Attività

Il dramma della memoria

Il lamento del giusto sofferente nei Responsori di Don Pietro Allori


di Fernando Vittorino Joannes

Il testo che segue è il commento che faceva da contrappunto all’esecuzione dei Responsori della Settimana Santa di Don Pietro Allori per la trasmissione radiofonica Musiche della memoria e del silenzio. Il lamento del giusto sofferente nei Responsori di Don Pietro Allori (9 aprile 1995, Domenica delle Palme; Rai – Radio Tre). L’esecuzione era affidata al Coro dell’Università Cattolica di Milano, diretto da Angelo Rosso.

Annota Simone Weil nei suoi quaderni: «La musica nasce dal silenzio per ricondurci al silenzio capaci di ascoltarlo». Il tema è classico e ricco di suggestioni; è stato molte volte approfondito. Ad esempio, il filosofo russo e musicologo russo-francese Vladimir Jankélévitch, scomparso pochi anni fa: «La musica è il silenzio delle parole così come la poesia è il silenzio della prosa. La musica è presenza sonora che riempie il silenzio e, tuttavia, la musica stessa è una forma del silenzio. Il silenzio latente nella musica rivela il contrappunto nascosto delle voci passate e di quelle da venire, abitualmente offuscate dal tumulto del presente. La musica, silenzio udibile, cerca naturalmente il pianissimo del ricordo che sussurra, come un amico lontano, all’orecchio interiore dell’uomo. La musica, linguaggio del divenire, è perciò il linguaggio dei ricordi, della memoria»[1].

Musica, silenzio, memoria, dunque. Tre piani affascinanti che si sono intimamente compenetrati quando, sino dall’antichità cristiana, si costituì il Triduo Pasquale: Giovedì, Venerdì, Sabato Santo, i giorni del dramma della Passione del Cristo. La memoria ritornò allora ai testi biblici dell’Antico Testamento. Si costruirono tre ampie ufficiature liturgiche concepite come veri e propri drammi della memoria. La memoria del giusto sofferente colta nei testi veterotestamentari, là dove, nel canzoniere dei centocinquanta Salmi, nei profeti d’Israele, si stagliava la figura dolente del giusto perseguitato. Nacquero i Mattutini, ampi affreschi di canti e letture biblici.

Il termine che li designa è suggestivo, Uffici delle Tenebre, suddivisi in tre notturni ognuno. Dalle tenebre notturne, dal silenzio, si leva il canto della memoria del giusto. All’interno del triplice dramma musicale si stagliano, a suddividere le letture bibliche e prolungarne la meditazione – “ruminazione della parola” dicevano gli antichi –, piccoli gioielli letterari, i Responsori, così chiamati poiché un breve testo è proposto dal coro, intervallato da un’altro testo a commento, poi la ripresa del primo testo da parte del coro. Insomma, piccole drammaturgie all’interno della più ampia drammaturgia musicale. E piccoli gioielli musicali, partendo dal testo gregoriano risalente all’alto medioevo, sino ai cicli responsoriali polifonici, ad esempio del Palestrina, del Da Victoria, Ingegneri, Caldara, solo pochi nomi tra i tanti; arrivando su sino a Lorenzo Perosi, Francis Poulenc, Goffedro Petrassi. Dalla tenue, serena linea di movenze del canto monodico, alle forti architetture polifoniche, al tripudio espressivo barocco, sino ad un recente ritorno a movenze armoniche e ritmiche proprie della creatività musicale successiva alla grande stagione atonale.

Perché questi piccoli gioielli letterari e musicali tratti dalla Bibbia hanno continuato a suggestionare i compositori?


[1] Cfr. Vladimir Jankélévitch, La musique et l’ineffable, A. Colin, Paris 1961; tr. it. La musica e l’ineffabile, a cura di Enrica Lisciani-Petrini, Bompiani, Milano 1998, pp. 111-131 (in part. p.128) [N.d.C.].

Lo comprenderemo ascoltandoli oggi in una nuova loro incarnazione musicale. Li ascoltiamo, infatti, come sono nuovamente sgorgati dalla mente, dalla profondità spirituale, dal sorprendente magistero musicale di uno schivo maestro di cappella che dedicò la vita alla musica, intesa – lui sacerdote – come vero ministero sacerdotale. Un isolano, un sardo, Don Pietro Allori[1], originario di Gonnesa, dove nacque nel 1925, scomparso prematuramente, dieci anni fa, nel 1985; maestro di cappella e animatore musicale nella cattedrale di Iglesias sino agli ultimi suoi giorni. Infaticabile compositore, lascia un’opera stupefacente per la mole e di sorprendente ricchezza musicale[2]. Spazia in ampi campi dei generi musicali, ma la sua concentrazione compositiva è soprattutto sui testi liturgici, conosciuti e penetrati da una intensa meditazione, senza frattura tra quella religiosa e quella musicale.

