Attività

Ave, regina coelorum

Salve, o tutta santa,
prega per noi Cristo Signore.

Nella festa della Madonna di Lourdes e Giornata del malato (istituita il 13 maggio 1992 da San Giovanni Paolo II)

Ave, regina coelorum,
ave, domina angelorum,
salve, radix,
salve, porta,
ex qua mundo lux est orta.
Gaude, virgo gloriosa,
super omnes speciosa;
vale, o valde decora,
et pro nobis Christum exora.

Ave, regina dei cieli,
ave, signora degli angeli;
porta e radice di salvezza,
da cui si è irradiata nel mondo la luce,
Rallegrati, vergine gloriosa,
più bella fra tutte le donne;
salve, o infinita bellezza,
prega per noi Cristo Signore.

È una delle “antifone maggiori” della Vergine. Originariamente veniva cantata durante l’Ufficio per la festa dell’Assunzione. Il poeta che ha composto questa antifona mariana non ha voluto spendere molte parole, gli è bastato fare sue le parole dell’angelo alle pie donne: “È risorto, come aveva detto” (Mt 28, 6). Con questo avvenimento la Madonna diviene regina del cielo, ovvero regina della gioia, del gaudio eterno, e perciò con tanta più fiducia ci si raccomanda a lei, perché frapponga la sua intercessione per proteggerci dalle odierne avversità del mondo e ci consenta poi di partecipare a quel regno di beatitudine sempiterna.

Questa breve composizione poetica non va considerata tanto sotto l’aspetto stilistico, quanto sotto quello devozionale.

Il vale presente nel testo fa supporre che l’inno sia stato composto fra il X e il XII secolo. Celebra, come già osservato, la regalità celeste di Maria riprendendo i titoli che le diedero i profeti: radix, radice che ha generato Gesù, il virgulto del tronco di Iesse (Isaia 11, 1); porta, attraverso cui è giunto il Salvatore (Ezechiele 44, 1-2). Il testo è leggero, semplice, fresco, gioioso, ma elevato soprattutto nel terzultimo e penultimo verso: “Più bella fra tutte le donne”, “Salve, infinita bellezza”.

Innumerevoli sono le composizioni musicali di questo testo a partire dalla semplice ma sublime melodia gregoriana sino ai giorni nostri. Quella che viene qui proposta è la versione a 3 voci femminili di Josef Gabriel Rheinberger (1839-1901) che fu autore di grande produzione strumentale, soprattutto per organo e pianoforte, scrivendo allo stesso tempo, molte opere per coro a voci miste, per coro femminile e per coro maschile. I brani per sole voci femminili, messe e mottetti con accompagnamento d’organo, presentano quasi sempre temi affettuosi e assai intensi per le tonalità prescelte. Quando, come avviene nell’Ave regina coelorum, le tre voci intrecciano le loro imitazioni, l’amalgama polifonico sembra rivelare un suono in grado di condensare una vasta gamma di emozioni umane e spirituali grazie a una sobria e sapiente elaborazione organistica con pedale obbligato. Il clima della composizione risulta sempre disteso e confidente mediante l’opportuna indicazione di Adagio come tempo voluta dall’autore al fine di far percepire chiaramente il testo anche durante le belle ed espressive progressioni armoniche e i salti melodici imposti alle voci dei soprani primi. A ben raccogliere le dense armonie e condensarle espressivamente nella cifra imposta dal testo ci pensa la tonalità di mi bemolle maggiore, scelta con meticolosa attenzione da Rheinberger.

Josef Gabriel Rheinberger, Ave, regina coelorum, mottetto a tre voci femminili e organo – Coro dell’Università Cattolica di Milano diretto da Angelo Rosso, organista: Alessio Corti (registrazione effettuata nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano il 4 dicembre 2004)

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