si sveglia viene condannata per l’eternità a nascondersi di giorno e a trascorrere le notti a lamentarsi.» (dal blog terreceltiche.altervista.org/el-cant-dels-ocells/)

IL CANTO DEGLI UCCELLI

Vedendo sorgere
l’astro più luminoso
nella notte più gioiosa,
gli uccellini gli fanno festa
mettendosi a cantare
con la loro voce melliflua.

L’aquila imperiale
vola alta nel cielo
e canta melodiosa
dicendo: – Gesù è nato
per liberarci dal peccato
e darci la gioia.

Risponde il passerotto:
– Oggi, notte di Natale,
è una notte di gran felicità!
Il verdone e il lucherino,
anche loro cantando, dicono:
– Oh, che gioia sento!

E canta il fanello:
– Oh, quant’è fine e bello
il figlio di Maria!
Gli risponde ora il tordo:
– Vinta è la morte,
ora nasce la mia vita!

Mormora l’usignolo:
– È più bello del sole,
più splendente di una stella.
Il codirosso e il saltimpalo
fanno festa al bimbo
e alla sua madre fanciulla.

Il regolo cinguetta
per la gloria del Signore
filando via curiosamente.
E il canarino lo segue.
La loro musica sembra
una celestiale melodia.

Arriva ora l’allodola
dicendo: – Uccelli, venite
a celebrare l’aurora.
E il merlo, fischiando
andava festoso incontro
alla gran Signora.

Dice la cinciallegra:
– Non è né inverno né estate,
siamo in primavera
perché è nato un fiore
che esala un tal profumo
che riempie la terra intera.

Cantava il francolino:
– Uccelli, chi di voi vuol venire
oggi, sul far del giorno,
a vedere il Gran Signore
col suo grande splendore
dentro una stalla?

I picchi e i ciuffolotti
volano tra i frutteti
cantando allegramente;
la quaglia e il cuculo
son venuti da molto lontano
per contemplare il Messia.

Viene sibilando l’upupa:
– Questa notte è venuto
il più grandioso Re.
La tortora e il colombo
affascinano tutti
cantando senza tristezza.

E canta la pernice:
– Io vado a farmi il nido
dentro questa stalla
per ben vedere il bimbo
che sta così tremante
tra le braccia di Maria.

La gazza, il tordo, la ghiandaia
dicono: – Ora arriva maggio!
Risponde il cardellino:
– Ogni albero rinverdisce,
ogni pianta fiorisce,
come se fosse primavera.

Sussurra il fringuello:
– Gloria oggi e domani;
provo un’immensa gioia
al vedere il Diamante
così bello e splendente
tra le braccia di Maria.

Il chiurlo e anche la civetta,
vedendo spuntare il sole,
si ritirano confusi;
l’allocco e il gufo dicono:
– Non posso guardare;
tanto splendore mi sgomenta.

Pau Casals, El Cant dels Ocells, Aurélie Guirriec, pianoforte; Christopher Colard, violoncello

Il video incorporato si riferisce all’interpretazione del Cant dels Ocells della Escolania di Monserrat, invitata alle celebrazioni in onore di JFKennedy ale Kennedy Center di Washington, DC (3 luglio 2017).

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