La forma da lui usata di preferenza è quella corale a più voci, polifonica. Le melodie caratterizzano fortemente l’intensità emotiva del testo. Allori fa tesoro della lezione bachiana, da lui continuamente studiata. L’uso delle voci rimanda agli esempi più alti della melodia architettura palestriniana. Ma Allori assorbe quelle sommità musicali per ritradurle in un linguaggio suo. Ha preso dalla sensibilità del suo popolo, dagli stilemi arcaici dei suoi canti, costruendo un mondo sonoro costellato di coloriture cromatiche, scorrimenti tonali, impasti vocali sobri e solenni, incisivi, commoventi.

Lo ammiriamo, questo suo linguaggio, nei Responsori della Settimana Santa, genere a lui congeniale. Ma entriamo ora in un luogo fatto appositamente per questa musica della memoria, la romanica basilica di S. Ambrogio in Milano. Il Coro dell’Università Cattolica, diretto dal maestro Angelo Rosso, che ha conferito al coro universitario milanese il senso e la missione di un permanente seminario di studio della grande musica liturgica e al servizio della liturgia, sta dando gli ultimi tocchi al ciclo dei Responsori di Don Pietro Allori per l’imminente Triduo Pasquale[3].


[1] Su Pietro Allori, cfr. Antonio Assorgia, Sulle orme di don Pietro Allori, Edizione a cura della Parrocchia di S. Pio X, Iglesias 2000; Egidio Saracino, Liturgia della memoria nella polifonia di don Pietro Allori, Pubblicazioni dell’I.S.U. Università Cattolica, Milano 2004 [N.d.C.].

[2] L’ampia opera alloriana è stata recentemente catalogata in Pietro Allori. Composizioni musicali. Catalogo, a cura del Coro dell’Università Cattolica, Pubblicazioni dell’I.S.U. Università Cattolica, Milano 2006 [N.d.C.].

[3] Il Coro dell’Università Cattolica, diretto da Angelo Rosso, con la collaborazione dell’organista Wilhelm Krumbach, ha inciso i seguenti Cd dedicati all’opera alloriana: Pietro Allori Polifonia sacra – Opere organistiche, AMS 1995; Pietro Allori Venite Gentes – Musica per una Cattedrale, Antes Concerto 1998; Pietro Allori Festivis resonent – Musica per una Cattedrale, Antes Concerto 2000 [N.d.C.].

____

“[…] Fuori, nella notte, coloro che si sono fermati all’invito dell’ O vos omnes, “O voi tutti che passate, fermatevi”, rievocano, narrano, semplicemente, i fatti. E’ il responsorio Sepulto Domino. Le voci dialogano tra di loro così: “Hanno sepolto il Signore, sigillato il sepolcro; hanno posto i soldati di guardia”: Null’altro. La tensione drammatica dell’Ufficio delle Tenebre si stempera ora nella cronaca. Ma è cronaca colma di presentimenti. Le voci gravi, profonde, iniziano il racconto che si amplia poi a tutte le voci. […] (da Da L’ARPA DI DAVIDE, scritti musicali di Vittorino Joannes, edizione University Press (Cagliari 2016, pag. 290.)

Pietro Allori, Sepulto Domino, AP 247 (registrazione del 9 aprile 1995, Basilica di Sant’Ambrogio, Coro dell’Università Cattolica diretta da Angelo Rosso)

Vedi anche la nota d’archivio “Il Crocifisso di don Allori

Discussione

I commenti sono chiusi.

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Privacy e cookies – Informativa per i lettori

Questo sito web è ospitato sulla piattaforma di blogging WordPress.com.
Utilizzando questa piattaforma, gli amministratori, i redattori e gli utenti visitatori sono soggetti alle condizioni espresse dai Termini di Servizio e alla Privacy Policy di Automattic, ciascuno per la sua parte.

La piattaforma fa uso di cookies erogati per fini statistici e di miglioramento del servizio.
I dati raccolti sono visibili solo in forma anonima e aggregata secondo quanto stabilito da WordPress.com, e non si ha accesso ai dettagli specifici di accesso (IP di provenienza, o altro) dei visitatori.

Proseguendo nella navigazione sul sito si acconsente all'utilizzo dei cookies.

Per maggiore approfondimento, per dettagli sui cookies o per bloccarne l'installazione, prendere visione della Informativa sulla privacy e sull'utilizzo dei cookies.

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: